APPROFONDIMENTI SU YOANI SANCHEZ, LA COSIDDETTA "BLOGGERA DELL'HAVANA"


Aiutiamo i bambini cubani malati di cancro. Campagna per l'acquisto di un farmaco antitumorale a cui Cuba non ha accesso a causa del blocco statunitense.
Sabato 30 Gennaio 2010 ore 10,30
Camera del Lavoro di Milano - Corso di Porta Vittoria 43 Milano
-
Per ricordare Arnaldo Cambiaghi

7/01/10 - Dichiarazione del Ministero delle Relazioni Estere sull’inserimento di Cuba negli elenchi dei Paesi che promuovono il terrorismo

28/10/09 L'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU CONDANNA NUOVAMENTE IL BLOCCO STATUNITENSE CONTRO CUBA. HANNO VOTATO A FAVORE DELL'ISOLA 187 PAESI, DUE SI SONO ASTENUTI E TRE HANNO VOTATO CONTRO

MILANO
10 OTTOBRE 2009

4000 persone in piazza per la liberazione dei Cinque,
contro il silenzio dei mezzi di comunicazione


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BARBADOS
33 ANNI DOPO:
il crimine resta impunito

cinque x mille

EMERGENZA URAGANI A CUBA

2009
SITUAZIONE TESSERAMENTO:

271 iscritte/i
aggiornato al 24/09/09
(l'anno 2008 è stato
chiuso con 249 iscritte/i)


LE DIMENTICANZE DELLA BLOGGERA DI MODA, YOANI SANCHEZ
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CUBA 2008:
UNA STAGIONE CICLONICA DISASTROSA

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INTERVISTA A SALIM LAMRANI
“Il futuro dell’isola di Cuba passa per il rafforzamento di un giornalismo più giusto”

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PUBBLICHIAMO LA LETTERA SCRITTA DA GERARDO HERNANDEZ (UNO DEI CINQUE CUBANI DETENUTI INGIUSTAMENTE NEGLI STATI UNITI)
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20-21/09/08
"FIERA DELLE RELAZIONI E DELL'ECONOMIA SOLIDALE" VILLAGUARDIA (CO)

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LE RIFLESSIONI DEL
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-Siamo e dobbiamo essere socialisti
-Un tema per meditare
-Il socialismo democratico
CHI E' L'AGENTE VIVANCO
MA L'URAGANO GUSTAV E' STATO SOLO A NEW ORLEANS?!
CUBA NEI GIOCHI OLIMPICI IN CINA:
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SCONFIGGERE LA FAME
SI PUO', CON L'ALBA

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ultimo aggiornamento il 08-Feb-2010 22:24


Honduras: un paese normalizzato o un paese che non dimentica il golpe?
di Gennaro Carotenuto su www.giannimina-latinoamerica.it

TEGUCIGALPA, 26 gennaio. – Sembra tutto pronto a Tegucigalpa per voltare pagina. Domani con una grande festa nello stadio nazionale, ci sarà il passaggio di poteri dal dittatore di Bergamo Alta, Roberto Micheletti a Porfirio “Pepe” Lobo. Sarà una grande occasione per rappresentare la nuova “pax americana” in Centro-America e per alcuni paria, come il presidente taiwanese, che ben raramente viene invitato ad eventi internazionali. Ma molte cose non quadrano e per le strade di Tegucigalpa si vedono i segnali che da tutto il paese l’opposizione democratica saprà dimostrare ancora una volta la sua forza.
Muoversi per le strade di Tegucigalpa, anche in queste ore, vuol dire trovare una città viva, insolitamente più vivibile rispetto alle altre capitali centroamericane. Ma, rispetto alla martellante campagna dei media ufficiali, che magnificano la forza della democrazia honduregna, e non fanno parola né sul caso Zelaya, né sulla grande manifestazione dell’opposizione democratica prevista contemporaneamente al dubbioso e illegittimo trasferimento di poteri, qualcosa sembra non quadrare.
Il primo punto che non quadra è il fatto che Micheletti, il golpista del 28 giugno, non si è mai dimesso. Semplicemente è andato via dal palazzo di governo. Ieri, lunedì, non ha presenziato all’entrata in carica degli amministratori locali, anche se ha mandato una lettera e ha ricevuto un applauso a scena aperta dai politici espressione della classe dirigente honduregna che ha appoggiato il golpe. Non dovrebbe esserci neanche domani a sentenziare con la sua assenza la stravaganza di un passaggio di poteri da un golpista a un presidente eletto in elezioni non democratiche e senza opposizione né osservatori internazionali.
Da parte sua il nazionalista Porfirio Lobo ce la mette tutta per legittimarsi anche nel consesso internazionale. Firmando una amnistia (domattina) vuol chiudere le sanguinose vicende del colpo di stato con la lacrimevole retorica sulla famiglia honduregna che deve riunirsi e che travolge ogni considerazione sull’impunità per le decine di vittime del golpe. Facendo uscire Manuel Zelaya dall’ambasciata brasiliana, dove è rifugiato da mesi, per recarsi in esilio nella Repubblica dominicana, vuol risolvere la più spinosa delle questioni aperte. Proprio il presidente dominicano Leonel Fernández, che porterà con sé Zelaya al ritorno, è probabilmente il più importante degli ospiti internazionali che presenzieranno al trasferimento di poteri. Con lui il panamense Martinelli, il guatemalteco Colom, il salvadoreño Funes e pochi altri tra i quali il presidente taiwanese, paese riconosciuto dall’Honduras fin dagli anni ’60.
Non inganni però questa sparuta e poco qualificata avanguardia: in molti, gli Stati Uniti in primo luogo, ma compresi anche i paesi integrazionisti latinoamericani, aspettano da Lobo appena qualche segnale per poter salire dal cul de sac del golpe e riprendere il tran tran che dura dall’82 di una “democrazia protetta” per l’Honduras. Chi non ci sta è l’opposizione democratica. Già nelle stazioni degli autobus incontriamo le avanguardie di quella che si preannuncia una grande manifestazione. “Saremo tanti come mai”. “Ci reprimeranno ma non ci fermeranno”. Tra le parole d’ordine continueranno a chiedere (inascoltati) un’Assemblea costituente. Saremo con loro domani.


CUBA HA CURATO PIU' DI 18MILA HAITIANI
I medici cubani hanno assistito, dal giorno del terremoto più di 18mila pazienti haitiani ed hanno eseguito 1700 interventi chirurgici, tra i quali 800 di chirurgia complessa", ha informato il dottor Carlos Alberto García, capo della Brigata della sanità cubana in Haiti.
"Sono una fortezza anche i cinque Centri di Diagnosi Integrale - CDI – donati da Cuba e dal Venezuela, che funzionavano prima del terremoto e contano su una ventina di letti ciascuno, una sala di terapia intensiva, sala parto ed altre specializzazioni. La prossima settimana saranno pronti altri due CDI che erano quasi terminati, nei dipartimenti di Grand Anse e Nordest. Potremo così rispondere al flusso di persone che stanno emigrando verso questi luoghi", ha aggiunto il dottore.
In questo momento, 30 gruppi di quattro, tra dottori cubani e studenti haitiani che studiano a Cuba alla Elam (Scuola Latinoamericana di medicina), realizzano una campagna di vaccinazione contro il tetano con le 400mila dosi che Cuba ha donato ad Haiti. Inoltre si stanno realizzando lavori di prevenzione sanitaria e, con l’uso di altoparlanti, si avvisa sulle misure sanitarie e igieniche che si devono osservare.
A proposito del deterioramento della situazione igienico-epidemica, il capo della missione della sanità cubana ha informato che sono giunti a Port au Prince domenica 24/01/10, laureati in epidemiologia, entomologi e specialisti in disinfestazione. 63 cubani formeranno sette brigate, che lavoreranno contro la diffusione di topi e ratti.

MEDICI DI CUBA AD HAITI: LA SOLIDARIETA' SILENZIATA


Chavez: La missione degli Stati Uniti ad Haiti ha un carico molto pesante di Marines
L'Avana, 24 gennaio (AIN) .- Il presidente venezuelano Hugo Chávez ha criticato la presenza militare USA ad Haiti e denuncia come si tenti di venderla come missione "umanitaria", mentre invece fa parte della strategia interventista statunitense nell'America Latina. Difficile pensare come "umanitario" l'intervento di migliaia di marines, che non sono certo addestrati per il soccorso nelle calamità naturali, dato che sono truppe da guerra.

RIFLESSIONI DI FIDEL CASTRO: INVIAMO MEDICI NON SOLDATI


344 medici cubani e la brigata cubana specializzata in calamità naturali sono già attive ad Haiti
L'Avana, 13 gennaio (Prensa Latina) - La brigata medica cubana composta da 344 operatori sanitari (medici e paramedici) che fornisce già da tempo servizi nella capitale haitiana si è subito attivata dopo il terremoto nel pomeriggio di martedì, allestendo due ospedali da campo nei pressi dell'ospedale haitiano completamente crollato.
Inoltre, con un volo speciale è già sul posto di lavoro la brigata medica cubana "Henry Reeve" facente parte del Contingente sanitario cubano specializzato nelle situazioni di calamità naturali e di epidemie, che ha trasportato medicinali, forniture di primo soccorso, prodotti alimentari e sacche di siero e plasma.

Velocità, disciplina e cooperazione per il pericolo tsunami a Baracoa in seguito al devastante terremoto di Haiti
Baracoa, 13 gennaio (ACN) - La velocità, la disciplina e la cooperazione hanno caratterizzato le azioni di circa 30mila persone evacuate questo martedì 12/01/10 circa il possibile pericolo di uno tsunami. La mobilitazione è stata dichiarata a seguito del devastante terremoto di magnitudo sette che si è verificato ad Haiti. Gli sfollati di Baracoa sono tornati a casa alle sette di sera, dopo la conferma da parte dello Stato Maggiore della Difesa Civile di Cuba che non sussisteva più alcun pericolo per l'area costiera.
3,7 gradi celsius nell’aeroporto internazionale José Martí!
Orfilio Peláez L’influenza di una massa d’aria fredda d’origine artica, unita alla diminuzione dei venti e la poca nuvolosità, hanno fatto sì che le temperature siano scese notevolmente nella notte di martedì 12, nelle zone dell’interno e del sud delle regioni occidentale e centrale.
I dati offerti dall’esperta Yinelis Bermúdez Souza, del Centro dei Pronostici dell’Istituto di Meteorologia, dicono che alle 3:39, nell’Aeroporto Internazionale José Martí dell'Havana, c’erano 3,7 gradi Celsius, la temperatura più bassa registrata. Altri valori significativi sono stati registrati a Isabel Rubio, con 4,0; Tapaste, 4,2; Aguada de Pasajeros, 5,0; Bainoa, 5,2: Batabanó, 5,4; Bauta, 5,5; Güira de Melena, 5,9; Güines, 6,2, y Santiago de las Vegas, 6,5. Casablanca, nella capital, 12,2. Il professore Pedro Santiago Martínez, residente a La Lisa, ha notificato una minima de 7,7 e richiamano l’attenzione i 12,7 gradi marcati dal termometro a Jucarito, in provincia di Granma, uno dei punti più caldi del arcipelago. Il freddo dovrebbe dare una tregua da giovedì 14, ma nel fine settimana ci sarà un nuovo cambio di tempo (Traduzione Granma Int.)

Cuba rinnova la sua richiesta di essere esclusa dalla lista nordamericana dei paesi terroristi
L'Avana, 8 gennaio. (ACN) Il Governo cubano ha ribadito la sua richiesta per l'immediata esclusione di Cuba dalla lista degli "stati sponsor del terrorismo internazionale". Questo atto statunitense costituisce una designazione ingiusta, arbitraria e politicamente immotivata, che contraddice il comportamento esemplare del nostro paese per affrontare il terrorismo e mette in discussione la serietà degli Stati Uniti nella lotta contro questo flagello.

Insensato inserire Cuba tra i 14 paesi sponsor dei terroristi
Washington Post: È «ridicolo» inserire Cuba nell'elenco dei 14 paesi i cui cittadini subiranno particolari controlli se si imbarcarcheranno su un volo per gli Stati Uniti, un'automatismo da correggere. Lo scrive il quotidiano americano «Washington Post», sottolineando la necessità di un cambiamento della politica Usa nei confronti dell'isola. Considerare Cuba un paese «sponsor del terrorismo» alla stregua di Afghanistan, Algeria, Arabia Saudita, Iran, Iraq, Libano, Libia, Nigeria, Pakistan, Somalia, Sudan, Siria e Yemen, è risibile, scrive Eugene Robinson, ricordando che la Sezione di interessi Usa all'Avana è stata «una delle poche sedi diplomatiche nordamericane che hanno continuato a restare aperte senza il ricorso apparente a maggiori misure di sicurezza dopo gli attacchi dell'11 settembre 2001». Concedendo all'amministrazione di Barack Obama di aver compiuto molti passi «ammirevoli» per allineare la politica estera Usa alla realtà obiettiva, Robinson sostiene però che «praticamente non sono stati toccati i pilastri di una politica fallimentare di mezzo secolo» verso Cuba, come l'embargo. Obama deve perciò cambiare la «insensata» politica di Washington verso l'isola. Dare la caccia ai terroristi sui voli in arrivo da Cuba è «niente altro che una gran perdita di tempo».


La Fondazione Veronesi apporta tecnologia della salute a Cuba
5 gennaio 2010 - www.granma.cu (Adnkronos) Il Professor Umberto Veronesi offre ai cubani la tecnologia per la cura del tumore al seno. Si tratta di un'importante operazione umanitaria che nasce dalla prima Conferenza Mondiale ''Science for Peace'', promossa dalla Fondazione Veronesi, che si è svolta presso l'Università Bocconi di Milano il 20 novembre scorso. Questa prima attività della Fondazione, in collaborazione con l'Istituto Europeo Oncologico (Ieo) di Milano, prevede lo spostamento di una delegazione italiana a Cuba con la presenza di alcuni medici dell'istituto.
La partenza è prevista per il 10 gennaio a bordo di una aereo Boeing 767 messo a disposizione dalle linee aeree Neos. I medici italiani provvederanno ad effettuare dei corsi di formazione/aggiornamento per gli oncologi cubani ed una serie di interventi chirurgici (di tumore alla mammella) che saranno effettuati in ospedali locali e alla presenza di oncologi cubani. Tutto questo al fine di far seguire, alla parte teorica, anche quella pratica con un preciso significato: mettere in condizioni anche la sanità dei paesi meno ricchi del nostro di operare al meglio nella cura di gravi malattie come, appunto, il tumore al seno. In pratica avverrà un'autentica donazione scientifica che lo Ieo farà alla comunità medica cubana, la quale avrà quindi a disposizione la conoscenza dei più recenti progressi mondiali della lotta ai tumori al seno.
La linea aerea Neos, oltre ad offrire il viaggio per tutta la delegazione italiana, ha allestito due aerei con il logo della Fondazione Veronesi e la dicitura ''Science for Peace'' che contraddistingue il messaggio che la Fondazione Veronesi sta diffondendo nel mondo. L'iniziativa sarà illustrata dallo stesso professor Veronesi giovedì 7 gennaio, alle ore 11, presso l'aeroporto della Malpensa.

CUBA: COMINCIA OGGI, 13/12/09 L'OTTAVO VERTICE DELL'ALBA
L'Avana, 13 dicembre (AIN) .- L'ottavo vertice dell'Alleanza Bolivariana per i Popoli della Nostra America comincia oggi, 13/12/09 a L'Avana con nuove proiezioni per lo sviluppo e l'espansione del campo di applicazione del blocco di questa integrazione, solidale e complementare, che quest'anno celebra il suo quinto anniversario. L'appuntamento si riunirà oggi e domani, giorni in cui le delegazioni dei nove paesi membri di Alba (Venezuela, Cuba, Bolivia, Nicaragua, Ecuador, Honduras, Dominica, Antigua e Barbados, St. Vincent e Grenadine) discuteranno, tra gli argomenti più importanti, dei trattati sul commercio tra i Popoli (TCP).

X sessione della Commissione Intergovernativa Cuba-Venezuela. Raúl Castro: Cuba e Venezuela hanno il dovere di resistere
L'Avana, 12 DIC - Cuba e Venezuela hanno concordato in presenza dei loro rappresentanti Raúl Castro e Hugo Chávez legami che elevano l'integrazione economica e sociale a beneficio dei loro popoli e dell'America Latina, al termine della riunione della Decima Commissione intergovernativa, giunta al nono anno di vita.
Dopo due giorni di lavori nel Centro Congressi di L'Avana è stato approvato un programma di lavoro per il 2010, che comprende 285 progetti per un valore superiore ai tremila milioni di dollari.
Raul e Chavez hanno affermato che questi accordi sono un esempio di cooperazione nel mondo, che vanno a coprire i settori della sanità, istruzione, sport, cultura, energia, agricoltura, informatica e comunicazioni, farmaceutico, minerario, siderurgico e dell'industria dello zucchero.
Gli accordi firmati rappresentano un contributo al rafforzamento delle Rivoluzioni a Cuba e in Venezuela, ha detto a L'Avana Hugo Chávez, il presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela. Insieme con il suo omologo cubano, Raúl Castro, Chavez ha parlato alla cerimonia di chiusura al Palacio de Convenciones a L'Avana, con la partecipazione di ministri e rappresentanti delle istituzioni coinvolte nella programmi di cooperazione dei due paesi.


NUOVE SENTENZE DELLA CORTE DI MIAMI SUI CINQUE CUBANI
da Granma.cu
Il processo per le nuove sentenze contro tre dei Cinque antiterroristi cubani si è concluso con l’udienza svolta nella Corte Federale di Miami, dove sono stati condannati Ramón Labañino Salazar, a 30 anni e Fernando González Llort a 17 anni e nove mesi di prigione. Le nuove sentenze, pur sempre ingiuste, modificano le precedenti, contro Ramón un ergastolo più 18 anni e contro Fernando, 19 anni, e nel risultato si è evidenziato il ruolo svolto dalla solidarietà internazionale a favore di questa causa, oltre al lavoro svolto dal gruppo della difesa. Nonostante il rigore e la disciplina della Corte e le loro catene, è stato impossibile impedire che tutti e due apparissero con le fronti e i pugni in alto ed un sorriso di speranza per gli amici, che non solo dagli Stati Uniti, sono andati a sostenerli.
Dopo i risultati, di fronte a vari media di stampa, è stata presentata una dichiarazione a nome di Antonio, Ramón e Fernando nella quale ratificano il carattere politico di questo processo. È stato sottolineato il reclamo a favore di Gerardo Hernández Nordelo, condannato a due ergastoli più 15 anni, che è stato arbitrariamente escluso da questo processo di nuove sentenze.
ll documento specifica che, com’era avvenuto nel momento dell’arresto, il 12 settembre del 1998, ed in altre occasioni durante il tempo trascorso, “Anche adesso abbiamo ricevuto proposte di collaborazione per ottenere in cambio sentenze benevole, ma le le respingiamo e non le accetteremo mai, in nessuna circostanza”, hanno puntualizzato, segnalando che per la prima volta in 11 anni l’amministrazione nordamericana è stata obbligata a riconoscere che “Non abbiamo mai causato danni di sorta alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti”. Antonio, Ramón e Fernando sono stati trasferiti a Miami per ricevere la nuova condanna, come aveva ordinato l’Undicesimo Circuito della Corte d’Appello di Atlanta, in Georgia, che ha determinato che le pene sentenziate precedentemente erano state imposte in maniera erronea. Lo scorso 13 ottobre, nella stessa sala Antonio Guerrero Rodríguez è stato condannato a 21 anni e 10 mesi, in sostituzione dell’ergastolo ingiustamente imposto nel 2001. René González Sehwerert sta scontando la sua condanna in un penitenziario della Florida. Dopo l’udienza, la Alianza Martiana ha realizzato un atto politico di riaffermazione, nel quale è stato chiesto al presidente Barack Obama di liberare immediatamente i Cinque.


Continuità anche nella Bolivia di Evo Morales, l’America latina integrazionista vince ancora
di Gennaro Carotenuto Lunedì 07 Dicembre 2009
Evo Morales ha stravinto, come nelle previsioni, le elezioni presidenziali in Bolivia superando agevolmente il 60% dei voti in un paese che appare meno diviso del passato e dove il MAS (Movimento al Socialismo, sinistra, al governo dal 2005) cresce anche in molte regioni tradizionalmente ostili. L’opposizione parafascista e razzista di Manfred Reyes Villa si ferma al 23-25% dei voti e quella liberal-moderata dell’industriale cementiere Samuel Doria Medina resta lontano anche dal 10% auspicato.
Nella nuova Assemblea Legislativa Plurinazionale, che sostituisce il Parlamento la maggioranza sarà comoda (oltre 70 parlamentari su 130) e molto probabilmente il MAS ha ottenuto anche la maggioranza qualificata di due terzi nel Senato con 24 o 25 senatori su 36. Il raggiungimento della maggioranza qualificata in Senato era l’unico punto veramente in dubbio di queste elezioni.
Alla chiusura di questo articolo l’obbiettivo sembra quasi raggiunto per il partito del Presidente Evo Morales che dovrebbe aver ottenuto i 24 senatori necessari a controllare anche la Camera alta e che permetterà al governo di non dover patteggiare con l’opposizione soprattutto una serie di nomine considerate chiave per far davvero funzionare la fiammante Costituzione boliviana che restituisce dopo 500 anni i pieni diritti civili alla maggioranza indigena ma è anche un salto nel futuro in un paese nuovo i contorni e gli obbiettivi del quale sono in larga misura ancora da realizzare in equilibrio tra l’autonomia desiderata dalle popolazioni indigene ma anche dalle regioni ricche e bianche duramente all’opposizione, il desiderio di coniugare la costruzione di uno stato sociale, un nuovo modello di sviluppo ma senza smantellare l’economia capitalista.
Quello che è certo è che se i boliviani hanno votato per l’ennesima volta in pace e democrazia e con crescente consenso per Evo è perché il suo governo nel primo quadriennio ha compiuto con tutto il proprio programma. Un milione e mezzo di bambini sono assistiti perché possano andare a scuola, tutti i maggiori di 60 anni hanno finalmente una pensione che assicura una vecchiaia dignitosa, i programmi di salute sono stati attivati e, come quelli per l’alfabetizzazione, si appoggiano all’aiuto solidale di paesi come Cuba e il Venezuela. Ciò è avvenuto senza guardare in faccia a nessuno in un paese dove il familismo politico è stato a lungo una piaga.
Una delle critiche ricorrenti nelle classi alti della zona Sud di La Paz, è che con gli uomini del MAS nel palazzo è diventato impossibile trovare accomodamenti che le classi dirigenti erano solite trovare al di fuori della legge, contando su questo o quell’amico, per ogni loro esigenza lecita e meno lecita. Ancor di più Evo non ha guardato in faccia a nessuno nel rispettare la promessa di nazionalizzare gli idrocarburi, inimicandosi mezzo mondo che conta, ma assicurando allo Stato quelle risorse che permettono di fare giustizia per secoli di discriminazione e mettere in piedi un embrione di Stato sociale che in questa legislatura dovrà necessariamente consolidarsi. Evo ha rispettato le promesse degli sfruttati, dei discriminati, degli oppressi di sempre che lo avevano eletto e lo hanno rivotato felici. È così difficile da capire?

IL FRENTE AMPLIO VINCE IN URUGUAY
José "Pepe" Mujica, candidato del Frente Amplio ed ex guerrigliero Tupamaro, ha vinto il ballottaggio delle elezioni presidenziali in Uruguay: ha conquistato il 53% dei consensi, quasi 10 punti in più rispetto al suo avversario, il liberale Luis Alberto Lacalle. Risultato desumibile dal primo turno dello scorso 25 ottobre, quando Mujica ottenne il 48%, contro il 29 di Lacalle e il 17 di Bordabbery. Il Frente quindi, ad un mese dalle elezioni che gli hanno assicurato la maggioranza assoluta delle Camere, da seguito alla frattura consumatasi 4 anni fa con la rottura del monopolio governativo dei 2 partiti tradizionali, "blancos" e "colorados", conquistando il secondo governo di orientamento progressista della storia democratica dell'Uruguay. Mujica s'insedierà il primo marzo, il mandato presidenziale avrà durata quinquennale, succederà al socialista Vazquez.
CUBA RIFIUTA LE ELEZIONI FARSA IN HONDURAS
30 NOV- Al XIX Vertice Ibero Americano Cuba si è pronunciata contro le elezioni farsa che si sono tenute il 29 novembre in Honduras, e ha avvertito della minaccia per l'America Latina della dottrina militare statunitense. Parlando nel corso del vertice, che si tiene nella città portoghese di Estoril, il Ministro degli Esteri cubano Bruno Rodríguez Parrilla ha anche reclamato la chiusura del campo di tortura statunitense di Guantanamo, e la restituzione del territorio cubano illegalmente occupato dagli USA.
Cuba ha parlato alla Cumbre Iberoamericana dell'Estoril
30 NOV- Bruno Rodríguez, Ministro degli Esteri cubano ha parlato oggi alla sessione di apertura del XIX Vertice Ibero Americano dei Capi di Stato e di Governo, tenutosi nella città portoghese di Estoril.
L'innovazione e la conoscenza, -temi principali del vertice- sono strumenti essenziali per sradicare la povertà in America Latina, dove i paesi della regione sono in grado di cambiare l'attuale ordine economico internazionale ingiusto e inefficace, ha sostenuto Rodriguez Parrilla. Il nostro progresso sarà breve, se non viene facilitato il trasferimento di tecnologie ai paesi in via di sviluppo e se la stragrande maggioranza delle nazioni latino-americane continuano ad essere vittime di un ingiusto ordine economico internazionale, ha detto.
Nel suo discorso sul tema di questo grande evento, innovazione e conoscenza, il capo della delegazione cubana ha detto che il suo paese condivide pienamente l'impegno di dare la priorità di tale obiettivo, ma ha avvertito che tali categorie non possono essere trattati con un approccio mercantilista. Purché non siano utilizzati per la sete del guadagno o per vantaggio commerciale, possono diventare strumenti essenziali per sradicare la povertà, combattere la fame e migliorare la salute delle nostre popolazioni, ha detto.

A CUBA VIVE LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL'INFANZIA
fonte Agencia Cubana de Noticias
"A Cuba vive e respira la Convenzione sui diritti dell'infanzia" ha affermato martedì scorso José Juan Ortiz Bru, rappresentante a Cuba del Fondo delle Nazioni Unite per l'Infanzia (UNICEF).
Ortiz Bru ha presentato presso la sede del'Associazione cubana delle Nazioni Unite (UNCA) l'annuale rapporto sullo stato dei bambini nel mondo.
Il rappresentante UNICEF ha ritenuto un privilegio lavorare in un paese come Cuba, esemplare per i suoi sforzi e i risultati raggiunti in questo campo. Da mezzo secolo, l'Isola è in prima linea, ha detto Ortiz Bru e ha ricordato che, quando fu approvata la Dichiarazione dei diritti dell'infanzia, era da anni che la Rivoluzione aveva iniziato a lavorare per gettare le basi di un tale lavoro immenso. Questo piccolo paese dimostra che quando si vuole, tutto è possibile, che molto si può fare con molto poco, se esiste la volontà politica. Egli ha sottolineato che in questo ambiente sano e di protezione per ogni bambino cubano e con la garanzia totale di tutti i suoi diritti, vive la Convenzione.

LA GEOGRAFIA DELLE BASI STATUNITENSI IN AMERICA LATINA
di gennaro Carotenuto tratto da www.giannimina-latinoamerica.it
A che servono e chi minacciano le basi militari statunitensi in America latina? Il tema è caldo nella regione per la forte opposizione politica dei paesi integrazionisti, con Brasile in testa e Venezuela, che mantiene un forte contenzioso con la Colombia in merito, in primo piano. Ma Barack Obama, per una che ne chiude a Manta in Ecuador, rispettando la sovranità di quel paese, otto ne apre tra Panama e Colombia.
Se domandi a cosa servono le basi statunitensi in America latina ti risponderanno: per collaborare nella lotta al narcotraffico e al terrorismo. Per George Bush tutto era terrorismo e perfino i movimenti indigeni furono messi nella lista. È molto dubbio che le FARC colombiane, l’unica organizzazione guerrigliera su vasta scala possano essere rubricati come semplici terroristi ma di sicuro in Colombia l’esercito statunitense collabora con i paramilitari (narcotrafficanti, va da sé) che per favorire l’agroindustria hanno sloggiato, da quando Álvaro Uribe è presidente, centinaia di migliaia di famiglie di piccoli produttori agricoli per far posto all’agroindustria. Spesso narco e terrorismo sono solo scuse per mantenere pressione militare sul continente integrazionista.
C’è narcotraffico o terrorismo che giustifichi Guantanamo, la base cubana da mezzo secolo occupata illegalmente come sancito da molteplici tribunali internazionali e che Obama non è capace di chiudere neanche come campo di concentramento? In che modo combatte il terrorismo l’enorme base di Mariscal Estigarribia in Paraguay, che contiene fino a 20.000 soldati e con un aeroporto che supera in capacità operative quella della maggior parte degli aeroporti civili del continente? Se bisogna combattere il narcotraffico perché non si combatte l’esercito messicano che spesso, come a Ciudad Juárez, è parte in causa nelle guerre di droga? Osservatori non sospetti e non amici dei governi integrazionisti come l’ex-presidente colombiano Ernesto Samper fanno due conti e dicono apertamente quello che nessun giornale europeo dice: “è evidente che le nuove basi in Colombia non abbiano nulla a che vedere col narcotraffico.
A che servono i C17 o i Boeing 707? Sicuramente non alle fumigazioni ma a spiare elettronicamente e minacciare paesi come il Brasile e il Venezuela. Chávez, Lula e tutti i paesi di UNASUR hanno ben ragione a sentirsi minacciati!” Detto della Colombia, Panama, un paese che ha lottato per decenni per recuperare la propria sovranità, oggi si sta ritrasformando in una portaerei statunitense.
Chiusa nel 2000 la base di Howard e con essa la Scuola delle Americhe, dove vennero addestrati 50.000 militari torturatori latinoamericani, oggi altre basi stanno aprendo. Bisogna sostituire Manta, l’enorme base ecuadoriana, dicono. Ma è la stessa scusa per la quale aprono le quattro nuove basi in Colombia. In Honduras, il paese dove il 28 giugno con un golpe oggi apertamente appoggiato dagli Stati Uniti, c’è un’altra megabase, Palmerola, in Salvador Comalapa e in Costarica Liberia, a testimoniare quanto controllo militare eserciti ancora Washington sulla regione centroamericana e caribeña dove è perfino ??? elencare quante isole siano in realtà delle basi militari. Meglio va al Sud. A parte la Colombia, poca roba (fino a quando?) in Perù. Lo sguardo punta allora su Mariscal Estigarribia, la base paraguayana che controlla il Brasile da Sud come le basi colombiane lo spiano da Nord e si spinge oltre fino a minacciare tutta l’Argentina. Fernando Lugo, l’ex vescovo presidente, la vorrebbe chiudere in omaggio alla politica integrazionista ed al fare dell’America latina un territorio di pace. Lugo è già fragile di suo, ma sarà per quello che ad orologeria aumenta il rumor di sciabole dei suoi militari?

Honduras: si è dimesso (ma non lascia) il governo golpista di Roberto Micheletti
di Gennaro Carotenuto da www.latinoamerica.it
Nella notte tra giovedì e venerdì 6 il governo golpista hondureño, al potere dal colpo di stato dello scorso 28 giugno, si è dimesso. Non lo ha fatto però per restituire il potere al presidente legittimo Mel Zelaya, come previsto dagli accordi, ma per arrivare a un governo di unità nazionale sul quale vorrebbe ancora mettere la sua ipoteca il dittatore di Bergamo Alta. Nelle dimissioni vi sono almeno due trappole che contengono l’intenzione di Micheletti di continuare a gestire il processo elettorale.
Il parlamento non ha votato, come stabilito negli accordi, la restituzione di Zelaya e, secondo il portavoce e Sottosegretario alla presidenza del governo di fatto, Rafael Pineda Ponce, la cosa più logica sarebbe “che don Roberto Micheletti, essendo il presidente costituzionale della nazione, fosse anche il capo del gabinetto di Unità nazionale” che dovrebbe decidere se e quando il presidente legittimo Manuel Zelaya debba riprendere il proprio posto fissando la data del voto parlamentare. Pineda Ponce conferma che Micheletti ha richiesto e almeno in parte ricevuto dai candidati alle elezioni presidenziali, tuttora in programma tra 22 giorni, una lista di nomi di candidati a posti di ministro per un governo che dovrebbe durare poche ore.
Mel Zelaya non ha invece inviato alcuna lista di nomi. Se la formazione del governo è pleonastica non viola gli accordi della scorsa settimana. Dove la divergenza è totale è per quanto concerne il rientro in carica di Zelaya che per quest’ultimo doveva essere al massimo entro giovedì prossimo “altrimenti ogni accordo sarebbe da considerare decaduto” e che per il governo golpista uscente non avrebbe una data precisa e quindi il governo di Unità nazionale potrebbe proseguire almeno fino a ridosso delle elezioni presidenziali. Paradossalmente è Micheletti ad avere ancora più carte nelle sue mani. Dopo aver tardato mesi per accettare che fosse il parlamento a votare il ritorno di Zelaya adesso, anche dimettendosi, sta ritardando questo voto il più possibile. Alla chiusura di questo articolo non è possibile fare un quadro su chi, in queste condizioni, effettivamente possa appoggiare il governo di Unità nazionale sotto l’ipoteca di Micheletti e ritardando ulteriormente il ritorno di Zelaya e se non siamo, al contrario, al riprecipitare della crisi honduregna.

Cuba ha firmato contratti per circa 150 milioni di dollari
Nella Fiera Internazionale de L’Avana, Cuba ha firmato contratti commerciali per, approssimatamente, 150 milioni di dollari, ha annunciato Abraham Maciques, presidente del comitato organizzatore della FIHAV 2009, al termine della cerimonia di premiazione, nel Palazzo delle Convenzioni ed ha, tra gli altri, enumerato la firma di quattro contratti d’associazione economica per l’l’estrazione e lo sfruttamento degli idrocarburi, con la Russia. Maciques ha aggiunto che la FIHAV ha riunito 3901 espositori in rappresentanza di 1270 imprese commerciali di 54 paesi, cinque in più dell’edizione precedente. “Questo dimostra l’interesse e la fiducia degli imprenditori stranieri nel mercato cubano, che saprà rispettare i suoi impegni. Apprezziamo profondamente la fiducia dimostrata partecipando a questa Fiera, nonostante la situazione economica che sta vivendo il mondo e la persistenza del blocco imposto dagli Stati Uniti. Il nostro paese, ha affermato, andrà sempre avanti e per questo conta anche sulla vostra collaborazione”. Nella cerimonia di chiusura, le imprese cubane e straniere hanno ricevuto i premi nelle differenti modalità. Cuba ha ricevuto dieci medaglie d’oro per la qualità dei suoi prodotti.
Tra i premiati lo stand di Panama ed i padiglioni dell’Italia, Russia e Brasile. L’impresa cubana ETECSA ha ottenuto il Gran Premio di comunicazione integrale.
FINAUTO, di Massimo Bonanno, ha ricevuto due medaglie d’oro, una per la macchina SOUL, della Kia, e una seconda per una macchina pneumatica di pulizia a iniezione. Il paese più rappresentato è stata la Spagna e la nazione che ha partecipato per la prima volta, Sri Lanka. Durante l’incontro, è stato annunciato che la FIVAV 2010 si svolgerà dal 1º al 6 di novembre dell’anno prossimo.
Hanno partecipato alla cerimonia il Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e titolare di Informatica e Comunicazioni, Yadira García Vera, ministra dell’Industria Basica, tutti e due membri del Burò Politico del Partito; Ricardo Cabrisas, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, e Rodrigo Malmierca, titolare del Commercio Estero e gli Investimenti Stranieri (Traduzione Granma Int.)

Cuba e Italia riannodano la cooperazione
22 ottobre '09
- www.granma.cu (Ambasciata di Cuba in Italia)
Giovedì 15 ottobre la Repubblica di Cuba e la Repubblica Italiana hanno accordato di riannodare la cooperazione ufficiale in corrispondenza con la tradizionale storia di relazioni che ha sempre unito i suoi popoli.
L’accordo è stato firmato da Vincenzo Scotti, vicesegretario di Stato per i Temi Esteri dell’Italia e da Dagoberto Rodríguez, vice ministro degli Esteri di Cuba, nell’ambito della visita del funzionario cubano a Roma. In questo modo è stata stabilita la cornice bilaterale per lo sviluppo della futura cooperazione, basata nel rispetto, l’amicizia e l’uguaglianza sovrana delle parti. L’accordo si unisce ad altri similari, firmati nell’ ultimo anno tra Cuba e la Commissione Europea e con altri paesi membri, come la Spagna e il Portogallo.
Con la firma di questo accordo, le due parti lavoreranno per l’identificazione e la materializzazione di progetti di cooperazione in sfere mutuamente convenute, esistendo un importante potenziale nel campo dell’ambiente, la scienza e la tecnologia, il commercio, gli scambi culturali e la protezione contro i disastri naturali.

Fidel e Raúl hanno inviato un saluto al VII Vertice dell’ALBA

José Ramón Machado Ventura, Primo Vicepresidente della Repubblica di Cuba , ha trasmesso un caldo saluto del Capo della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, e del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz ai partecipanti al VII Vertice dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA TCP), che si conclude oggi, sabato, nella città boliviana di Cochabamba.
“ Portiamo il saluto, e lo facciamo con molta soddisfazione, del Capo della Rivoluzione cubana, il Comandante in Capo Fidel Castro”, ha dichiarato il dirigente cubano, intervenendo nell’inaugurazione dell’incontro, dopo aver spiegato che ere intenzione del compagno Raúl partecipare all’importante appuntamento per il quale si era preparato, ma altri impegni irrinunciabili lo hanno impedito.
Machado Ventura ha segnalato l’importanza dell’ALBA per Nuestra America, il nuovo momento che vive la regione e la permanente solidarietà dell’Isola per gli altri paesi di questa zona del mondo con i quali condivide il poco che ha, non con l’intenzione di chiedere ricompense in determinati momenti, ma con la convinzione di un popolo rivoluzionario, di un popolo con una guida, con un dirigente che ha una sensibilità straordinaria, che apprezza i popoli, che apprezza i dirigenti che lottano e che si sacrificano.
Inoltre ha ringraziato per il fermo appoggio alla causa della Rivoluzione cubana ed ha segnalato che si vedono già i frutti di questo sforzo solidale. “Abbiamo sempre sottolineato che la resistenza del popolo cubano, e non ci stancheremo di dirlo - e lo ha ripetuto in innumerevoli occasioni anche il compagno Fidel - è stata possibile anche grazie alla solidarietà ricevuta. Machado Ventura ha constatato con soddisfazione che l’ALBA cresce e si sviluppa: “Perchè stiamo già parlando di cose concerete, del trattato costitutivo del Sucre come mezzo di pagamento, stiamo parlando di cooperazione, con la messa in moto di un gruppo di imprese multinazionali e di altre che sono ancora idee, per il futuro, e che si stanno già discutendo”, ha affermato.
Il membro del Burò Politico del PCC ha elogiato l’iniziativa di convocare i movimenti sociali all’incontro: “Come elemento che rafforza, che da più vita, più continuità, più fraternità a questo Vertice dell’ALBA”. Machado Ventura ha detto che: “Nell’incontro è importante fare un’analisi del caso del colpo di Stato in Honduras, che è stato condannato da tutto il mondo. La grave crisi nella patria di Francisco Morazán è stata un colpo diretto all’ALBA, un colpo che possono dare i poderosi”, ed ha proposto di cercare le misure che si possono adottare per far fallire i golpisti. “È importante, ha detto, prestare attenzione ai problemi del cambio climatico e stabilire i diritti della Madre Terra che gli sono molto vincolati.
Cuba si sente impegnata fortemente con l’Alleanza e questa è la posizione del nostro governo e dei nostri principali leaders”. Il viceministro cubano ha ringraziato il Presidente Evo Morales e la città di Cochabamba così ricca di tradizioni di lotta, alla quale ci uniscono vincoli storici, sociali, di sangue, che non possiamo dimenticare (Traduzione Granma Int.)

HONDURAS Senza soluzione la crisi, a 100 giorni dal colpo di Stato
Una terza persona al potere, è la proposta del capo golpista
PL - Honduras ha compiuto 100 giorni dal colpo di Stato fascista, senza che si intraveda quale sarà lo scenario per dare un’uscita alla crisi creata da quando i militari hanno espulso con la forza il presidente legittimo del paese, Manuel Zelaya.
Il presidente costituzionale, che è rientrato in segreto in Honduras il 21 settembre e si trova nell’ambasciata del Brasile, ha ripetuto che una soluzione al conflitto passa per la restituzione del suo incarico. Per Zelaya il dialogo della OEA sarà possibile solo se si potrà svolgere in un ambiente di trasparenza, franchezza e libertà. Zelaya ha sottolineato quattro punti imperativi come condizione previa a qualsiasi condizione. Tra questi l’eliminazione dello stato d’assedio e la riapertura dei mezzi di stampa chiusi dal regime. Inoltre ha reclamato la fine della persecuzione e dell’assedio attorno all’ambasciata del Brasile e la libertà d’incontrare rappresentanti di ogni settore della società del paese. “Sino a che non si eliminerà lo stato d’assedio dittatoriale e non si creeranno le condizioni per il libero sviluppo delle trattative, la crisi politica continuerà a crescere, parallelamente a quella economica, che è gia galoppante”, ha detto Zelaya, riportato oggi dal quotidiano "Tiempo".
Il capo del regime golpista, Roberto Micheletti, che sino ora ha rifiutato d’accettare il ritorno al suo incarico di presidente di Zelaya, ha parlato di proporre una terza persona che prenda il potere. L’iniziativa della dittatura e dei settori affini è stata scartata da diverse fasce chela considerano una manovra per prolungare la rottura dell’ordine costituzionale. Il Fronte Nazionale contro il colpo di Stato, ha denunciato il tentativo dei settori coinvolti con la sommossa di promuovere uscite dalla crisi solo dalle loro posizioni e tra di loro. Per il Fronte, che è formato da varie organizzazioni contadine, sindacali, indigene e popolari, ci sono due punti che non sono negoziabili: il ritorno di Zelaya e la convocazione ad un’Assemblea Nazionale Costituente. Se non s’incontrerà una soluzione negoziata, il Fronte continuerà la lotta sino ad ottenere la sconfitta dei golpisti ed il ripristino dello stato di diritto. (Traduzione Granma Int.).

Cuba può considerare Cipro come un amico sicuro nella Unione Europea
"Cuba può considerare Cipro come un amico sicuro nell’Unione Europea, che sta già lavorando con altri paesi amici alla normalizzazione delle relazioni tra questo blocco e l’Isola, sulla base dell’uguaglianza”, ha dichiarato il presidente di Cipro, Dimitris Christofias, in una conferenza magistrale offerta nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana, nel suo ultimo giorno di visita.
LA FIRMA DEGLI ACCORDI
Dopo la conferenza presieduta dal membro del Burò Politico, Esteban Lazo Hernández, vicepresidente del Consiglio di Stado e dal rettore della casa di alti studi, Gustavo Cobreiro, è stata consegnata al presidente europeo la targa commemorativa del 280º anniversario dell’Università de L’Avana per il suo importante contributo allo sviluppo delle relazioni tra i due popoli.
Come parte della sua impegnata agenda, Christofias ha partecipato alla firma di otto strumenti giuridici nei due paesi, in una cerimonia presieduta da Ricardo Cabrisas, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, nell’Hotel Nacional della capitale. Le proposte di scambi e di cooperazione tra i governi riguardano diversi settori di sviluppo, come l’economia, l’agricoltura, la scienza e la tecnologia, i combustibili e le fonti rinnovabili d’energia, il turismo, la cultura e lo sport. Per la parte cubana hanno partecipato ai negoziati Ulises Rosales e José Ramón Fernández, vicepresidenti del Consiglio dei Ministri; Abel Prieto, ministro di Cultura; Yadira García, ministra dell’ Industria Basica; Rodrigo Malmierca, ministro del Commercio Estero e gli Investimenti stranieri; José Miyar Barruecos, titolare di Scienza, Tecnologia e Medio Ambiente; Christian Jiménez, presidente dell’INDER, e Manuel Marrero, titolare di Turismo.
Il presidente di Cipro ha anche posto una corona di fiori davanti al monumento dell’Arcivescovo Makarios e in un breve incontro con la stampa ha dichiarato la sua soddisfazione per i risultati della visita. Era con lui lo storiografo della capitale, Prof. Eusebio Leal, che lo ha invitato a percorrere il Centro Storico de L’Avana. Christofias ha terminato la sua visita ufficiale martedì 29, ed è stato salutato da Dagoberto Rodríguez Barrera, viceministro degli esteri nell’aeroporto internazionale José Martí. (Traduzione Granma Int.)
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HONDURAS, ATTENZIONE AL GORILLA ROBERTO MICHELETTI!
Gennaro Carotenuto (29 settembre 2009)
È difficile pensare a un gorilla più gorilla di Roberto Micheletti, il dittatore di Bergamo alta, acclamato dal TG2 (per il quale paghiamo il canone) per il suo golpe e le sue violazioni dei diritti umani a Tegucigalpa. Tanto più la sua ora si avvicina alla fine, tanto più lui, uomo tutto d’un pezzo, non fa un passo indietro e dimostra, per esempio, di non aver mai sentito parlare di inviolabilità di sedi diplomatiche facendo assaltare quella brasiliana. Da quando il presidente legittimo Manuel Zelaya è tornato in patria, ospitato dall’Ambasciata del Brasile, ne ha fatte di tutti i colori. Ha represso, tanto per cambiare, selvaggiamente l’opposizione indurendo i contorni già sinistri di una dittatura difesa solo da un’internazionale nera che va dalle lobby del partito repubblicano statunitense al governo peruviano di Alan García all’ “Associazione bergamaschi nel mondo”.
Una dittatura che fa solo strepitare l’imbelle diplomazia internazionale che da tre mesi lo isola ma non lo costringe alla resa, mentre invece la Resistenza al golpe, pur pagando prezzi altissimi, non fa un passo indietro. Non bastava lo stato d’assedio a Micheletti. Ha bombardato con gas lacrimogeni l’ambasciata del Brasile, minacciando d’invaderla come fosse l’ayatollah Khomeini.
Quindi, come probabilmente si comporta con i suoi dipendenti, lui grande imprenditore, ha dato gli otto giorni nientemeno che all’Ambasciatore del Brasile che osa ospitare nella sua sede il presidente legittimo Manuel Zelaya. Di passaggio ha espulso la delegazione dell’Organizzazione degli Stati Americani. Quindi ha indurito lo stato d’assedio stesso (chiedendo scusa per i fastidi ai cittadini bene dell’Honduras) e di passaggio ha fatto chiudere un altro gruppetto di radio e tivù (Radio Globo, Canal 36) che continuavano a trasmettere notizie su un Honduras non completamente pacificato. Infine si è ulteriormente preso poteri speciali e come ciliegina sulla torta ha sospeso per 45 giorni una buona metà della sacra Costituzione dell’Honduras.
È quella stessa inviolabile carta costituzionale scritta nel 1982 dal dittatore Policarpo Paz e in difesa della sacralità della quale fu costretto controvoglia al colpo di stato il 28 giugno. Stato d’assedio e Costituzione sospesa in un paese dove, secondo i media governativi, in perfetta normalità si sta svolgendo la campagna elettorale per le elezioni presidenziali (che la comunità internazionale non riconoscerà e alla quale non parteciperanno osservatori internazionali dell’ONU, OSA, UE) previste tra un mese esatto.
fonte www.gennarocarotenuto.it

BASEBALL: FINALE MONDIALE CUBA-USA A NETTUNO
27/09/09 - E' una cosa purtroppo risaputa: nella nostra Italia gli sport cosiddetti "minori" hanno poco spazio nei mezzi di informazione. E la riconferma di questa cattiva abitudine arriva oggi, il giorno in cui a Nettuno si gioca una finale mondiale di baseball, seppur dilettanti, ma pochi lo sanno. E la finale si gioca tra Cuba e Stati Uniti.
Di seguito un articolo tratto da un sito del settore.

E' il gran giorno. Domenica 27 settembre si chiude a Nettuno con la finale tra Cuba e Stati Uniti (inizio ore 15, diretta su Eurosport 2 e differita 'as live' su Rai Sport Più alle 21.45) il Mondiale IBAF 2009.
Con gli occhi del mondo del baseball puntati, va di scena questa sera allo Stadio Steno Borghese di Nettuno "La Partita"! Quella per eccellenza, con le maiuscole, Cuba-Stati Uniti i due colossi del batti e corri. Venticinque titoli mondiali i caraibici, solo tre gli americani, ma gli Stars and Stripes negli anni passati affrontavano il mondiale Ibaf con giovani promesse dei college.
Due anni fa a Taiwan, gli USA hanno iniziato a fare sul serio, presentandosi con una selezione più matura, con giocatori provenienti dalle Minor League di doppio e triplo A. Risultato, gli americani conquistando il loro terzo titolo mondiale Ibaf, hanno interrotto la striscia da record dei cubani che arrivavano da nove titoli mondiali consecutivi.
Oggi quindi Cuba-USA ha un'altro significato, un'altro peso specifico nel mondo del baseball. Due scuole a confronto, due tradizioni, oltre che due mondi totalmente opposti di cultura e società. Si potrà discutere per sempre, e non si arriverà mai ad una posizione definitiva, se sia meglio il bèis di Cuba, fatto di grande velocità, di imprevedibili giocate d'attacco, di sinuosi movimenti dei suoi position player, o meglio, per dirla alla cubana, dei suoi peloteri. Oppure se è meglio il baseball potente e meno imprevedibile degli americani. Tutto questo sempre sulla carta, perchè poi Cuba ha nel suo lineup autentici bombardieri come Despaigne, Gourriel, Cepeda e Pestano, che non hanno nulla da invidiare al bomber statunitense Justin Smoak, stella di primissimo ordine dei campioni del mondo uscenti, prossimo all'esordio in Major League con la casacca dei Texas Rangers, sono in molti già a scommettere che questo slugger sarà il prossimo anno il prima base della franchigia di Arlington. Entrambe comunque  esprimono il meglio che si possa vedere sui diamanti mondiali.
TRATTO DA WWW.NETTUNOBASEBALL.NET

Il Presidente dello Stato della Palestina, Mahmoud Abbas, è a L’Avana
Il Presidente dello Stato della Palestina, Mahmoud Abbas, ha segnalato il costante appoggio di Cuba alla causa del suo popolo, al suo arrivo a L’Avana, rispondendo ad un invito del Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz.
“Sono molto contento di stare qui; la nostra amicizia risale a decine di anni fa ed il popolo cubano è sempre stato al fianco del popolo palestinese”, ha segnalato Abbas, che è anche Presidente del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP).
Abbas, che è stato ricevuto nell’aeroporto internazionale José Martí da Marcos Rodríguez Costa, viceministro degli Esteri, ha indicato che l’obiettivo della sua prima visita nell’Isola è rafforzare le relazioni bilaterali. La Palestina, storicamente, ha condannato il blocco degli Stati Uniti contro l’Isola, la più grande delle Antille, ma non essendo membro pieno delle Nazioni Unite, non può esercitare il diritto di voto (Traduzione Granma Int.).

Honduras, lacrimogeni su ambasciata
Nella sede diplomatica brasiliana si e' rifugiato Zelaya

(ANSA) - TEGUCIGALPA, 25 SET - Poliziotti e soldati honduregni stanno lanciando gas lacrimogeni contro l'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa. Nell'edificio si e' rifugiato il presidente costituzionale, Manuel Zelaya. Lo ha detto un consigliere di Zelaya, Hugo Suazo. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato le intimidazioni, chiesto al governo de facto di assicurare la sicurezza dei presenti nell'ambasciata del Brasile e di continuare a fornire servizi essenziali come acqua ed elettricita'.

DI NUOVO STALLO E REPRESSIONE IN HONDURAS
Gennaro Carotenuto (25 settembre 2009)
Il terzo giorno dal ritorno di Mel Zelaya in Honduras è stato pesante come i primi due dal punto di vista della Resistenza popolare che sta pagando senza arretrare prezzi altissimi. Di fronte alle grandi manifestazioni popolari per il ritorno del presidente e all’isolamento internazionale, la dittatura ha risposto con l’unica arma che conosce, la repressione. Coprifuoco quasi continuo, almeno tre morti confermati da martedì, ma c’è chi ne calcola una decina, centinaia di arresti, feriti e denunce di sparizioni, soprattutto nella periferia della capitale Tegucigalpa dove l’esercito entra con difficoltà, tenuto in scacco dalla Resistenza.
Chi si aspettava che il ritorno di Mel Zelaya potesse sbloccare rapidamente la situazione è però rimasto deluso. È in corso un dialogo finora di basso profilo che, per sintetizzare, si limita a definire chi gestirà il processo elettorale previsto tra due mesi esatti, il prossimo 28 novembre. Per Mel Zelaya è fondamentale il ritorno al governo, e quindi la sanzione della sconfitta del golpe. Il dittatore di Bergamo Alta Roberto Micheletti invece tira a campare, tra lacrimogeni e pallottole, fino alle elezioni. In questo senso i quattro candidati che hanno appoggiato il golpe, Elvin Santos del Partito Liberale, Porfirio Lobo, del Partito Nacional, Felícito Ávila, democristiano e Bernard Martínez, di Innovación y Unidad, dopo avere incontrato Micheletti ieri pomeriggio, sono andati nell’Ambasciata brasiliana.
È stata una riunione di piccolo cabotaggio, che non ha sbloccato la situazione e alla quale non hanno partecipato i due candidati che invece sono alla testa della Resistenza contro il golpe, César Ham, del Partito di Unificazione Democratica, e soprattutto Carlos Reyes, il candidato delle sinistre alla presidenza. Di fronte a uno iato così enorme tra una politica di bassissimo profilo e movimenti sociali che stanno scrivendo una pagina storica, potrebbe aver ragione Fidel Castro che sostiene che in Honduras si vive una situazione pre-rivoluzionaria. Intanto, anche se la stampa italiana non se n’è accorta, all’Assemblea generale delle Nazioni Unite la questione honduregna ha tenuto banco. Ben 12 capi di stato, oltre allo stesso segretario generale Ban Ki-Moon, hanno parlato di Honduras chiedendo l’immediato ritorno al governo di Mel Zelaya.
fonte www.gennarocarotenuto.it


MANUEL ZELAYA È TORNATO IN HONDURAS, LA DITTATURA REPRIME, ORE DI SPERANZA E PAURA
Gennaro Carotenuto (22 settembre 2009)
A quasi tre mesi dal colpo di stato del 28 giugno, il presidente legittimo dell’Honduras Manuel Zelaya è ritornato a Tegucigalpa e sta incontrando la Resistenza al golpe nell’Ambasciata brasiliana che lo ospita in quella che si configura come una dimostrazione di forza oltre che del movimento democratico honduregno del Brasile e dei governi integrazionisti latinoamericani. Migliaia e migliaia di honduregni stanno infatti manifestando l’appoggio a Zelaya, circondando l’Ambasciata e la sede ONU che ha parlato loro al grido di “Patria, restitución (ritorno di Zelaya) o muerte”.
Intanto la dittatura di Roberto Micheletti ripristina per l’ennesima volta il coprifuoco, blocca i cellulari, reprime ed intima (sic) al governo brasiliano di consegnare il presidente. Mel Zelaya è tornato in patria, da dove era stato espulso in pigiama all’alba del 28 giugno scorso. Lo ha fatto sotto protezione brasiliana, mantenendo gli Stati Uniti praticamente all’oscuro. Lo ha fatto viaggiando fino a San Salvador in un aereo venezuelano. Quindi con l’appoggio silenzioso salvadoregno e di dirigenti dell’FMLN ha riattraversato la frontiera. Lì è stato preso in carico dall’eroismo di decine di resistenti honduregni.
Questi con diversi mezzi di fortuna per oltre 12 ore hanno aiutato il presidente ad attraversare montagne e boschi e superare innumerevoli posti di blocco di un paese militarizzato fino a giungere in piena capitale e rifugiarsi nell’Ambasciata brasiliana. Lì, nella sede diplomatica, con l’appoggio di Lula e del suo ministro degli Esteri Celso Amorim, da oggi è stabilito il cuore della Resistenza al golpe che mai in questi tre mesi e nonostante la durezza della repressione era scemata.
È una giocata, quella di Zelaya, supportata dai governi integrazionisti latinoamericani, a partire da quello brasiliano, che potrebbe accelerare la soluzione della crisi e sconfiggere il golpe. Nelle prossime ore è atteso infatti a Tegucigalpa il segretario generale dell’OSA José Miguel Insulza e perfino Hillary Clinton, dopo molte ore, ha dovuto ammettere a denti stretti che il ritorno di Zelaya può favorire una soluzione rapida della crisi. Durante tre mesi il governo statunitense, che ufficialmente appoggia Zelaya, aveva sempre sconsigliato il ritorno del presidente legittimo e appena dieci giorni fa il Comando Sud delle Forze Armate statunitensi aveva invitato l’esercito golpista del paese centroamericano a svolgere manovre militari congiunte.
fonte www.gennarocarotenuto.it

PAZ SIN FRONTERAS
di Alessandra Riccio (21 settembre 2009)
Che piaccia o no, il megaconcerto di ieri, 20 settembre, nella Plaza de la Revolución all’Avana, è stato un vero successo: 15 interpreti assai popolari, fra cui il nostro Jovanotti, Silvio Rodríguez, Miguel Bosé, la portoricana Olga Tañón, Víctor Manuel, gli Orishas (il gruppo cubano che lavora all’estero e che da anni non tornava a casa), Amaury Pérez, X Alfonso, il grande Juan Formell con i suoi Van Van ed altri, hanno animato le cinque ore di musica, sotto un sole implacabile, riuniti intorno all’iniziativa del colombiano Juanes che vuole fare della musica un potente strumento di pace.
Quando Juanes ha organizzato un concerto alla frontiera fra Venezuela e Colombia, una frontiera bruciante e rischiosa, e l’ha chiamato “Paz sin fronteras”, gli elogi per l’iniziativa si sono sprecati. Questa volta, invece, l’idea di scegliere la Plaza de la Revolución –un luogo assai simbolico per l’America Latina, con il mural del Che in fondo, ha suscitato scandalo, rabbia, una battaglia dei mass media davvero massiccia e senza esclusione di colpi. I dischi di Juanes sono stati fracassati nella pubblica via a Miami, dove il cantante colombiano vive e dove sua moglie, in attesa del terzo figlio, ha dovuto sostenere il peso di un ostracismo così violento.
Neanche la grande popolarità dell’autore di “Camisa negra” è riuscita a sedare gli animi dell’esilio cubano a Madrid, a New York e dovunque si sia stabilita una comunità di transfughi dall’isola.
I motivi di una rabbia così sfrenata appaiono evidenti: il concerto di ieri, davanti a un milione e centocinquantamila spettatori che hanno sopportato con allegria l’implacabile sole del pomeriggio, è stato un grande successo per la musica, per la gestione intelligente dei cubani e del ministro della Cultura Abel Prieto, per l’affiatamento dei musicisti provenienti da diverse parti del mondo ispanico. L’evento è stato trasmesso in diretta dalla catena di televisione Cuatro e anche se il servizio d’ordine –come sempre a Cuba nelle grandi manifestazioni di massa- è stato severo, tutto si è svolto nel migliore dei modi. I quindici artisti hanno cantato gratis e gli organizzatori, Juanes in testa, si sono accollati le spese per gli impianti mentre Cuba offriva alloggi e organizzazione. E proprio per risparmiare qualcosa, il concerto si è svolto di giorno, all’implacabile luce del sole che però non ha scoraggiato un pubblico enorme. Un malevolo commentatore, su “El País”, ha intitolato che “la montagna ha partorito un topolino”, affermando che il pubblico era costituito tutto da militanti e lavoratori intruppati nei camion e portati per forza. Davvero confortante pensare che all’Avana ci sia ancora un milione e passa di militanti! Nella grande piazza dominava il colore bianco, bianco della pace, e tutti i ritmi della musica caraibica e, per chiudere il concerto, tutte e quindici le star del mondo ispanico hanno lasciato il posto alla voce calda, allegra, sfottente del grande Compay Segundo e del suo “Chan chan”. Dall’ oltre tomba, fumando il suo interminabile sigaro, quel vecchio adorabile se la sarà goduta. [tratto da www.giannimina-latinoamerica.it]

Obama mantiene la politica di blocco contro Cuba
Non riconosce le schiaccianti votazioni contrarie nelle Nazioni Unite

16 settembre 2009 - tratto www.granma.cu
Il presidente Barack Obama ha firmato un ordine che proroga di un anno la legge usata per imporre il blocco commerciale statunitense contro Cuba, nonostante i richiami per farla spirare, riporta Reuters da Washington, ed afferma che il presidente ha detto le stesse cose che dicevano i suoi predecessori sin dal 1970 AFP, citando la stessa Casa Bianca, segnala che la detta Legge di Commercio con il Nemico, vigente dal 1917 e che proibisce qualsiasi scambio con i Paesi considerati una minaccia, attualmente danneggia solo Cuba.
"Determino che la continuazione per un anno dell’esercizio di questa autorità nei confronti di Cuba è d’interesse nazionale", ha detto Barack Obama, lunedì 14, continuando la stessa politica dei suoi predecessori. La legge, la più vecchia in vigore negli Stati Uniti per ciò che riguarda le sanzioni commerciali, è quella che ha portato al blocco commerciale e finanziario contro Cuba e la proroga si sconosce proprio prima dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale da 17 anni consecutivi si condanna in maniera schiacciante questa crudele misura, che è costata a Cuba perdite per più di 90.000 milioni di dollari

ultimo aggiornamento il 08-Feb-2010 22:24

6 FEBBRAIO 2010, SENNA COMASCO (CO)
OTTIMO SUCCESSO PER LA CENA CUBANA ORGANIZZATA DAL NOSTRO CIRCOLO

Grande successo sabato 6 febbraio 2010 per la cena organizzata dal nostro Circolo: circa centoquaranta le persone che hanno affollato il salone del ristorante del Centro sociale di Senna Comasco. Un ringraziamento particolare alle compagne e ai compagni che hanno lavorato per la buona riuscita dell'iniziativa. Ringraziamo inoltre della loro partecipazione alla serata: il Console cubano da poco insediato al Consolato generale di Cuba a Milano, il coordinatore regionale della nostra Associazione Sergio Nessi e gli esponenti dell'Associazione Svizzera-Cuba.
L'intero ricavato della serata sarà devoluto al centro disabili “Calixto Sarduy” di Las Tunas, Cuba. Il Centro è una struttura dove si assistono bambini e ragazzi con difficoltà fisiche e mentali.
La brigata di lavoro volontario che partirà il prossimo 25 aprile, proseguirà il lavoro di ristrutturazione degli edifici del Centro ospedaliero.

GUARDA ALCUNE FOTO DELLA SERATA


6 FEBBRAIO 2010, SENNA COMASCO (CO)
Centro Sociale via Roma (area festa)
CENA CUBANA
Il nostro Circolo, nell’ambito delle iniziative di solidarietà verso il popolo cubano, sta organizzando una brigata di lavoro che partirà il prossimo 25 aprile. La brigata continuerà il lavoro già iniziato presso l’Hogar de Impedidos Fisicos y Mentale “Calixto Sarduy” di Las-Tunas (nell’oriente dell’isola di Cuba) che, come saprete, è la provincia gemellata con i circoli della Lombardia della nostra Associazione.
L’Hogar è un centro dove si assistono bambini e ragazzi con difficoltà fisiche e mentali; fondato nel 1980 ospita attualmente 173 bambini e ragazzi e sono seguiti da 150 lavoratori tra medici, infermieri e personale sanitario.
Allo scopo di coinvolgere tutti gli iscritti dell’Associazione, il direttivo del circolo organizza una cena con menù cubano che si svolgerà a Senna Comasco, presso il centro sociale di via Roma ( dove si svolge la festa estiva del nostro circolo) per SABATO 6 FEBBRAIO alle ore 20,00

Con il seguente menù:
Aperitivo
Bruschetta
Papitas Rellenas ( polpettine di patate ripiene)
Marichita de platano ( banane fritte)
Riso e fagioli
Jucca
Piccadillo all’Avanera
Coscia di maiale al sugo
Natilla ( dolce cubano)
Vino, acqua e caffè

Il costo della cena è di € 25,00 il cui ricavato sarà interamente devoluto al centro disabili “Calixto Sarduy”. Per la buona riuscita dell’iniziativa è necessaria la prenotazione telefonando in sede al numero 031594692 il mercoledì pomeriggio, oppure al cell. 3392457171.


DOMENICA 13 DICEMBRE
SAREMO PRESENTI AL "MERCATINO DI NATALE" DI BULGAROGRASSO
CON IL NOSTRO STAND INFORMATIVO, RICCO DI GADGET, ARTIGIANATO CUBANO, MUSICA E CULTURA CUBANA. DALLE ORE 10.00 PRESSO LA PIAZZA FALCONE DI BULGAROGRASSO (CO)

MARTEDI’ 8 DICEMBRE, presso il salone del circolo, via Lissi 6, si aprirà ufficialmente il tesseramento 2010 con la ormai tradizionale:
GIORNATA DEL TESSERAMENTO

La sede sarà aperta dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 14.30 alle ore 17.30, per far sì che si possa rinnovare la tessera, scambiarsi le opinioni con un buon rinfresco e, se si vuole fare un balletto in allegria. Nel nostro circolo già da vari anni assistiamo ad un continuo crescendo di adesioni, basti vedere i dati del tesseramento degli ultimi anni: siamo passati dai 176 iscritti del 2005, ai 198 del 2006, ai 217 del 2007, ai 249 del 2008.
Il 2009 chiudiamo con 271 iscritti. E’ UN RISULTATO ECCEZIONALE che porta il circolo di Como ad essere considerato tra i più attivi e qualificati d’Italia.

CENA CON MENU' CUBANO
Il nostro circolo, nell’ambito della campagna regionale di solidarietà con la provincia di Las-Tunas, sta organizzando una brigata di lavoro che partirà il 25 aprile. La brigata continuerà il lavoro già iniziato presso l’Hogar de Impedidos Fisicos y Mentale “Calixto Sarduy”, un centro dove si assistono bambini e ragazzi con difficoltà fisiche e mentali.
Allo scopo di coinvolgere tutti gli iscritti dell’Associazione, il direttivo del circolo organizza una cena con menù cubano, che si svolgerà a Senna Comasco, presso il centro sociale di via Roma ( dove si svolgono le feste estive dell’associazione) per SABATO 6 FEBBRAIO 2010 alle ore 20,00.
Il costo della cena è di €25.00.
Il ricavato della serata sarà devoluto al centro disabili “Calixto Sarduy”.
Per la buona riuscita dell’iniziativa è necessaria la prenotazione telefonando in sede al n° 031594692 il mercoledì pomeriggio oppure al mio cellulare n° 3392457171


CIAO ARNALDO
Nella mattinata del 31 ottobre è venuto a mancare Arnaldo Cambiaghi, fondatore e già presidente dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba. La sua storia personale è un esempio di militanza comunista che inizia come partigiano nella guerra di Liberazione.
Attivista sindacale nel primo dopoguerra fino a quando il Partito Comunista Italiano lo incarica di occuparsi di Radio Praga e successivamente di Radio Varsavia. Tornato in Italia lavora per l'ETLI, di cui diventa presidente, quindi dell'Italturist.Il suo legame con la Rivoluzione cubana inizia dai primi anni Sessanta.
E' tra i fondatori dell'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba, di cui diventa presidente nel 1992, carica che manterrà fino al 2001. Per il suo infaticabile lavoro di propulsore della solidarietà con la Rivoluzione, nel 1993 il Consiglio di Stato di Cuba gli assegna la Medaglia d'Oro dell'Amicizia. L'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba gli rende onore continuando a lavorare nella direzione da lui tracciata di solidarietà e di unità.

Un ultimo saluto gli verrà dato martedì 3 novembre alle ore 10,30 all'indirizzo della sua abitazione: Via Osma 5 - 20151 Milano.
A chi desidera partecipare segnaliamo che Via Osma è raggiungibile a piedi dalla fermata metropolitana linea 1 (rossa) di LAMPUGNANO.
Al termine della cerimonia i compagni si ritroveranno presso la sede dell'Associazione di Amicizia Italia-Cuba in Via Borsieri 4 (metropolitana linea 2 - verde - fermata Garibaldi).

La Segreteria Nazionale

Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba

COMUNICATO NAZIONALE DELL'ASSOCIAZIONE

Cari compagni,
con questo messaggio voglio ringraziare tutti i nostri Circoli e i singoli compagni che hanno partecipato a Milano alla manifestazione del 10 ottobre. E' stato un grande successo, testimoniato dai complimenti ricevuti - e che estendo a tutti voi - dall'Ambasciatore cubano, dal Consolato cubano di Milano, da diversi rappresentanti di partiti e di organizzazioni politiche.
Nonostante l'attuale periodo politico non favorevole, ancora una volta la nostra Associazione ha dimostrato di saper lavorare compatta e di non temere la conta al momento di scendere in piazza. E' stata una manifestazione piena di colori e di allegria.
Le stime, nostra e della polizia, sulla partecipazione questa volta sono state coincidenti nel valutare in circa 4.000 il numero delle presenze. Anche la parte finale, qualla dello spettacolo, è stata di buon livello artistico e ha avuto un buon gradimento.
Una bella giornata che non deve essere considerata un punto di arrivo, ma un invito a lottare ancora con maggior impegno a fianco del popolo cubano per la liberazione dei Cinque. Un saluto e di nuovo grazie a tutti.

Sergio Marinoni
Presidente Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba


GUARDA LE PRIME IMMAGINI DELLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE PER LA LIBERAZIONE DEI 5 CUBANI DETENUTI INGIUSTAMENTE NEGLI U.S.A. E CONTRO IL SILENZIO DEI MEZZI DI COMUNICAZIONE (MILANO, 10/10/2009)

PRIMA SERIE IMMAGINI
SECONDA SERIE IMMAGINI
TERZA SERIE IMMAGINI


CON IL CIRCOLO DI COMO ALLA MANIFESTAZIONE NAZIONALE per la liberazione dei Cinque contro il silenzio dei mezzi di comunicazione >>>Milano, 10 ottobre 2009 corteo da Piazza Cavour alle ore 15 -al termine concerto dal vivo di musica cubana in Piazza L. da Vinci (Politecnico)-
>>>IL CIRCOLO DI COMO ORGANIZZA UN VAGONE SPECIALE CON LE FERROVIE NORD
>>>partenza dalla stazione di Como-Grandate (disponibile ampio parcheggio) con treno delle 12.59 (ritrovo in stazione alle 12.30)
>>>ritorno dalla stazione di Milano-Cadorna con treno delle 19.10
>>>il costo del biglietto di andata/ritorno sarà sostenuto dal Circolo Italia-Cuba di Como
>>>per info e prenotazioni: telefona in sede il mercoledì dalle ore 15.00 alle 18.00 al 031.594692, scrivi una mail a info@italiacubacomo.net , telefona al 339.2457171

ITALIA-CUBA DI COMO ALLA FIERA PROVINCIALE "L'ISOLA CHE C'E' "
Sabato 19 e domenica 20 settembre 2009 - presso il parco comunale di Villa Guardia (CO) - si terrà la sesta edizione de L’isola che c’è, fiera provinciale delle relazioni e delle economie solidali. Saremo presenti, ormai per il terzo anno consecutivo, con un nostro spazio informativo, ricco di gadget, libri, artigianato cubano, musica, sigari cubani. Potrete inoltre gustare favolosi cocktail cubani.

GUARDA LE IMMAGINI


TESSERAMENTO: IL CIRCOLO DI COMO HA SUPERATO IL 100% DELL'ANNO 2008, ARRIVANDO A LUGLIO 2009 CON BEN 262 ISCRITTE/I


FESTA 2009:
OLTRE OGNI ASPETTATIVA

Si è chiusa domenica 19 luglio la decima edizione della Festa del Circolo di Italia-Cuba di Como. Nel 50esimo anno del trionfo della Rivoluzione cubana, questa Festa si è caratterizzata per la grandissima partecipazione: circa 4000 (non numeri a caso, ma biglietti d’ingresso staccati alla mano) sono le persone che durante le tre serate hanno affollato i vari stand.
La Festa ha aperto venerdì sera, con la proiezione del documentario sull'attività della Brigata comasca di lavoro volontario a Las Tunas -Cuba-, e il conseguente partecipato dibattito sull’esperienza dei volontari comaschi, con l’intervento del Coordinatore regionale dell’Associazione Sergio Nessi. Domenica sera la festa è stata visitata anche dalla vice-Console cubana Mabel Arteaga Rodriguez e dal Presidente nazionale dell’Associazione Sergio Marinoni.
Nelle serate di venerdì, sabato e domenica, il ristorante con le sue specialità cubane è stato letteralmente preso d’assalto (vedere le foto per credere!!!) e centinaia di persone hanno ballato e cantato al ritmo delle musiche latinoamericane del gruppo cubano Havana Sì e delle varie scuole di ballo che si sono avvicendate.
Affollato anche il fornitissimo stand con libri, magliette, gadget, sigari/sigarette e artigianato cubano. I partecipanti alla Festa hanno potuto visitare le mostre informative sulla realtà sociale e politica della Rivoluzione cubana oltre alla rassegna fotografica sulle iniziative svolte dal Circolo di Como.
Grande il lavoro di decine di compagne e compagni, di volontari dell'Associazione, tanti i giovani, che hanno lavorato durante tutti e tre i giorni per la buona riuscita dell'evento. A tutti loro va il più sincero ringraziamento. Per finire, ringraziamo anche l’Amministrazione comunale di Villa Guardia e la Pro Loco per aver dato modo al nostro Circolo di poter svolgere la Festa presso il parco pubblico.

GUARDA LE IMMAGINI DELLA FESTA:

IMMAGINI VARIE DELLE TRE SERATE
IMMAGINI DELLA VISITA DELLA VICE-CONSOLE E DEL PRESIDENTE NAZIONALE
IMMAGINI VARIE DEI VOLONTARI

COMUNICATO STAMPA
Si è conclusa con successo la Campagna Straordinaria di Solidarietà che i circoli della Lombardia dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia – Cuba hanno lanciato in occasione dei tre uragani che hanno devastato l’isola di Cuba nello scorso autunno.
Con i fondi raccolti tra i cittadini lombardi in numerose in iniziative di solidarietà, verranno ricostruite due istituzioni sociali site nella provincia di Las Tunas, con la quale i circoli lombardi dell’Associazione sono gemellati dal 1997: la “Casa dei bambini senza famiglia” del municipio di Puerto Padre e la Scuola Elementare Rurale “Julio Báez Carmenate" della località di Bazarale, Vàsquez, sempre nel municipio di Puerto Padre.
L’opera di ricostruzione verrà realizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale di Puerto Padre tramite l’Istituto Cubano di Amicizia tra i Popoli, l’organismo referente in loco del’Associazione Italia – Cuba. Di particolare rilievo la partecipazione alla campagna di raccolta fondi dei circoli dell’Associazione di Como e Arcore.
Sergio Nessi
coordinatore regionale della Lombardia dell’Associazione Nazionale di Amicizia Italia
– Cuba Bergamo, 22 aprile 2009


DESTINA IL TUO 5 X MILLE ALLA SOLIDARIETA' CON CUBA

Non ti costerà nulla.
Hai la possibilità di destinare una quota pari al cinque per mille dell’imposta sul reddito delle persone fisiche (quella che devi versare in base ai tuoi redditi 2008) a sostegno del volontariato e anche delle Associazioni di Promozione sociale come la nostra.

Per esprimere il tuo sostegno:
firma la dichiarazione dei redditi (CUD, 730 e modello Unico) nell’apposito spazio indicato con “Sostegno alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, alle associazioni di promozione sociale e alle associazioni riconosciute che operano nei settori..." e scrivi nello spazio sottostante il nostro codice fiscale:


96233920584

conserva questo promemoria e diffondilo tra amici e conoscenti!!!


ONORE AL COMPAGNO PERUGINO PERUGINI
Oggi, lunedì 16 febbraio 2009 è morto il compagno Perugino Perugini.

Combattente partigiano sin dall'età di 17 anni, dopo la Liberazione dal nazifascismo ha ricoperto diversi incarichi di rilievo nella nostra provincia.
Da sempre punto di riferimento dell'Associazione Nazionale Partigiani d'Italia in provincia di Como, è stato consigliere provinciale del PCI dal 1970 al 1975, oltre ad essere tra i soci fondatori della CNA (Confederazione Nazionale Artigianato) a Como e della Cooperativa Sociale di via Lissi a Rebbio-Como.

Membro del Direttivo della nostra Associazione sin dalla nascita del Circolo, è stato per diversi anni il nostro tesoriere.

Il Circolo di Como lo ricorda con affetto per il suo impegno di combattente per la democrazia e contro ogni ingiustizia.


  • GUARDA LE IMMAGINI DELLA SERATA CON FULVIO GRIMALDI A COMO

    Nota sulla serata con Fulvio Grimaldi

    di Maria Giovanna Tamburello
    Il 15 Gennaio scorso si è tenuta a Como, presso il Cinema Gloria, spazio del Circolo Arci Xanadù, una serata con il regista Fulvio Grimaldi, con la proiezione del documentario: L'asse del bene:Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador. Il regista si è presentato, ancor prima che fisicamente, attraverso una kefiah, appoggiata con “noncuranza” sul tavolino del palco su cui si sarebbe svolto il dibattito: segno inequivocabile di una presa di posizione in merito alla tragedia che negli stessi momenti si stava consumando nella striscia di Gaza.
    Ed infatti Fulvio entra subito in argomento, senza mezzi termini. Denuncia l'arroganza di uno stato che, protetto dagli USA, ha deciso di sterminare un intero popolo, colpevole di chiedere il diritto alla vita ed ad una terra su cui vivere. E sottolinea come, unici fra tutti gli stati del mondo, solo tre paesi hanno avuto il coraggio di denunciare la violazione del diritto internazionale compiuta dal governo Israeliano. Questi tre paesi sono Cuba, il Venezuela e la Bolivia. Mentre in tutto il mondo si moltiplicano le proteste di piazza contro il genocidio sistematico perpetrato nei confronti del popolo palestinese, gli unici governi che si sono espressi in forma ufficiale sono quelli di tre Stati dell'America Latina, uniti dal senso di giustizia e di civiltà che dovrebbe essere il comune denominatore di Stati che si dicono “di diritto”. E prosegue raccontando come quattro piccoli stati del mondo latinoamericano si stanno progressivamente liberando dal giogo dell'imperialismo dominante.
    Di come si stanno lentamente ma inesorabilmente affrancando dalla stretta di una politica che li vorrebbe asserviti e schiavi di un potere lontano ma incombente e prepotente. Attraverso l'ALBA, ad esempio, il trattato di Alternativa Bolivariana per l'America, che vede i piccoli unirsi per lottare insieme contro il gigante nordamericano. Lo racconta attraverso le parole, ma sopratutto attraverso le immagini del documentario che ben illustra le conquiste sociali ottenute attraverso un percorso di lotte e di riforme. Quattro piccoli paesi, che però costituiscono un importante esempio per la rinascita coraggiosa dell'America Latina. La dimostrazione che, anche in un mondo dominato dalla logica del profitto, è possibile coniugare lo sviluppo economico con il rispetto per le comunità autoctone, la crescita con il rispetto per le biodiversità. Cuba, 50 anni fà, ha innescato la miccia, (ed è questo il vero motivo dell'odio ancora oggi nutrito dagli USA) e continua a dimostrare che “un altro mondo è possibile”, ha creato le condizioni storiche ed umane affinchè questo processo, che oggi appare irreversibile, si diffondesse attraverso un continente povero, in apparenza sottosviluppato, a cui si guarda con fiducia e simpatia.

  • 15 GENNAIO 2009, ORE 20.30
    CINEMA SPAZIO "GLORIA", via varesina, Rebbio-Como
    INGRESSO GRATUITO

    Presentazione del documentario:
    "L’asse del bene: Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador-Dove la sinistra c'è"

    di Fulvio Grimaldi
    - Giornalista che per quarant'anni, come inviato soprattutto di guerra, ha girato il mondo cercando notizie nascoste e raccontando verità spesso mistificate dalla "grande informazione". Ha lavorato per la radio (BBC di Londra), per varie testate giornalistiche (Paese Sera, Giorni-Vie nuove, Abc) e dal 1986 alla RAI-tv. Nel marzo del 1999, in polemica per la guerra alla Jugoslavia, ha lasciato la RAI ed è passato a Liberazione, il quotidiano di Rifondazione Comunista dal quale, nel maggio 2003, è stato allontanato per contrasti politici (Iraq, Palestina, Cuba e Jugoslavia). Oggi lavora all'autoproduzione di video-documentari su crisi internazionali e guerre in corso. E'
    al suo terzo lungometraggio sull'America indio-afro-latina.
    Alla serata sarà presente l'autore.


CUBA E LA SUA "MIGRAZIONE" VERSO IL SOFTWARE "OPEN SOURCE"
Santiago de Cuba, 24 ottobre (Prensa Latina)
Cuba è sulla soglia di un processo di "migrazione" verso l'utilizzo di software libero e open source (come ad esempio Linux) per sostituire il codice proprietario (come ad esempio Microsoft) come parte della strategia di informatizzazione della società cubana.
Carlos Del Porto, direttore dell'Ufficio cubano per l'Informatizzazione, ha detto che l'uso di standard informatici aperti è parte di un approccio graduale alla sovranità cubana tecnologica, come elemento di sviluppo sostenibile della tecnologia dell'informazione.
Alla conferenza inaugurale dell'evento Info Santiago 2009, Carlos Del Porto ha confermato che la sostituzione deve essere effettuata gradualmente, in particolare nel settore aziendale. Il processo coinvolge ogni agenzia cubana per stabilire quale software dovrà essere sostituito, quando e con quali caratteristiche e da un calendario ben definito per le operazioni di trasferimento dati, in modo da non intasare il funzionamento dei programmi e servizi.
Il software open source è in grado di fornire e sviluppare software che può essere distribuito liberamente e l'accesso libero ai propri codici sorgente possono essere modificati liberamente per esigenze specifiche. Tali norme permettono che le informazioni da studiare, il funzionamento e le copie possono essere distribuite a beneficio dell'intera società.
Il Ministero delll'informazione e della comunicazione, quello dell'istruzione e della cultura e quello della sanità pubblica sono stati selezionati per avviare la sperimentazione di "migrazione" nel paese, su queste piattaforme informatiche.
Il software libero e open source emerge rispetto al codice proprietario, che è un software con limitate possibilità di utilizzo, e la sua modifica e idistribuzione per gli utenti è soggetta ad un prezzo elevato.


Quattordici volte pianificarono la distruzione di aerei
2 ottobre '09 - Jean-Guy Allard www.granma.cu
Il dottor Jose Luis Mendez, autore di numerosi libri sul terrorismo contro Cuba, ha affermato che un'indagine recentemente completata rileva che i terroristi cubano americani di Miami pianificarono, in 14 occasioni tra il 1959 e il 1998, la distruzione di aerei cubani. In un'intervista realizzata in occasione del 33° anniversario del sabotaggio dell'aereo civile cubano alle Barbados, avvenuto il 3 ottobre 1976 e che assassinò 73 persone, Mendez sottolinea che questo crimine rimane ancora impunito.
Segnala: "Le autorità degli Stati Uniti sanno che il terrorista internazionale Orlando Bosch Avila e la sua organizzazione (che include Luis Posada Carriles), idearono l'esplosione in volo di quell' aereo. Ciò non solo é comprovato dalle indagini a Cuba: il Procuratore Generale Aggiunto Joe D.Whitley, che ha analizzato centinaia di documenti pubblici e segreti della CIA e dell'FBI ha concluso che il CORU aveva eseguito il fatto e che questa banda terroristica aveva come leader Bosch". "Questo giudice raccomandò che si negasse l'asilo al terrorista sulla base del fatto che costituiva una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti. Cosa avvenne?, George W. Bush, che era il suo capo nella CIA, concesse a Bosch rifugio quando Bush era Presidente degli Stati Uniti. Bosch, come Posada Carriles, vive liberamente a Miami. Questo è il doppio standard delle autorità degli Stati Uniti quando si tratta dei suoi terroristi ".
Tu hai studiato questo problema da molti anni. Il sabotaggio dell'aereo della Cubana de Aviacion, il 6 ottobre 1976, fu l'unico concepito? Una indagine completata recentemente rivela, senza ombra di dubbio, che i terroristi anticubani, tra il 1959 e il 1998, idearono 14 piani di questo tipo. Quello delle Barbados, è stata fortunatamente uno dei pochi realizzati, ma le minacce furono molte, arrivarono molto vicini a realizzarle a Panama e Giamaica. Ma aggiungo anche che causarono la morte di circa 100 persone e 89 sono state ferite da questi piani criminali. Non solo gli aerei furono colpiti anche gli aeroporti, le agenzie turistiche, di viaggio, di carico, per un totale di 118 atti di terrorismo nello stesso periodo citato.
Cuba è stato il paese più colpito. E gli Stati Uniti? Sì, proprietà, cittadini cubani ed istituzioni di Cuba sono state colpite, ma anche cittadini ed istituzioni di altri 14 paesi. In secondo luogo, gli USA sono stati vittima degli atti di questi terroristi che loro tollerano, proteggono, questo nemico interno che vive nelle sue città, che propugnano la violenza estrema per raggiungere i loro obiettivi di abbattere la Rivoluzione. Come sapete, il terrorismo delle organizzazioni anticubane é un caso nazionale negli Stati Uniti, che non è stato ancora risolto, è il nemico interno.
Perché, a suo parere, l'opinione pubblica nord americana ignora questa realtà? Se le attuali generazioni di statunitensi non sanno questi fatti è perché si manipolano, gli si nasconde la realtà. hanno di fronte un muro di silenzio. Ignorano che dei 118 atti di terrore effettuati da terroristi di origine cubana contro entità dell'aviazione civile e associate a questa, 35 furono contro proprietà nord americane per un 30% del totale. 78 di questi fatti, per un 66% del totale, avvennero sul territorio nord americano, in diverse città. Questo dimostra fin dove questi criminali sono stati una minaccia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
C'è qualche speranza che Bosch e Posada Carriles siano processati per tutti i delitti commessi? Dobbiamo lottare perché questi criminali saldino i loro conti con la giustizia dei popoli e che una volta per tutte si dissolvano le organizzazioni terroristiche anticubane che contano sulla copertura delle autorità statunitensi, in modo che che questo terrorismo non costituisca una minaccia per nessun paese. Che si conosca la realtà e che si faccia strada la verità.

L'ASSEMBLEA GENERALE DELL'ONU CONDANNA NUOVAMENTE IL BLOCCO STATUNITENSE CONTRO CUBA. HANNO VOTATO A FAVORE DELL'ISOLA 187 PAESI, DUE SI SONO ASTENUTI E TRE HANNO VOTATO CONTRO.
L'Avana, 28 ottobre (Prensa Latina)
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato oggi una risoluzione che condanna il blocco commerciale, economico e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba. Hanno votato 187 paesi, due nazioni in più rispetto allo scorso anno, tre sono stati i voti contrari e due le astensioni.
Ancora una volta la politica crudele dei governi degli Stati Uniti contro il popolo cubano è stata condannata dalla comunità internazionale. Comunità internazionale che ha dimostrato con questo voto di respingere nettamente la politica di coloro che cercano di distruggere la Rivoluzione cubana. Ricordiamo che questa è la diciottesima volta che l'Assemblea Generale dell'ONU si esprime contro l'embargo.

ONU: il 28 ottobre nuovamente si voterà  per chiedere l’eliminazione del blocco genocida contro Cuba reclamata dalla stragrande maggioranza delle nazioni del pianeta
Segue il Discorso del compagno Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro delle Relazioni Esteriori della Repubblica di Cuba, nel dibattito generale del 64° periodo di sessione dell’Assemblea Generale dell’ONU CONTINUA


LE RIFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL
Almeida vive oggi più che mai (da Cubadebate)

Sono ore che seguo per televisione l’omaggio di tutto il paese al Comandante della Rivoluzione Juan Almeida Bosque. Penso che affrontare la morte era per lui un dovere, come tutti quelli che ha compiuto nella sua vita; non sapeva, e nemmeno noi lo sapevamo, quanta tristezza avrebbe causato la notizia della sua assenza fisica Ho avuto il privilegio di conoscerlo: giovane nero, operaio e combattivo, che divenne capo della cellula rivoluzionaria, combattente della Moncada, compagno di prigione, capitano di plotone nello sbarco del Granma, ufficiale dell’Esercito Ribelle, paralizzato nella sua avanzata per uno sparo al petto nel violento combattimento a El Uvero, comandante di colonna marciando per creare il Terzo Fronte Orientale, compagno che condivideva la direzione delle nostre forze nelle ultime battaglie vittoriose, che eliminarono la tirannia.
Sono stato il privilegiato testimone della sua condotta esemplare per più di mezzo secolo di resistenza eroica e vittoriosa, nella lotta contro i banditi, nel contraccolpo di Girón, la Crisi d’Ottobre, le missioni internazionaliste e la resistenza al blocco imperialista.
Ascoltavo con piacere alcune delle sua canzoni e soprattutto quella d’intensa emozione che, di fronte al richiamo della Patria di vincere o morire, saluta i sogni umani. Non sapevo che aveva scritto più di 300 canzoni, alle quali va sommata la sua opera letteraria, fonte di piacevoli letture e di fatti storici. Ha difeso i principi della giustizia, che saranno difesi in qualsiasi tempo e in qualsiasi epoca, sino a quando gli esseri umani respireranno sulla terra.
Non diciamo che Almeida è morto! Vive oggi più che mai!
Fidel Castro Ruz 13 Settembre 2009


CUBA, RELAZIONE 2009 ALL'ONU: Rapporto di Cuba sulla Risoluzione 63/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba CONTINUA
Asilo politico di giocatori cubani: propaganda mediatica del business sportivo
-da cubainfomacion.tv-

Il 17 agosto 2009, dopo la partita di basket Spagna-Cuba, giocata nelle isole Canarie, quattro giocatori della squadra nazionale cubana hanno deciso di non tornare al loro paese e hanno chiesto asilo politico al governo spagnolo.
Nessuno di loro ha mai sofferto persecuzione politica a Cuba, e salta subito agli occhi che la loro motivazione è economica: ottenere un buon contratto in una squadra professionistica. L'uso dell'asilo politico come una sotterfugio legale per raggiungere un obiettivo di ambizione personale può sembrare poco etico se si confronta la situazione di queste persone con quella di altri realmente minacciati o perseguitati a cui si nega tanto il diritto d'asilo come l'attenzione informativa.
E' il caso, per esempio, di molte persone della Colombia, vittime di crimini di Stato che vengono taciuti dai media spagnoli con forti interessi economici forti in Colombia. Può inoltre sembrare immorale utilizzare la figura del diritto di asilo per ottenere uno status legale privilegiato, mentre milioni di immigrati dell'America Latina, Africa o Asia sono perseguitati, espulsi o rischiano la loro vita nel tentativo di raggiungere l'Europa.
I media hanno, di nuovo, ingannato il pubblico in questo caso, tentando di addolcire la poco presentabile farsa dei giocatori cubani con argomenti per nulla credibili come la loro supposta ricerca di libertà o la loro nausea del sistema politico cubano. Curiosamente, queste persone, presentate in quasi tutti i media come vittime, sono giunte in Europa in un comodo volo commerciale, pagato dal sistema che ipoteticamente li perseguita.
Ma per spiegare questo trattamento informativo non possiamo dimenticare che i media sono i beneficiari diretti del gigantesco business dello sport professionistico. Il desiderio di passare al professionismo di pochi giocatori provenienti da un sistema dilettantistico come quello di Cuba serve ai media per dispiegare la loro macchina propagandistica in difesa dello sport spettacolo e del business. Al margine dei contratti miliardari e le ossessive campagne pubblicitarie, ogni possibile alternativa è una rarità fuori dal tempo.
Questo pensiero unico imposto dai media, inoltre censura le migliaia di persone che criticano l'attuale mercificazione dello sport, che denunciano il furto, da parte di club milionari, di talenti sportivi formati con un enorme sforzo economico da nazioni del Terzo Mondo, come Cuba; o che hanno il coraggio di qualificare il comportamento dei citati atleti cubani citato come individualista e non solidale. Ma alcuni media raggiungono il più sfacciato cinismo quando si tentano di far passare per solidarietà il business di club sportivi. Il quotidiano spagnolo ABC, in una notizia dal titolo "Il basket spagnolo solidarizza con i giocatori cubani" elogiava Manuel Rincon, titolare della società Clínicas Rincón e presidente della società di pallacanestro omonima per aver aiutato con 300 € i citati giocatori cubani.
L'impresario non ha nascosto, al quotidiano, la sua intenzione di contrattare , alcuni di loro, per il suo club, che equivale a convertire la sua "solidale" donazione di 300 euro in un redditizio investimento se si considera che la sua squadra gioca in seconda divisione e i cubani sono giocatori d'elite internazionale. In un altro quotidiano, "La Opinion de Malaga ", l'impresario adorna la sua operazione, senza neppure arrossire, affermando che il caso "trascende puramente il basket e si converte (...) in qualcosa di umanitario".
Il furto di talenti sportivi formati nel Terzo Mondo e la critica al sistema sportivo professionistico dovrebbero essere temi discutibili nei media. Ma queste sono, in questo come in molti altri casi, giudice e giuria, e esercitano, dal loro controllo dello spazio informativo, una censura totale e assoluta su ciò che potrebbe mettere in discussione la natura dei loro interessi. In questo caso il gigantesco business dello sport.


13 AGOSTO 2009, AUGURI FIDEL
SEI SEMPRE IL NOSTRO COMANDANTE EN JEFE!!!


La  giornata contro l’Omofobia
Una trascinante Conga di Santiago fino al Pabellon Cuba, contro l’omofobia e il machismo    
di Gioia Minuti
Granma Internacional

Mariela Castro, direttrice del Centro Nazionale CENESEX del Ministero di Salute Pubblica e master in Educazione sessuale, ha ballato, aprendo la conga santiaguera dietro agli “zancudos” armati di altissimi trampoli, che ha condotto mezzo migliaio circa di persone sino al Pabellon Cuba della centrale calle 23,  a l’Avana, dove si è svolta una parte della giornata cubana contro l’omofobia e il machismo.
L’omofobia è un tema delicato e sensibile, tanto quanto il tema del razzismo o quello di genere.
Sino a poche decine di anni fa mostrarsi gay in pubblico era motivo di esclusione e disprezzo e molto spesso si arrivava alla violenza degli intolleranti. Oggi  molte persone mostrano il loro essere gay come accade quasi senza problemi in Cuba, anche se in una civiltà maschilista le difficoltà sono ancora molte.
Il Giorno Mondiale contro l’omofobia è una data importante per sancire il diritto alla propria sessualità e vivere la propria diversità.
A L’Avana, Mariela Castro ha guidato  la conga  che è giunta sino al Pabellón Cuba dove si è svolta una parte delle iniziative della Giornata, a cui ha partecipato anche Ricardo Alarcón il presidente del Parlamento di Cuba.
“Questo è un momento importante per tutti i cubani, in cui possiamo parlare  profondamente  e con basi scientifiche di queste realtà”, ha dichiarato Mariela nel Pabbelón Cuba, aprendo l’incontro  a cui hanno partecipato molti gay, uomini e donne, in cui sono stati distribuiti volantini che insegnano il sesso sicuro, distribuiti profilattici e in un punto appartato si praticava la prova anonima del HIV a chi lo desiderava. I partecipanti agitavano le loro bandiere a strisce colorate attirando quell’attenzione che hanno dovuto nascondere  per secol .
“Una conga non è una marcia per l’orgoglio gay”, ha rimarcato Mariola Castro.
In questa giornata  si sono scolte  molte manifestazioni, in sei province cubane  e alla TV nazionale è stato trasmesso il film Brokeback Mountain di Ang Lee.
Mariela Castro è la figlia del presidente dell’Isola, Raúl Castro, nipote del leader della Rivoluzione, Fidel e figlia di una grande donna che ha sempre combattuto per il rispetto dei diversi e per i diritti nella differenza di genere, Vilma Espin.
Mariola, che  cammina sola e libera per le strade cubane, è sposata con un siciliano, Paolo, ed ha tre figli.
Aprendo l’incontro ha reiterato che: “La promozione della diversità sessuale è uno sforzo costante  per riflettere sul tema e per dialogare, chiarire i dubbi e i pregiudizi e smentire i miti, dato che gli omosessuali sono sempre stati emarginati, a Cuba  nel mondo, puniti reclusi e anche uccisi. Basta ricordare due esempi famosissimi: Federico Garcia Lorca e Pier Paolo Pasolini, artisti incomparabili che hanno pagato con la vita il loro essere comunisti e diversi. 
In Cuba  il film Fragole e Ciocolato di Tomás Gutierrez Alea ha segnato un momento speciale, anche se chi scrive in quei giorni aveva visto l’elezione di un ragazzo gay in un edificio di studenti, il grattacielo delle becas cubane a lato della Casa de las Americas,  eletto presidente dagli altri studenti per le sue indiscutibili capacità, molto stimato “anche se era gay”.
Ricardo Alarcón, presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular ha partecipato all’incontro inaugurale della Giornata nel Pabellón Cuba, in piena Rampa, accompagnato dall’immancabile segretario e avvocato Miguelito, ed ha sottolineato che: “L’accettazione delle preferenze sessuali deve continuare ad avanzare  e questo deve avvenire in modo coerente ed adeguato, perchè sono temí che sono stati sempre tabù e per molti lo sono ancora. La discriminazione  esistente dev’essere eliminata  e dobbiamo convincere coloro che non accettano  gli altrui criteri, che non ammettono  le differenze...”
Omofobia  e  machismo, sono sempre profondamente radicati nelle società a Cuba e negli altri paesi è stato dichiarato molte volte.   
Mariela ha sottolineato che: “Dobbiamo richiamare l’attenzione su una realtà zittita e mal interpretata, che conduce spesso all’odio, alla mancanza di rispetto, alla mancanza d’inclusione, alla mancanza di solidarietà e d’amore tra le persone, per mancanza di conoscenza  e qui a Cuba l’offensiva deve toccare ogni ambito della vita nazionale”.
“Dobbiamo toccare ogni settore, da quello legale in Parlamento, alle istituzioni, le scuole e le università, le comunità e anche le forze armate, ma che non ci si chieda d’essere “troppo velocemente ” rivoluzionari perchè le rivoluzioni si fanno nel tempo”, ha detto ancora  Mariela.
“Molti aspetti del Codice della Famiglia devono essere cambiati o migliorati  e non solo quelli che riguardano questo tema”,  ha detto Ricardo Alarcón, perchè la società cubana deve garantire i diritti degli omosessuali ed evitare qualsiasi discriminazione. Dobbiamo rispettare le opinioni, i punti di vista e anche i pregiudizi di alcuni settori della società, perchè se parliamo d’inclusione, dev’essere l’inclusione di tutti: i detti differenti e coloro che non sono in condizione d’ammettere un trattamento uguale alla differenza”.
Il dottor Alberto Roque del CENESEX ha detto che si tratta d rendere visibile e di legittimare altri modelli di famiglia che sono validi e fanno parte della nostra realtà. Il problema non è mettere in questione il modello di famiglia legale tradizionale della nostra società: è aggiungere e non eliminare”.
Nella sede dell’Unione degli Scrittori e gli Artisti di Cuba si sono svolte numerose attività culturali, con la presentazione di riviste e libri sul tema. Il ministero della Cultura ha appoggiato la campagna e nella giornata è stata presentata la  Rivista “Sexología y Sociedad”, da Victor Fowler eun gruppo di specialisti ha dibattuto il tema “La diversità sessuale nella famiglia cubana”.
Un’altro dibattito su “La diversità sessuale e l’omofobia nelle belle arti  cubane” si e svolto nella stessa sede. Inoltre sono stati presentati vari libri, tra i quali  “Libro y lecturas”, de Nelson Simón.
Il  vice ministro alla Cultura, Fernando Rojas ha detto che sta avanzando la comprensione  in questo sensibile campo  e che tutti apprendiamo qualcosa  dalla diversità, in tutte le sue manifestazioni.
A Cuba è già stata approvata una legge che permette il cambio di sesso nella salute pubblica, ossia d’essere operati  completamente gratis e per questo si sta preparando uno staff di chirurghi per questi difficili interventi. 
Alcuni partecipanti alla giornata hanno sottolineato che se molto è stato fatto, si deve avanzare sicuramente molto di più nella coscienza della gente.
Il Centro Nazionale di Prevenzione delle Malattie di Trasmissione sessuale e del HIV/AIDS ha presentato la campagna contro il AIDS e va sottolineato che in Cuba tutti i contagiati con il virus HIV/AIDS sono curati gratuitamente con i medicinali più moderni, i retrovirali, e mantengono il loro diritto allo studio gratuito, al lavoro se lo desiderano, alla casa, allo sport e ad ogni diritto di qualsiasi altro cittadino, oltre alla speciale assistenza...

Accusano Posada in relazione agli attentati a L'Avana
di Jean-Guy Allard www.granma.cubaweb.cu
Con un sorprendente cambiamento di strategia, i pubblici ministeri di Washington hanno ampliato le accuse a El Paso, Texas, contro il terrorista internazionale, rispetto alla sue false dichiarazioni in relazione con la campagna di attentati scatenata a l'Avana nel 1997. Secondo l'agenzia di stampa AP, ora Posada è accusato di aver mentito circa la sua implicazione "nel sollecitare individui... a fare attentati a Cuba".
In termini più specifici, i legali del pubblico ministero precisano che egli non ha detto la verità su chi chiese al mercenario alla Salvador, Raul Cruz Leon, che trasportasse esplosivi nell'isola per gli attentati destinati a danneggiare l'attività turistica. Una delle azioni terroristiche eseguite da Cruz Leon, assunto da Posada in El Salvador, causò l'assassinio del giovane turista italiano Fabio Di Celmo.
Posada, in interviste pubblicate negli Stati Uniti, ha confessato il suo coinvolgimento in questi crimini. Con una lunghissima carriera terroristica che include la distruzione in volo di un aereo civile cubano che assassinò le 73 persone a bordo, Posada ora dovrà far fronte a 11 accuse, sempre davanti alla stessa giudice, Kathleen Cardone, che lo pose in libertà.
Il cambiamento di strategia dei pubblici ministeri federali, guidati da John W. Van Lonkhuyzen, che appartene alla sezione anti-terrorismo del Dipartimento di Giustizia - oggi diretto da Eric Holder - sembra essere una revisione della strategia di fronte alle ripetute richieste di estradizione presentate dal governo del Venezuela, a pochi giorni dal Vertice delle Americhe, dove il tema sarà inevitabilmente menzionato.
Tuttavia, la Procura Federale si è limitata ad imputazioni addizionali di spergiuro e ostruzione contro il più famose terrorista del emisfero che ha lavorato per più di 25 anni per la CIA, oltre che essere stato militare delle forze armate degli Stati Uniti. Le nuove imputazioni saranno presentate davanti al tribunale di El Paso, in un'udienza dove presumibilmente Posada dovrà essere presente.
L'assassino torturatore di origine cubana naturalizzato venezuelano, è stato rilasciato nel maggio 2007 dopo che la stessa giudice, Kathleen Cardone, ha respinto le imputazioni per reati migratori presentati dal Dipartimento di Giustizia dell'amministrazione Bush. Questa sentenza è stata revocata nel 2008 dalla Corte d'Appello del Quinto Circuito di New Orleans, che ha ordinato un nuovo processo.

Campagna per il rispetto del libero orientamento sessuale  
Habana - Cuba 25/03/2009
Mentre in Italia ed in Europa si litiga sulle parole del Papa contro l'utilizzo dei profilattici da parte della popolazione del continente africano, a Cuba si lancia una nuova Campagna Nazionale per il Libero Orientamento Sessuale. Per l'anno 2009 la campagna avrà inizio giovedì 26 marzo all'Università de L'Avana ed è promossa dal Centro Nazionale di Educazione Sessuale - CENESEX, dall'Unione dei Giovani Comunisti, dalla Federazione delle Donne Cubane e dalla Federazione dei Giovani Universitari.
Questa prima conferenza sarà tenuta da Mariela Castro, figlia di Raul Castro, che è la direttrice del CENESEX. Un primo risultato sarà l'apertura all'interno dell'Università cubana di uno spazio libero permanente, aperto a tutti, ove sarà possibile affrontare tutti i temi che riguardano la comunità LGBT ed i diversi orientamenti sessuali. Questo sforzo, sostenuto dal CENESEX, ha come obiettivo quello di continuare all'interno di Cuba la campagna popolare in favore della diversità sessuale. Questa volta si punta diritto alla gioventù cubana, in particolare quella universitaria, con l'obiettivo di contribuire alla formazione di una cultura ed educazione nel rispetto del libero e responsabile orientamento sessuale e d'identità di genere attraverso l'esercizio dell'uguaglianza, dei diritti sociali, politici ed istituzionali.


fonte http://www.cenesex.sld.cu/webs/diversidad/jweb/jweventos.html

Cuba sostiene l’aspirazione d’integrazione dell’America Latina ed i Caraibi
traduzione Granma Internacional
L’ambasciatrice cubana Ileana Nuñez ha detto ieri all’ONU che l’America Latina ed i Caraibi devono dare i passi necessari per raggiungere la loro aspirazione storica d’integrazione politica, economica, sociale e culturale. Intervenendo alla sessione del Comitato Plenario della CEPAL, l’ambasciatrice di Cuba presso le Nazioni Unite ha spiegato che "l’unità costituisce un fattore necessario per avanzare verso lo sviluppo sostenibile ed il benessere dei nostri popoli".
La diplomatica ha detto alla Commissione Economica per l’America Latina ed i Caraibi (CEPAL) che questa regione affronta sfide comuni ed "ha l’opportunità di agire unita di fronte alle stesse". Ha ricordato che a dicembre i leader dell’America Latina ed i Caraibi si sono riunite a Sauipe, Salvador de Bahia, nel storico Vertice sull’Integrazione e Sviluppo, che ha avuto l’obiettivo di rafforzare l’integrazione regionale.
Durante il Vertice brasiliano sono stati promossi gli impegni concreti di azioni congiunte per la promozione dello sviluppo sostenibile di questi popoli, ha aggiunto la Nuñez. La diplomatica cubana ha detto che "si è evidenziata la volontà della regione di continuare a stimolare il dialogo e l’azione collettiva in settori differenti". Tra questi ha citato la promozione dello scambio d’informazioni sulla crisi finanziaria nei paesi della regione e sulle misure adottate per controllare e mitigare i suoi effetti. Ha segnalato anche il sostegno degli Capi di Stato e di Governo dell’America Latina ed i Caraibi alla convocazione, da parte dell’Assemblea Generale dell’ONU, di una prossima Conferenza d’Alto Livello sulla Crisi Finanziaria ed Economica Mondiale ed i suoi effetti sullo Sviluppo. "Speriamo che in detta Conferenza prevalga l’idea che l’unica soluzione possibile ai gravi problemi che affronta oggi l’umanità è in una riforma profonda dell’ordine economico internazionale attuale e del suo discreditato sistema finanziario…".
La Nuñez ha segnalato che a questo incontro dovranno partecipare tutte le nazioni con pari diritti. "Aspiriamo anche che il valente contribuito della CEPAL sia tenuto in considerazione nelle delibere e nelle negoziazioni che avranno luogo", ha sottolineato. Nel suo discorso, l’ambasciatrice ha detto che il caos economico che sta affrontando il pianeta è "una chiara dimostrazione dell’impraticabilità del modello neoliberale". Questo modello ha sostenuto durante tutti questi anni i principi della deregolamentazione totale e nella falsa tesi che i mercati da soli tendono all’equilibrio, ha detto. Ha aggiunto che questa situazione è una conseguenza diretta dell’attuale ordine economico internazionale, retto fino ad ora dai paesi più potenti, principali responsabili di questa crisi che si ripercuote negativamente in tutto il mondo. I suoi effetti nefasti sullo sviluppo dei paesi del Sud sono già indiscutibili, ha aggiunto. La diplomatica ha spiegato che la globalizzazione e conseguente speculazione costituiscono una serie minaccia alla ricchezza reale dell’umanità.

Per Cuba una giornata memorabile a Costa de Sauipe
Cuba ha partecipato ad un avvenimento memorabile, descritto dal presidente Raul Castro, dal benvenuto all'Isola del Gruppo di Río alle commosse parole dei capi di Stato presenti in questa città sulla costa brasiliana. “È un privilegio dare il benvenuto a Cuba come membro del Gruppo di Río”, ha detto il presidente messicano, Felipe Calderon, che ha anche sottolineato che la presenza di questo paese fraterno sarà molto preziosa per la costruzione di un destino comune con valori condivisi. “Resistiamo e siamo qui, in questo appuntamento memorabile”, ha ha detto Raul Castro prima di rivelare che poco prima aveva commentato a Felipe Perez Roque quanto gli dispiaceva che non fosse presente fisicamente Fidel, anche se sicuramente li stava guardando alla televisione.
Nonostante la fitta agenda del programma della giornata, i capi di Stato hanno insistito nel sottolineare l'entrata di Cuba nel Gruppo di Río o, come l’ha considerata il presidente venezuelano, Hugo Chavez, un atto di giustizia storica. I presidenti Tabaré Vazquez, dell’Uruguay, Manuel Zelaya di Honduras ed il primo ministro Bruce Golding della Giamaica hanno posto in risalto l'avvenimento.
Il presidente brasiliano, Luiz Inacio Lula da Silva, ha sottolineato il momento speciale, con parole di ammirazione verso Fidel Castro colui che –ha detto – è presente in ogni parola pronunciata in questa riunione. Lula ha insistito nell'irrazionalità del blocco statunitense contro Cuba e sulla necessità di arrivare alla sua fine.
Al termine della sessione i presenti hanno salutato personalmente Raul Castro, in una manifestazione d’appoggio, solidarietà e riconoscimento per l’Isola dei Caraibi.
Ringraziando, Raul Castro ha ricordato alcuni momenti della lotta per l'indipendenza, l'ottimismo nella vittoria che ha distinto sempre Fidel Castro, e la resistenza di cui è stata protagonista Cuba in mezzo secolo di aggressioni e di blocco degli Stati Uniti. Il presidente cubano ha scartato un reingresso all'Organizzazione degli Stati Americani. “Questa è la nostra opinione, Noi rispettiamo la vostra, voi siete membri della OEA, e noi che siamo membri del Gruppo di Río. La nostra regione sperimenta un formidabile rinascere dello spirito dei suoi paesi, con la nascita di una vigorosa forza cittadina disposta ad assumere i destini dei rispettivi paesi, per fare valere la priorità che meritano i programmi sociali, per difendere le ricchezze nazionali e lottare per la giustizia”, ha detto.
Il presidente cubano ha segnalato che il momento è chiaramente propizio: “Per proporci un paradigma regionale che superi le differenze, privilegi la nostra comunione d’interessi e necessità, promuova l'azione solidale ed amplii la cooperazione”. Raul Castro ha ricordato che a Salvador de Baia, capitale di questo stato, Fidel Castro, 15 anni fa, parlò con veemenza della necessaria integrazione delle nostre nazioni. “Permettetemi,ha detto, di finire il mio intervento ricordando le sue parole, quando ha affermato: “Ieri eravamo una colonia ma domani possiamo essere una grande comunità di paesi strettamente uniti. La natura ci ha dato ricchezze incalcolabili e la storia ci ha dato le radici, la lingua, la cultura e vincoli comuni, come in nessun’altra regione della Terra” ( Traduzione Granma Int.).

OPERACIÓN MILAGRO, LA CENSURA DELLA SOLIDARIETÀ
Gennaro Carotenuto (05 dicembre 2008) La solidariet à è sovversiva, scandalosa e va censurata. Soprattutto se a mettere in campo da tre anni la più grande operazione medica di solidarietà nella storia sono due paesi piccoli, periferici e considerati membri dell’asse del male. I grandi media congiurano per il silenzio ma attraverso l’ALBA, Cuba e Venezuela, con la Operación Milagro, dal 2005 ad oggi hanno permesso a 1.362.505 persone di 33 paesi del Sud del mondo di riacquistare la vista senza pagare un centesimo. Intanto il rapporto della OXFAM accusa: un cieco su quattro al mondo, quasi trenta milioni di persone, hanno perso la vista per la politica dei brevetti imposta dalle multinazionali farmaceutiche. A volte qualcuno chiede a cosa serve l’ALBA, l’ALternativa Bolivariana per le Americhe. Per esempio a dare un’infrastruttura organizzativa all’Operazione Miracolo. Per chi non ne avesse sentito parlare, ed è normale che così sia vista la vera e propria censura sul tema da parte della grande stampa, si tratta della più grande operazione di solidarietà nel campo della salute al mondo. Contando sulla straordinaria disponibilità cubana di professionisti della salute e sull’appoggio venezuelano i paesi dell’ALBA hanno deciso di combattere concretamente una delle piaghe del nostro tempo: il fatto che decine di milioni persone siano cieche per la sola colpa di essere povere. Malattie facilmente trattabili nel nord del mondo, dalla cataratta al glaucoma, divengono irrisolvibili nel sud del mondo per la mancanza di personale sanitario, per l’impossibilità di finanziare servizi sanitari nazionali pubblici e gratuiti, ma soprattutto per le politiche volute dalle multinazionali farmaceutiche e sostenute dal Fondo Monetario Internazionale. E qui interviene la solidarietà cubano-venezuelana con l’apertura di 51 centri oftalmologici di prima qualità in 33 paesi che vanno dal Mali al Pakistan, dall’Angola all’Honduras. Dalla fine del 2004 al 2 dicembre 2008 sono state operate 1.362.505 persone a basso reddito, in gran parte latinoamericane e dei Caraibi, e il piano prevede un’ulteriore crescita fino al 2014 quando saranno toccati i 6 milioni di interventi, il 20% dei casi di cecità curabile in tutto il mondo ad opera del servizio sanitario di un paese, Cuba che ha appena lo 0,002% della popolazione del pianeta. Oltre 250.000 persone sono state operate nell’isola mentre le altre si sono operate nei centri oftalmologici gestiti da medici cubani in tutta l’America ma anche in Africa e in Asia. Su tutto ciò vi è il silenzio assoluto. Nessun ufficio marketing ne gestisce l’immagine, non vi è il patrocinio della Banca Mondiale né di nessun governo del cosiddetto “primo mondo” né vi lavorano medici solidali di paesi del Nord. Al massimo si registrano le proteste degli ordini medici dei paesi interessati che considerano l’operare dei medici solidali come un rischio per i loro interessi economici o di quando qualche medico cubano (alcune decine sui 42.000 sanitari cubani operanti all’estero) risponde alle sirene dell’organizzazione creata a Miami proprio per convincerli ad abbandonare. Intanto un rapporto della OXFAM punta il dito sulle multinazionali farmaceutiche a partire dalla Novartis e dalla Genetech. Sono loro a mantenere nella cecità almeno 30 milioni di persone che, senza una politica dei brevetti basata sul profitto, potrebbero essere facilmente curate anche senza la supplenza di Cuba la scandalosa. fonte www.gennarocarotenuto.it


13 agosto 2008:
AUGURI COMANDANTE PER IL TUO COMPLEANNO


4 giugno 2008

Raúl ha compiuto 77 anni
I migliori auguri di buon compleanno al Presidente della Repubblica di  Cuba, generale  Raúl Castro in occasione del suo 77º compleanno,
Cento di questi giorni, compagno presidente Raúl! 


24 APRILE 2008, COMO:
GRANDE SUCCESSO PER L'INCONTRO PUBBLICO CON ALEIDA GUEVARA, DON ANDREA GALLO E RENZO PIGNI

guarda immagini
prima parte
seconda parte



300 EURO PER CUBA
DALLA CGIL DI COMO

400 EURO DALLA
FILT-CGIL DI COMO


3000 EURO PER CUBA
DAL COMUNE DI
LURATE CACCIVIO

Partiranno a breve
i container per Cuba


500 EURO PER CUBA
DALLA COOP "ABITARE BRIANZA"

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IL COMPAGNO FIDEL LASCIA GLI INCARICHI PUBBLICI

LEGGI IL MESSAGGIO
DI FIDEL


QUALE TRANSIZIONE? PERDERE L'IDENTITA'?
CONTINUA

FIDEL NON RINUNCIA NE' DICE ADDIO
CONTINUA

E L'ISOLA E' GIA'
NEL SUO FUTURO
di Gianni Mina'
(da Il Manifesto)

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