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"E’
stato unanime il sostegno dei Ministri degli Esteri ispanoamericani alla
lotta contro il blocco e per l’estradizione di Luis Posada Carriles"
ha affermato Felipe Pérez Roque, ministro degli esteri della Repubblica
di Cuba, durante la conferenza stampa svoltasi alla fine della seconda
riunione ministeriale del Summit dei paesi ispanoamericani di Salamanca,
Spagna.
Il ministro ha espresso soddisfazione per il sostegno ricevuto dai due comunicati speciali presentati da Cuba, che faranno parte delle deliberazioni dell’appuntamento. Ha elogiato il clima di lavoro e di franchezza nei dibattiti SALAMANCA.-
“Un segnale chiaro e inequivocabile del sostegno della comunità
ispanoamericana alla lotta del popolo cubano per la fine del blocco impostogli
da più di 4 decenni dal Governo degli Stati Uniti e che costituisce
il principale ostacolo al nostro sviluppo economico e sociale”.
Così ha definito il ministro degli Affari Esteri Felipe Pérez
Roque l’approvazione unanime del Comunicato Speciale sul tema in
questo XV° Summit di Salamanca. Nella
sala V del Palazzo dei Congressi e delle Esposizioni, stipata di giornalisti,
il ministro cubano degli Esteri ha spiegato di essere lì per condividere
“la nostra soddisfazione per il comunicato speciale del Summit sulla
necessità di porre fine al blocco imposto dal Governo degli Stati
Uniti d’America a Cuba, compresa l’applicazione della cosiddetta
Legge Helms-Burton”. Noi
cubani che partecipiamo alla conferenza stampa sappiamo che il coraggioso
paragrafo approvato dai ministri ispanoamericani costituisce una chiara
allusione alle misure adottate dall’Amministrazione di George W.
Bush nel maggio dell’anno scorso, che hanno approfondito il carattere
genocida del blocco. “Il
blocco” – ha sottolineato – “è un esempio
di violazione generale, flagrante e sistematica dei diritti di tutto il
nostro popolo”. LA
RIAFFERMAZIONE DEL RIFIUTO DEI SUMMIT ISPANOAMERICANI NEI CONFRONTI DEL
TERRORISMO “Mi interessa sottolineare in modo speciale”, ha detto, “che nel testo facciamo riferimento al Comunicato Speciale sul terrorismo adottato nel XV° Summit Ispanoamericano ed esprimiamo il nostro sostegno alle pratiche svolte per ottenere l’estradizione e portare di fronte alla giustizia il responsabile dell’attentato terroristico a un aereo della ‘Cubana de Aviación’ avvenuto nell’ottobre 1976, causante la morte di 73 civili innocenti. Tutti sanno che è il terrorista internazionale Luis Posada Carriles, autore di molteplici crimini e atti di terrore contro cittadini cubani e di altri pesi, compresi nordamericani”. “Posada Carriles” – ha denunciato Pérez Roque – “si trova in questo momento detenuto negli Stati Uniti in un’installazione dell’Immigrazione, trattato come un re ed è in marcia un piano per permettergli di vivere in quel paese utilizzando l’insostenibile pretesto che, se deportato in Venezuela, potrebbe venire torturato”. “Questo è un utilizzo perverso della Convenzione per la prevenzione e la sanzione dei delitti di tortura, che non ha nulla a che vedere con lo spirito di questa legislazione e serve solo a negare l’estradizione” , ha spiegato. Pérez Roque ha ricordato che continua ad essere vigente negli Stati Uniti il processo di richiesta d’estradizione che il Governo del Venezuela ha fatto pervenire. “In tal senso” – ha aggiunto – “l’ultima parola deve dirla la segretaria di Stato Condoleezza Rice”. Il testo recita inoltre che “riaffermeremo il valore dell’estradizione come strumento essenziale nella lotta contro il terrorismo ed esorteremo quegli Stati che hanno ricevuto richieste d’estradizione di terroristi presentate da paesi membri della nostra comunità, a prenderle in considerazione come dovuto, attenendosi al quadro legale applicabile”. Il Ministro cubano ha affermato: “Speriamo che il Comunicato dia un chiaro segnale dell’appoggio dei paesi ispanoamericani a questa richiesta. Questi testi verranno considerati dai capi di Stato ma mi sembra che abbiano già ricevuto un esplicito consenso e che là a Cuba, nella nostra Patria, verrà ricevuta con soddisfazione questa notizia”. AMBIENTE
POSITIVO NELLA RIUNIONE “Al contrario” – ha sottolineato – “in questo modo si è voluto trattare più ampiamente ed incisivamente di prima questi temi e pertanto siamo molto soddisfatti di questa formula”. Rispetto agli altri comunicati speciali approvati, il ministro degli Esteri cubano ha detto che sono stati dodici e che in un solo caso la nostra delegazione non ha dato il suo consenso. “Si tratta” – ha precisato – “di un comunicato relativo alla situazione interna del Nicaragua, il cui testo ne riprende un’altro adottato nella OEA, dalla quale Cuba è stata esclusa per decisione del Governo nordamericano e della quale pertanto non accettiamo le deliberazioni e le risoluzioni”. “Ci dissociamo inoltre in base al principio che debba essere rispettato il principio della sovranità e che gli affari interni dei singoli paesi non vadano giudicati”. Ha
messo in risalto che questo è il Summit Ispanoamericano che ha
dedicato più spazio alla discussione, ha creato un ambiente migliore
per poter discutere con franchezza, senza la pressione del tempo od eccessive
esigenze protocollari. “Quella dei ministri è stata una riunione
di lavoro ed apprezziamo il fatto che il programma preparato dai capi
di Stato segua l’idea di privilegiare il dibattito. La riunione
appena terminata, presieduta dal ministro Moratinos, è stata caratterizzata
da un produttivo, ampio e fruttuoso dibattito su temi d’interesse
prioritario per i nostri popoli”. |
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