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Al
giornale “Liberazione”
Sono un vecchio lettore di Liberazione sin dalla sua nascita (quando era settimanale), e mai avrei pensato di arrivare al punto di riflettere se continuare ad esserlo o meno. Ho letto, con disappunto e tristezza, gli articoli della sig.ra Nocione su Cuba e, mi ha fatto male, la sua ironia e il suo cinismo su Giustino Di Celmo: un affronto far trasparire che Giustino ha patteggiato il suo comportamento in cambio di una pizzeria di nome Fabio. Penso a come si possa sentire il povero padre, dopo avergli assassinato il figlio e vedere libero il suo assassino, a leggere simili infamità. Per non parlare dei 5 dipinti dalla Nocione come “cinque eroi che di mestiere facevano le spie”, accusa che neanche alti esponenti dell’F.B.I. rivolgono più. Non voglio soffermarmi sulle altre disinformazioni presenti in quegli articoli, ma sono rimasto deluso dall’editoriale del direttore Sansonetti di oggi 2 giugno e, mi domando, perché tutto questo astio nei confronti di Cuba? Forse perché Cuba è un cattivo esempio per i paesi del terzo mondo? O che a Cuba i sistemi di educazione e di salute funzionano meglio che in molti paesi sviluppati? Oppure perché la mortalità infantile a Cuba è a livelli minimi inferiore agli stessi USA? O che abbia il maggior numero di medici pro-capite al mondo? O infastidisce di più l’aver raggiunto in 48 anni obiettivi sociali, culturali e politici, che la maggioranza dei paesi del terzo mondo può a malapena tentare di sognare? Perché tanta rabbia contro Cuba? E’ di pochi mesi fa la notizia di vari giornalisti pagati dal dipartimento di stato americano, per produrre informazioni false riguardo Cuba: questa notizia non ha occupato più di un paio di giorni i democratici media europei e italiani, come se fosse del tutto legittima, o fosse un argomento fastidioso e per questo da eludere. Con tanti saluti alla completezza e trasparenza dell’informazione! L’esistenza di un mercato di giornalisti disposti a colpire Cuba è in linea con i metodi del governo Bush, che come si sa, ha stanziato a questo scopo 80 milioni di dollari oltre ai 60 già elargiti dal congersso. E’ questo il dubbio che mi sta arrovellando in queste ore, e che mi farà decidere se continuare o meno ad essere un lettore di Liberazione. Non vorrei che il mio giornale, anche se involontariamente, si presti a questa campagna ideologica e diffamatoria contro Cuba. Antonio Russolillo |
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