APPROFONDIMENTI
   
Cuba: una democrazia avanzata!
Conosciamo il sistema elettorale cubano.

Nel 1976, attraverso un referendum con voto diretto e segreto, il 97.7 per cento dei cubani ha approvato una nuova Costituzione, che ha previsto la successiva creazione delle Assemblee del Poder Popular. Le Assemblee municipali sono rinnovate con elezioni ogni due anni e mezzo, mentre quelle provinciali e quella nazionale (Parlamento) ogni cinque anni. Il popolo cubano ha così avuto nelle proprie mani gli strumenti necessari alla gestione democratica della vita pubblica: non si vota alcun partito e i candidati vengono proposti direttamente dai cittadini in apposite assemblee di candidatura di quartiere.
I cubani, raggiunta l’età di 16 anni, sono automaticamente iscritti nell’elenco elettorale. Per essere eletti occorre raggiungere almeno il 50 per cento, più uno dei voti validi espressi. Gli elettori, ogni sei mesi, possono revocare il mandato al loro rappresentante, qualora ritengano che questi non abbia svolto a dovere il proprio incarico.
Risulta pertanto difficile, se non impossibile, definire dittatura un sistema in cui tutte le cariche istituzionali -dal livello municipale a quello provinciale, dal piano nazionale fino alle più alte cariche dello Stato, Capo di Stato compreso- decadono al termine del loro mandato e devono essere periodicamente rinnovate, o riconfermate, con il voto popolare e l’elezione di un Parlamento.
A parte le disquisizioni filosofiche sui differenti concetti di democrazia che possono portare a interminabili e, molto spesso, inutili discussioni a seconda del punto di vista di ciascuno, la risposta più esauriente sta nel fatto che, a Cuba, la democrazia possiamo trovarla nei milioni di donne e di uomini che, nonostante le innumerevoli difficoltà causate dal blocco, stanno costruendo il loro avvenire; nei milioni di bambini che hanno un futuro davanti a sé; nei milioni di anziani che hanno un’alta speranza di vita e non restano abbandonati; nelle scuole, negli ospedali, nella scienza, nella cultura, nell’arte, nello sport, nel divertimento, nelle missioni internazionaliste, nelle organizzazioni di massa, nella partecipazione di tutto un popolo alla costruzione e alla difesa di una Rivoluzione che ha saputo riscattare oltre 450 anni di oppressione.
"Por el pueblo y para el pueblo" (Dal popolo e per il popolo) era la scritta che campeggiava su un grande cartellone in una strada di La Habana. La frase dice tutto ed esprime chiaramente il concetto di democrazia dei cubani, senza tanti giri di parole. Una democrazia che, sicuramente, è quella a loro più congeniale.
I cubani non pretendono che sia un modello. Non pretendono di esportarla. Non pretendono che altri la condividano. Pretendono unicamente che la loro scelta, la loro democrazia venga rispettata