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CONGRESSO
CIRCOLO DI COMO SABATO 10 MARZO 2007
RELAZIONE DEL SEGRETARIO ANTONIO RUSSOLILLO Questo congresso, in preparazione del 9° congresso nazionale, si svolge in anticipo rispetto alla sua naturale scadenza, dovuto alla prematura scomparsa del comp. Roberto Foresti che era il presidente nazionale dell’Associazione. Sono trascorsi poco meno di 3 anni dall’ultimo congresso e sono stati anni che hanno visto mutare profondamente lo scenario geopolitico e con esso il sistema di relazioni internazionali. Da un lato assistiamo a scene dove la violenza della guerra e del terrorismo impone sofferenze immani a chiunque ne sia coinvolto. In nome della “democrazia”, dei “diritti umani” e della “guerra al terrorismo”, gli USA hanno, nella realtà, accentuato una politica imperiale per il controllo delle risorse energetiche e la conquista di quote di mercato, cancellando sovranità di stati e popoli, il diritto internazionale, i diritti umani ed usando strumentalmente l’ONU. QUESTA POLITICA CONDANNA IL MONDO AD UNA PRECARIETA’ ED INSTABILITA’ PERMANENTE Il conflitto intereligioso, lo scontro di civiltà, il ricorso al terrorismo, trovano alimento da questa politica imperialista d’aggressione avvitando i popoli e le nazioni in guerre senza sbocco. Eppure in un quadro così inquietante in cui la barbarie sembra aver preso il sopravvento, si profila una nuova speranza di liberazione e progresso per i popoli, una speranza che parla di giustizia sociale, di antimperialismo, di pace, di vita e non di morte, che nasce nell’emisfero occidentale del pianeta, trovando nella piccola Cuba la grande forza di cambiare il corso della storia. Basta pensare al vigoroso vento di cambiamento che soffia da un po’ di tempo in America Latina, la conferma di questo processo è dato anche dall’elezione di presidenti che fanno riferimento ai soggetti e alle classi sociali più poveri del continente Latino Americano Dopo anni di pesante arretramento del movimento progressista mondiale, si riapre dunque nel continente Latino Americano, un progetto politico socialista che pone al centro della sua azione politica il superamento del modello di società capitalista. Non si tratta di un ritorno al passato, tuttaltro. I compagni del Venezuela, della Bolivia, di Cuba e degli altri paesi che guidano questo processo politico, forti di analisi e lontani da esperienze dogmatiche chiuse, hanno elaborato con intelligenza e lungimiranza, un progetto politico socialista IL SOCIALISMO DEL XXI SECOLO capace di raccogliere il consenso democratico di massa, di consolidarlo e di proiettarlo, come forma di liberazione, in tutto il continente Latino Americano. Parte organica del socialismo del XXI secolo è il progetto A.L.B.A., che vuole costruire un continente fondati sui diritti politici, sociali e materiali dei popoli e che, dando agli stati la proprietà delle risorse naturali ( nazionalizzazioni), riporta i profitti ad uso sociale e collettivo con il fine il progresso dei popoli. Si pensi all’accordo organico già sottoscritto da Cuba,Venezuela e Bolivia per un commercio equo e solidale, nel rispetto delle specifiche strutture economiche, sociali e politiche che prevede, tra l’altro, meccanismi economici di cooperazione per i paesi più poveri. Un progetto in cui Cuba vi entra con il meglio dei suoi valori e risorse umane (medici, professionisti, musicisti ecc.) impegnati in grande missioni, per fare avanzare e consolidare, conquiste sociali (salute, casa, educazione ecc.) in paesi in cui questi diritti erano assenti fino a pochi anni fa. Basti vedere le relazioni tra Caracas e Avana che scandalizzano Washington, ma che sono molto ben studiate. I due paesi puntano nel loro rapporto sui rispettivi terreni di forza: il Venezuela da a Cuba il petrolio, e Cuba a sua volta manda in Venezuela personale altamente qualificato, tecnologia medica, dottori, insegnanti. E’ un modello di rapporto naturale che va diffondendosi in tutta la regione. Il Venezuela sta promovendo una serie di programmi denominati OPERACION MILAGRO: medici cubani, grazie ai fondi venezuelani, vanno in posti come la Giamaica, trovano persone cieche ma curabili chirurgicamente, le portano a Cuba, le curano e le rimandano in Giamaica. Tutto questo terrorizza gli Stati Uniti. Un progetto quello del socialismo del XXI secolo, che avanza per passaggi elettorali, coinvolgendo milioni di persone nella sua realizzazione e sua condivisione, facendo del consenso di massa e democratico, lo strumento e consenso delle classi dirigenti della sinistra Latino Americana. Se oggi i popoli del Latino America, vivono con speranza questo progetto politico di liberazione lo devono, come loro stessi riconoscono, alla lungimiranza del progetto politico della Rivoluzione socialista cubana, che ha consentito la ripresa di un progetto politico alternativo al liberismo capitalista e imperialista. Siamo coscienti, che ci troviamo di fronte ad un progetto politico che deve ancora dare il meglio della sua elaborazione e progettualità politica liberatrice e progressista, ed in questa direzione va sostenuto, e su cui pesa la reazione eversiva degli Stati Uniti per impedire che, nel continente Latino Americano, si affermi un grande movimento socialista, progressista e di liberazione; un esempio per i popoli del sud e del nord del mondo, che le diverse amministrazioni nord-americane tenteranno di fermare, e il movimento progressista e di solidarietà con Cuba non può rimanere indifferente. E qui viene il ruolo della nostra Associazione, per una corretta conoscenza e informazione sulla realtà cubana. Da 45 anni la nostra Associazione svolge una intensa attività volontaria, per sviluppare e consolidare l’amicizia e la solidarietà tra il popolo italiano e quello cubano. Durante questi anni sono stati superati ostacoli, affrontati sacrifici, anche personali, dalle nostre donne, dai giovani e dagli uomini a noi associati, e indipendentemente dal loro pensiero politico o filosofico, li hanno sopportati per difendere Cuba e le conquiste della sua Rivoluzione. L’obbiettivo dell’Associazione è dunque quello di fare un’opera di corretta informazione sulla realtà cubana, sulla sua cultura, la sua arte ecc., nel tentativo di favorire una maggiore e reciproca conoscenza tra il popolo italiano e quello cubano. Bisogna contrastare la diffusione di notizie false sulla realtà economica e sociale manipolata dai mass-media: malgrado la profonda crisi che l’ha attraversata negli anni 90, dovuta alla sparizione dell’URSS e dei paesi dell’est europeo, Cuba ha resistito ed ha continuato ad avanzare sulla via del suo processo rivoluzionario, anche grazie al grande movimento mondiale di solidarietà. Nel periodo speciale nessuno ospedale è stato chiuso, nessuna scuola è rimasta senza insegnante, nessun asilo d’infanzia senza istruttrice, nessun lavoratore è stato gettato sul lastrico nonostante le enorme difficoltà economiche, nessun anziano ammalato o partoriente sono rimasti senza assistenza. Nessuno è morto di fame e le malattie sono state curate malgrado la scarsità di cibo e medicine. Anzi, la mortalità infantile è scesa a livelli dei paesi più avanzati, mentre si registra un aumento della popolazione; i laureati nelle università sono stati migliaia; lo sviluppo della scienza, della cultura e dello sport hanno raggiunto i più alti vertici mondiali. La base economica cubana si sta lentamente riprendendo per uscire dalla crisi che ha subito. Come dicevo prima, ciò è stato possibile anche grazie al grande movimento mondiale di solidarietà, e la nostra Associazione è parte integrante di questo movimento. Come ho già avuto modo di dire in altre occasioni, quest’anno ricorre il 10° anniversario della nascita dei gemellaggi, tra ogni regione italiana della Associazione e una provincia cubana tramite l’ICAP ( istituto cubano per l’amicizia tra i popoli). I circoli della Lombardia, come sicuramente saprete, sono gemellati con la provincia di Las-Tunas, che si trova nell’oriente di Cuba a circa 800 Km. da l’Avana; ed è lì che inviamo il grosso dei nostri aiuti, con l’obiettivo di aiutare la popolazione e far sentire concretamente l’amicizia e la solidarietà degli italiani. Sono stati tanti gli interventi effettuati in questi anni e l’elenco sarebbe troppo lungo. Voglio elencare solo
gli interventi effettuati l’anno scorso nel 2006: Come vedete, care compagne
e cari compagni, ho cercato di fare conoscere, anche se brevemente, il
ruolo e il modo di operare della nostra Associazione, ma oggi il nostro
impegno principale è quello di contrastare e controbattere una
pesante campagna ideologica e diffamatoria contro Cuba. Questa notizia non ha occupato più di un paio di giorni i democratici media europei e italiani, come se fosse del tutto legittima, o fosse un argomento fastidioso e per questo da eludere. Con tanti saluti alla completezza e trasparenza dell’informazione. La storia però
era ed è scabrosa, perché mette in discussione il modo con
il quale i nostri media, anche i più prestigiosi, riportano senza
alcun controllo sulla veridicità delle notizie l’informazione
su Cuba, che viene confezionata, manipolata e diffusa dalla Florida. Non vorremmo che tutte queste falsità, alla fine non fossero altro, che uno strumento per condizionare a tal punto l’opinione pubblica contro Cuba in modo che, anche una eventuale aggressione americana a Cuba, avrebbe un impatto emotivo meno grave di quello che avrebbe se le menzogne non preparassero il terreno. Veniamo a noi al nostro circolo. Da gennaio dello scorso anno, ci siamo trasferiti dalla sede storica di via Tommaso Grossi a questa sede. Il motivo principale è stato che nella sede di prima ormai i costi erano diventati insostenibili, Caruana nel relazionare il bilancio si soffermerà su questo punto. La Coop Lombardia, con il suo Comitato Soci di Como ha messo a disposizione della varie associazioni e partiti politici questi uffici con annesso questo salone a costi direi politici; ciò ci permette che oltre ad avere una sede dignitosa, di poter essere più incisivi nella solidarietà con Cuba. Credo sia doveroso inviare un ringraziamento alla Coop Lombardia e al Comitato Soci di Como. Sul tesseramento già da vari anni sono sempre più numerosi le adesioni al nostro circolo: siamo passati dai 172 iscritti del 2004, anno dell’ultimo congresso e che aveva avuto un significativo aumento di iscrizioni, ai 176 del 2005, ai 198 del 2006; quest’anno (2007) a oggi 10 marzo, hanno già preso la tessera in 162 con ben 29 nuovi iscritti o recuperati. Questo vuol dire che vi sono tutte le condizioni per fare un ulteriore sbalzo in avanti. E’ UN RISULTATO ECCEZIONALE, che ci colloca al 2° posto su scala nazionale. Se si pensa che fino a pochi anni fa eravamo poco più di 30 iscritti si può essere fieri di questo risultato, che è eccezionale non soltanto per l’importanza numerica, o per l’aspetto economico pur importante, ma il raggiungimento di questi risultati sono possibili solo quando si riesce ad allacciare rapporti con la società che ci circonda. Se si analizzano le tessere, vediamo che hanno aderito al nostro circolo persone impegnate nelle istituzioni (l’unico deputato della sinistra a Como, sindaci, assessori. consiglieri comunali), segreterie di vari partiti politici, dirigenti sindacali, persone impegnate nel sociale e tanti altri ancora. La crescita del circolo, si è notata anche dalla partecipazione alla manifestazione nazionale di Milano del 30 settembre dell’anno scorso con ben 67 partecipanti. Una manifestazione che insieme a quella di Madrid, è stata la più grande che si è svolta in Europa e nel mondo, che ha visto l’orgoglio dei nostri militanti uniti a migliaia di democratici di tutte le forze politiche, sociali, dell’associazionismo e numerosi intellettuali. Con quella manifestazione, come è scritto sul nostro documento congressuale, abbiamo denunciato la più ingiuriosa e ingannevole campagna di falsità degli USA, di presentarsi di fronte al mondo come i paladini della democrazia e della lotta al terrorismo, quando invece perseguitano coloro che smascherano i gruppi di terrore, che sono sostenuti dalla CIA e dal governa di Washington. La lunga odissea che vivono i 5 patrioti cubani, che con la loro attività di raccolta di informazioni negli Stati Uniti, hanno prevenuti attentati contro Cuba prima che fossero messe in atto, informandone il governo cubano e attraverso questo le autorità statunitesi. Come sappiamo questi 5 patrioti hanno subito un processo farsa senza prove, che li ha condannati all’ergastolo e a molti anni di carcere. Noi dobbiamo proseguire nel chiedere la verità dei fatti e rivendicare la loro liberazione. Un’altra iniziativa che dobbiamo portare avanti contro il terrorismo, è quella di ottenere giustizia per l’assassinio del giovane Fabio Di Celmo. Abbiamo fatto circolare negli enti locali un o.d.g. che chiede l’estradizione, per essere giudicato in Italia, del terrorista Luis Posada Carrilles, che è il mandante dell’atto terroristico compiuto a Cuba nel quale Fabio Di Celmo ha trovato la morte. Con soddisfazione registriamo e ringraziamo che il consiglio comunale di Lurate Caccivio ha votato all’unanimità questo o.d.g., mentre prendiamo atto con disappunto che il consiglio provinciale di Como, nella seduta di lunedì scorso ( 5 marzo) l’ha bocciato, motivandolo che se bisogna chiedere l’estradizione di Posada Carrilles, bisogna chiedere l’estradizione di tutti quelli accusati di BR e rifugiati in Francia. Un appuntamento, ormai diventato tradizionale,è la festa che si tiene a Senna Comasco ormai giunto alla sua 7° edizione. E’ una festa che vede la partecipazione di migliaia di cittadini, e per renderla fattibile, ci vuole l’impegno di circa 50 volontari che nel proprio posto di lavoro: dalla cucina,al bar, ai cocktail, alle casse, al servizio ai tavoli, alle entrate, alle pulizie, sacrificando una parte rilevante del proprio tempo, rendono possibile la riuscita di questa eccezionale iniziativa. Sono tante le cose
che il nostro circolo è riuscito a fare dall’ultimo congresso,
basti ricordare quelle con Alberto Granado: martedì 15 novembre
2005 al liceo scientifico di Olgiate Comasco con almeno 300 studenti,
e mercoledì 16 in questo salone, tanta era la partecipazione che
almeno 1 centinaio di persone non sono riusciti ad entrare. Un altro settore che
il circolo di Como si è distinto è quello dei trasporti
e ho già avuto modo, in altre occasioni, di dire del contributo
dato su questo tema: dalle brigate di lavoro dei meccanici all’invio
di bus e pezzi di ricambio. Gli ultimi bus (3) li abbiamo inviati a dicembre
e, adesso, siamo in trattativa per inviare altri 3 bus a Las-Tunas. Per concludere, come si può constatare molto è stato fatto, ma molto ancora vorremo fare, ma per riuscirci, dobbiamo sempre lavorare per mantenere quello slancio ideale e organizzativo, che permette di superare vittoriosamente le prossime sfide.
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