INTERVENTO DEL MINISTRO DEGLI ESTERI CUBANO AL 13° PERIODO DI SESSIONE DEL CONSIGLIO DEI DIRITTI UMANI DELL'ONU
tratto da www.giannimina-latinoamerica.it

Cuba fa parte, da qualche anno e dopo molte battaglie di denuncia del vecchio meccanismo di controllo dell’esercizio di quei diritti, del rinnovato Consiglio per i Diritti Umani delle Nazioni Unite. Il 3 marzo, qualche giorno dopo la morte del detenuto Orlando Zapata causata da 85 giorni di sciopero della fame, Bruno Rodríguez, Ministro degli Esteri della Repubblica di Cuba, è intervenuto nel 13° periodo di sessione del Consiglio con un intervento di cui traduco una parte, per completezza di informazione: “Signor Presidente, per mezzo secolo Cuba è stata vittima di aggressioni nordamericane e di atti di terrorismo. 5.577 cubani hanno perso la vita o sono rimasti invalidi. Gli autori dell’esplosione in pieno volo di un aereo di Cubana de Aviación, nel 1976, godono dell’impunità protetti dal Governo degli Stati Uniti. Un’epidemia di dengue, prodotto da un attacco batteriologico, ha provocato la morte di 101 bambini cubani. Una bomba di una serie collocata all’Avana nel 1997, ha causato la morte di un giovane italiano. La Ley de Ajuste Cubano e la politica dei “Piedi asciutti-Piedi bagnati” degli Stati Uniti incoraggiano l’emigrazione illegale e costano vite. Il blocco economico, commerciale e finanziario imposto a Cuba è un atto di genocidio, descritto nei commi (b) e (c) dell’art. 11 della Convenzione contro il Crimine di Genocidio e una violazione massiccia, flagrante e sistematica dei diritti umani.
La politica degli Stati Uniti contro Cuba, che il presidente Obama non ha cambiato, costa vite al popolo cubano. Una nuova scalata sovversiva, con ampia copertura mediatica, è stata lanciata contro Cuba. Senza il minimo rispetto etico si pretende di presentare dei mercenari come patrioti, agenti pagati dagli Stati Uniti in territorio cubano, come dissidenti.
La potente macchina dell’impero non esita ad utilizzare un recluso, recidivo e condannato in un regolare processo per delitti comuni, e in seguito reclutato in prigione per presentarlo come un combattente per i diritti umani. Per ottenere equivoci interessi politici, è stato gettato verso la morte nonostante le attente cure mediche. Come ha dichiarato il Presidente Raúl Castro Ruz, si è trattato di un fatto penoso. E’ un’altra vittima della politica sovversiva degli Stati Uniti contro Cuba.
Dalla vittoria della Rivoluzione cubana nel 1959, non c’è mai stato a Cuba un solo caso di assassinio, di tortura o di esecuzione extragiuridica; non c’è mai stato uno squadrone della morte e neanche una Operazione Cóndor. Cuba ha un comportamento meritevole e senza macchia nella protezione del diritto alla vita, anche attraverso la cooperazione altruista fuori dalle sue frontiere.
Signor Presidente, avrei voluto alludere ad aspetti concreti del serio lavoro portato avanti da questo Consiglio, abbordare il tema della revisione di questo organismo che deve aver luogo l’anno prossimo per denunciare il tentativo di soggiogare, modificarne la composizione e i procedimenti per imporre interessi politici. Avrei voluto riferirmi al meccanismo dell’ Esame Periodico Universale che ha mostrato la sua utilità a prescindere dalle imperfezioni e della mancanza di autocritica dei potenti che è risultata evidente. Avrei voluto difendere il Consiglio e sottolineare l’importanza di mantenerlo libero da politicizzazioni, discriminazioni, selettività e doppia morale. Posso assicurarla che Cuba continuerà a contribuire con impegno e ostinazione affinché il Consiglio per i Diritti Umani mantenga la sua rotta indipendente e venga consolidata la cooperazione come la vera via per la promozione e la protezione dei diritti umani nel mondo. Devo proclamare, a nome del popolo eroico e nobile di Cuba, che nessuna campagna ci allontanerà dai nostri ideali di indipendenza e di libertà”.

 

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