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di 400 intellettuali di 50 paesi esigono il rispetto della sovranità
di Cuba
da Granma internacional Un documento firmato finora da più di 400 intellettuali, artisti e personalità di spicco di più di 50 paesi è stato reso noto a L’Avana. Nel testo si esige che l’Amministrazione nordamericana rispetti la sovranità di Cuba e si chiede di impedire ad ogni costo una nuova aggressione all’Isola. Il messaggio è stato presentato dal sociologo e teologo belga Francois Houtart, membro del Consiglio Internazionale del Forum Sociale Mondiale, alla presenza della stampa internazionale accreditata a L’Avana. Assieme a Houtart c’erano il noto intellettuale Roberto Fernández Retamar, presidente della Casa de las Américas e Andrés Gómez, direttore di alcune pubblicazioni e residente a Miami. L’intellettuale belga ha segnalato che la situazione attuale che si presenta rientra nel contesto della politica di Washington contro Cuba. Ha detto che l’appoggio alla sovranità di Cuba significa in questi momenti confrontarsi con il significato delle aggressioni in corso nel mondo e rappresenta la denuncia alla violazione più chiara del diritto internazionale, contro il diritto del più forte. Ha affermato che difendere Cuba è un dovere etico e morale di tutti gli umanisti del mondo. Ha salutato la dichiarazione della Conferenza Episcopale di Cuba, dove ci si augura la guarigione del Presidente Fidel Castro ed ha chiamato a rispettare la sovranità del paese. Andrés Gómez ha menzionato le organizzazioni di cubani a Miami che si sono pronunciate per la guarigione di Fidel, tra le quali l’Alleanza Martiana, la Brigata Antonio Maceo e la Casa delle Americhe di New York. La reazione dell’estrema destra controrivoluzionaria che ha sede negli USA ha, secondo Gómez, l’obiettivo di far precipitare una crisi e di arrivare ad un confronto che porti alla guerra. Queste reazioni sono le stesse che i nemici di Cuba ebbero ai tempi di Girón, della Crisi di Ottobre, della disintegrazione del campo socialista, del sequestro del piccolo Elian ed in altri momenti. “Sono segnali di frustrazione”. Ha constatato la fiducia nelle istituzioni nazionali in momenti memorabili come questo ed ha segnalato che “questa storica situazione rappresenta la continuità e approfondimento del processo libertario del popolo cubano”. Retamar ha messo in risalto l’importanza del documento, segnalando l’adesione da questo immediatamente ricevuta, con centinaia di firme ed esprimendo la speranza che con la progressiva diffusione del testo le firme aumentino. Tra i sottoscrittori della Dichiarazione spiccano otto Premi Nobel: José Saramago (Portogallo), Wole Soyinka (Nigeria), Adolfo Pérez Esquivel (Argentina), Dario Fo (Italia), Nadine Gordimer (Sudafrica), Desmond Tutu (Sudafrica), Rigoberta Menchú (Guatemala) e Zhores Alfiorov (Russia). Nella lunga lista figurano
anche altre note personalità come lo scrittore nordamericano Noam
Chomsky, l’ex procuratore generale degli USA Ramsey Clark, il cantante
Harry Belafonte, l’attore Danny Glover, i romanzieri Alice Walker
e Russell Banks, il musicista rock Tom Morello, l’accademica e combattente
Angela Davis, il filosofo Fredric Jameson, il reverendo Lucius Walker,
l’architetto brasiliano Oscar Niemeyer, il direttore di ‘Le
Monde Diplomatique’ Ignacio Ramonet, gli scrittori Mario Benedetti,
Eduardo Galeano e Juan Gelman, il teologo brasiliano Frei Betto e l’intellettuale
messicano Pablo González Casanova. |
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