Fidel non rinuncia né dice addio
E.S.Perez, Cuba Socialista www.granma.cu

Dalle prime ore del mattino di oggi (19 febbraio ndr), ho letto in alcuni siti Internet, titoli che tergiversano, come questi: Fidel rinuncia o Fidel dice addio, il contenuto del messaggio che il Comandante in Capo Fidel Castro Ruz ha diretto ai suoi compatrioti. Molto ben spiegato in poco più di una dozzina di frasi, ha esposto le cause per cui non aspira né accetterà l’incarico di Presidente del Consiglio di Stato e di Comandante in Capo. E’ stato parsimonioso di ragioni per argomentare la sua decisione.
Senza drammaticità, è stato chiaro ed obiettivo: “Tradirei quindi la mia coscienza occupando una responsabilità che richiede mobilità e un totale impegno che fisicamente non posso offrire”. Il suo popolo, il cubano, lo capisce. Una vita intera consacrata alla lotta, non solo per il suo popolo, ma per i popoli del mondo. Una vita minacciata da un avversario che ha fatto tutto l’immaginabile per disfarsi di lui. Una vita piena dell’amore che i rivoluzionari cubani e del mondo sentono per Fidel.
Chi conosca Fidel come lo conosce il suo popolo, sa che Fidel non rinuncerebbe mai, giacché una delle sue sagge lezioni è quella di essere conseguente fino alla fine. E qui insieme al suo popolo continuerà la sua battaglia, “come un soldato delle idee. Continuerò a scrivere sotto il titolo “Riflessioni del compagno Fidel”. Come prova della sua permanente presenza, nel messaggio, ci fornisce delle indicazioni: - Il cammino sarà sempre difficile e richiederà lo sforzo intelligente di tutti. - Non confidare nelle strade apparentemente facili dell’apologia o dell’auto flagellazione come antitesi. - Prepararsi sempre per la peggiore delle varianti. - Essere tanto prudenti nel successo come fermi di fronte alle avversità, è un principio che non va mai dimenticato. - L’avversario da sconfiggere è sommamente forte però c’è da mantenerlo al suo posto. E non poteva mancare la fiducia di Fidel nel legame dei dirigenti storici con quelli che erano molto giovani al trionfo della Rivoluzione e con la generazione intermedia che ha imparato l’arte di organizzare e dirigere una rivoluzione. Lì si riassumono le cause ed i fattori della sua decisione, le indicazioni che ci precisa e la fiducia nell’unità delle varie generazioni di quadri dirigenti. E lui, Fidel, con la sua arma, arma poderosa che forma parte dell’arsenale della Rivoluzione cubana, starà combattendo insieme al suo popolo, perché uomini come lui non si accomiatano dai propri compatrioti né rinunciano
 

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