| ARCHIVIO "IN PRIMO PIANO" 2008/2009 |
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A CUBA VIVE LA CONVENZIONE ONU SUI DIRITTI DELL'INFANZIA LA GEOGRAFIA DELLE BASI STATUNITENSI IN AMERICA LATINA di gennaro Carotenuto tratto da www.giannimina-latinoamerica.it A che servono e chi minacciano le basi militari statunitensi in America latina? Il tema è caldo nella regione per la forte opposizione politica dei paesi integrazionisti, con Brasile in testa e Venezuela, che mantiene un forte contenzioso con la Colombia in merito, in primo piano. Ma Barack Obama, per una che ne chiude a Manta in Ecuador, rispettando la sovranità di quel paese, otto ne apre tra Panama e Colombia. Se domandi a cosa servono le basi statunitensi in America latina ti risponderanno: per collaborare nella lotta al narcotraffico e al terrorismo. Per George Bush tutto era terrorismo e perfino i movimenti indigeni furono messi nella lista. È molto dubbio che le FARC colombiane, l’unica organizzazione guerrigliera su vasta scala possano essere rubricati come semplici terroristi ma di sicuro in Colombia l’esercito statunitense collabora con i paramilitari (narcotrafficanti, va da sé) che per favorire l’agroindustria hanno sloggiato, da quando Álvaro Uribe è presidente, centinaia di migliaia di famiglie di piccoli produttori agricoli per far posto all’agroindustria. Spesso narco e terrorismo sono solo scuse per mantenere pressione militare sul continente integrazionista. C’è narcotraffico o terrorismo che giustifichi Guantanamo, la base cubana da mezzo secolo occupata illegalmente come sancito da molteplici tribunali internazionali e che Obama non è capace di chiudere neanche come campo di concentramento? In che modo combatte il terrorismo l’enorme base di Mariscal Estigarribia in Paraguay, che contiene fino a 20.000 soldati e con un aeroporto che supera in capacità operative quella della maggior parte degli aeroporti civili del continente? Se bisogna combattere il narcotraffico perché non si combatte l’esercito messicano che spesso, come a Ciudad Juárez, è parte in causa nelle guerre di droga? Osservatori non sospetti e non amici dei governi integrazionisti come l’ex-presidente colombiano Ernesto Samper fanno due conti e dicono apertamente quello che nessun giornale europeo dice: “è evidente che le nuove basi in Colombia non abbiano nulla a che vedere col narcotraffico. A che servono i C17 o i Boeing 707? Sicuramente non alle fumigazioni ma a spiare elettronicamente e minacciare paesi come il Brasile e il Venezuela. Chávez, Lula e tutti i paesi di UNASUR hanno ben ragione a sentirsi minacciati!” Detto della Colombia, Panama, un paese che ha lottato per decenni per recuperare la propria sovranità, oggi si sta ritrasformando in una portaerei statunitense. Chiusa nel 2000 la base di Howard e con essa la Scuola delle Americhe, dove vennero addestrati 50.000 militari torturatori latinoamericani, oggi altre basi stanno aprendo. Bisogna sostituire Manta, l’enorme base ecuadoriana, dicono. Ma è la stessa scusa per la quale aprono le quattro nuove basi in Colombia. In Honduras, il paese dove il 28 giugno con un golpe oggi apertamente appoggiato dagli Stati Uniti, c’è un’altra megabase, Palmerola, in Salvador Comalapa e in Costarica Liberia, a testimoniare quanto controllo militare eserciti ancora Washington sulla regione centroamericana e caribeña dove è perfino ??? elencare quante isole siano in realtà delle basi militari. Meglio va al Sud. A parte la Colombia, poca roba (fino a quando?) in Perù. Lo sguardo punta allora su Mariscal Estigarribia, la base paraguayana che controlla il Brasile da Sud come le basi colombiane lo spiano da Nord e si spinge oltre fino a minacciare tutta l’Argentina. Fernando Lugo, l’ex vescovo presidente, la vorrebbe chiudere in omaggio alla politica integrazionista ed al fare dell’America latina un territorio di pace. Lugo è già fragile di suo, ma sarà per quello che ad orologeria aumenta il rumor di sciabole dei suoi militari? Honduras: si è dimesso (ma non lascia) il governo golpista di Roberto Micheletti di Gennaro Carotenuto da www.latinoamerica.it Nella notte tra giovedì e venerdì 6 il governo golpista hondureño, al potere dal colpo di stato dello scorso 28 giugno, si è dimesso. Non lo ha fatto però per restituire il potere al presidente legittimo Mel Zelaya, come previsto dagli accordi, ma per arrivare a un governo di unità nazionale sul quale vorrebbe ancora mettere la sua ipoteca il dittatore di Bergamo Alta. Nelle dimissioni vi sono almeno due trappole che contengono l’intenzione di Micheletti di continuare a gestire il processo elettorale. Il parlamento non ha votato, come stabilito negli accordi, la restituzione di Zelaya e, secondo il portavoce e Sottosegretario alla presidenza del governo di fatto, Rafael Pineda Ponce, la cosa più logica sarebbe “che don Roberto Micheletti, essendo il presidente costituzionale della nazione, fosse anche il capo del gabinetto di Unità nazionale” che dovrebbe decidere se e quando il presidente legittimo Manuel Zelaya debba riprendere il proprio posto fissando la data del voto parlamentare. Pineda Ponce conferma che Micheletti ha richiesto e almeno in parte ricevuto dai candidati alle elezioni presidenziali, tuttora in programma tra 22 giorni, una lista di nomi di candidati a posti di ministro per un governo che dovrebbe durare poche ore. Mel Zelaya non ha invece inviato alcuna lista di nomi. Se la formazione del governo è pleonastica non viola gli accordi della scorsa settimana. Dove la divergenza è totale è per quanto concerne il rientro in carica di Zelaya che per quest’ultimo doveva essere al massimo entro giovedì prossimo “altrimenti ogni accordo sarebbe da considerare decaduto” e che per il governo golpista uscente non avrebbe una data precisa e quindi il governo di Unità nazionale potrebbe proseguire almeno fino a ridosso delle elezioni presidenziali. Paradossalmente è Micheletti ad avere ancora più carte nelle sue mani. Dopo aver tardato mesi per accettare che fosse il parlamento a votare il ritorno di Zelaya adesso, anche dimettendosi, sta ritardando questo voto il più possibile. Alla chiusura di questo articolo non è possibile fare un quadro su chi, in queste condizioni, effettivamente possa appoggiare il governo di Unità nazionale sotto l’ipoteca di Micheletti e ritardando ulteriormente il ritorno di Zelaya e se non siamo, al contrario, al riprecipitare della crisi honduregna. Cuba ha firmato contratti per circa 150 milioni di dollari Nella Fiera Internazionale de L’Avana, Cuba ha firmato contratti commerciali per, approssimatamente, 150 milioni di dollari, ha annunciato Abraham Maciques, presidente del comitato organizzatore della FIHAV 2009, al termine della cerimonia di premiazione, nel Palazzo delle Convenzioni ed ha, tra gli altri, enumerato la firma di quattro contratti d’associazione economica per l’l’estrazione e lo sfruttamento degli idrocarburi, con la Russia. Maciques ha aggiunto che la FIHAV ha riunito 3901 espositori in rappresentanza di 1270 imprese commerciali di 54 paesi, cinque in più dell’edizione precedente. “Questo dimostra l’interesse e la fiducia degli imprenditori stranieri nel mercato cubano, che saprà rispettare i suoi impegni. Apprezziamo profondamente la fiducia dimostrata partecipando a questa Fiera, nonostante la situazione economica che sta vivendo il mondo e la persistenza del blocco imposto dagli Stati Uniti. Il nostro paese, ha affermato, andrà sempre avanti e per questo conta anche sulla vostra collaborazione”. Nella cerimonia di chiusura, le imprese cubane e straniere hanno ricevuto i premi nelle differenti modalità. Cuba ha ricevuto dieci medaglie d’oro per la qualità dei suoi prodotti. Tra i premiati lo stand di Panama ed i padiglioni dell’Italia, Russia e Brasile. L’impresa cubana ETECSA ha ottenuto il Gran Premio di comunicazione integrale. FINAUTO, di Massimo Bonanno, ha ricevuto due medaglie d’oro, una per la macchina SOUL, della Kia, e una seconda per una macchina pneumatica di pulizia a iniezione. Il paese più rappresentato è stata la Spagna e la nazione che ha partecipato per la prima volta, Sri Lanka. Durante l’incontro, è stato annunciato che la FIVAV 2010 si svolgerà dal 1º al 6 di novembre dell’anno prossimo. Hanno partecipato alla cerimonia il Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez, vicepresidente del Consiglio dei Ministri e titolare di Informatica e Comunicazioni, Yadira García Vera, ministra dell’Industria Basica, tutti e due membri del Burò Politico del Partito; Ricardo Cabrisas, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, e Rodrigo Malmierca, titolare del Commercio Estero e gli Investimenti Stranieri (Traduzione Granma Int.) Cuba e Italia riannodano la cooperazione 22 ottobre '09- www.granma.cu (Ambasciata di Cuba in Italia) Giovedì 15 ottobre la Repubblica di Cuba e la Repubblica Italiana hanno accordato di riannodare la cooperazione ufficiale in corrispondenza con la tradizionale storia di relazioni che ha sempre unito i suoi popoli. L’accordo è stato firmato da Vincenzo Scotti, vicesegretario di Stato per i Temi Esteri dell’Italia e da Dagoberto Rodríguez, vice ministro degli Esteri di Cuba, nell’ambito della visita del funzionario cubano a Roma. In questo modo è stata stabilita la cornice bilaterale per lo sviluppo della futura cooperazione, basata nel rispetto, l’amicizia e l’uguaglianza sovrana delle parti. L’accordo si unisce ad altri similari, firmati nell’ ultimo anno tra Cuba e la Commissione Europea e con altri paesi membri, come la Spagna e il Portogallo. Con la firma di questo accordo, le due parti lavoreranno per l’identificazione e la materializzazione di progetti di cooperazione in sfere mutuamente convenute, esistendo un importante potenziale nel campo dell’ambiente, la scienza e la tecnologia, il commercio, gli scambi culturali e la protezione contro i disastri naturali. José Ramón Machado Ventura, Primo Vicepresidente della Repubblica di Cuba , ha trasmesso un caldo saluto del Capo della Rivoluzione Cubana, Fidel Castro Ruz, e del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz ai partecipanti al VII Vertice dell’Alleanza Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA TCP), che si conclude oggi, sabato, nella città boliviana di Cochabamba. “ Portiamo il saluto, e lo facciamo con molta soddisfazione, del Capo della Rivoluzione cubana, il Comandante in Capo Fidel Castro”, ha dichiarato il dirigente cubano, intervenendo nell’inaugurazione dell’incontro, dopo aver spiegato che ere intenzione del compagno Raúl partecipare all’importante appuntamento per il quale si era preparato, ma altri impegni irrinunciabili lo hanno impedito. Machado Ventura ha segnalato l’importanza dell’ALBA per Nuestra America, il nuovo momento che vive la regione e la permanente solidarietà dell’Isola per gli altri paesi di questa zona del mondo con i quali condivide il poco che ha, non con l’intenzione di chiedere ricompense in determinati momenti, ma con la convinzione di un popolo rivoluzionario, di un popolo con una guida, con un dirigente che ha una sensibilità straordinaria, che apprezza i popoli, che apprezza i dirigenti che lottano e che si sacrificano. Inoltre ha ringraziato per il fermo appoggio alla causa della Rivoluzione cubana ed ha segnalato che si vedono già i frutti di questo sforzo solidale. “Abbiamo sempre sottolineato che la resistenza del popolo cubano, e non ci stancheremo di dirlo - e lo ha ripetuto in innumerevoli occasioni anche il compagno Fidel - è stata possibile anche grazie alla solidarietà ricevuta. Machado Ventura ha constatato con soddisfazione che l’ALBA cresce e si sviluppa: “Perchè stiamo già parlando di cose concerete, del trattato costitutivo del Sucre come mezzo di pagamento, stiamo parlando di cooperazione, con la messa in moto di un gruppo di imprese multinazionali e di altre che sono ancora idee, per il futuro, e che si stanno già discutendo”, ha affermato. Il membro del Burò Politico del PCC ha elogiato l’iniziativa di convocare i movimenti sociali all’incontro: “Come elemento che rafforza, che da più vita, più continuità, più fraternità a questo Vertice dell’ALBA”. Machado Ventura ha detto che: “Nell’incontro è importante fare un’analisi del caso del colpo di Stato in Honduras, che è stato condannato da tutto il mondo. La grave crisi nella patria di Francisco Morazán è stata un colpo diretto all’ALBA, un colpo che possono dare i poderosi”, ed ha proposto di cercare le misure che si possono adottare per far fallire i golpisti. “È importante, ha detto, prestare attenzione ai problemi del cambio climatico e stabilire i diritti della Madre Terra che gli sono molto vincolati. Cuba si sente impegnata fortemente con l’Alleanza e questa è la posizione del nostro governo e dei nostri principali leaders”. Il viceministro cubano ha ringraziato il Presidente Evo Morales e la città di Cochabamba così ricca di tradizioni di lotta, alla quale ci uniscono vincoli storici, sociali, di sangue, che non possiamo dimenticare (Traduzione Granma Int.) HONDURAS Senza soluzione la crisi, a 100 giorni dal colpo di Stato Una terza persona al potere, è la proposta del capo golpista PL - Honduras ha compiuto 100 giorni dal colpo di Stato fascista, senza che si intraveda quale sarà lo scenario per dare un’uscita alla crisi creata da quando i militari hanno espulso con la forza il presidente legittimo del paese, Manuel Zelaya. Il presidente costituzionale, che è rientrato in segreto in Honduras il 21 settembre e si trova nell’ambasciata del Brasile, ha ripetuto che una soluzione al conflitto passa per la restituzione del suo incarico. Per Zelaya il dialogo della OEA sarà possibile solo se si potrà svolgere in un ambiente di trasparenza, franchezza e libertà. Zelaya ha sottolineato quattro punti imperativi come condizione previa a qualsiasi condizione. Tra questi l’eliminazione dello stato d’assedio e la riapertura dei mezzi di stampa chiusi dal regime. Inoltre ha reclamato la fine della persecuzione e dell’assedio attorno all’ambasciata del Brasile e la libertà d’incontrare rappresentanti di ogni settore della società del paese. “Sino a che non si eliminerà lo stato d’assedio dittatoriale e non si creeranno le condizioni per il libero sviluppo delle trattative, la crisi politica continuerà a crescere, parallelamente a quella economica, che è gia galoppante”, ha detto Zelaya, riportato oggi dal quotidiano "Tiempo". Il capo del regime golpista, Roberto Micheletti, che sino ora ha rifiutato d’accettare il ritorno al suo incarico di presidente di Zelaya, ha parlato di proporre una terza persona che prenda il potere. L’iniziativa della dittatura e dei settori affini è stata scartata da diverse fasce chela considerano una manovra per prolungare la rottura dell’ordine costituzionale. Il Fronte Nazionale contro il colpo di Stato, ha denunciato il tentativo dei settori coinvolti con la sommossa di promuovere uscite dalla crisi solo dalle loro posizioni e tra di loro. Per il Fronte, che è formato da varie organizzazioni contadine, sindacali, indigene e popolari, ci sono due punti che non sono negoziabili: il ritorno di Zelaya e la convocazione ad un’Assemblea Nazionale Costituente. Se non s’incontrerà una soluzione negoziata, il Fronte continuerà la lotta sino ad ottenere la sconfitta dei golpisti ed il ripristino dello stato di diritto. (Traduzione Granma Int.). Cuba può considerare Cipro come un amico sicuro nella Unione Europea "Cuba può considerare Cipro come un amico sicuro nell’Unione Europea, che sta già lavorando con altri paesi amici alla normalizzazione delle relazioni tra questo blocco e l’Isola, sulla base dell’uguaglianza”, ha dichiarato il presidente di Cipro, Dimitris Christofias, in una conferenza magistrale offerta nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana, nel suo ultimo giorno di visita. LA FIRMA DEGLI ACCORDI Dopo la conferenza presieduta dal membro del Burò Politico, Esteban Lazo Hernández, vicepresidente del Consiglio di Stado e dal rettore della casa di alti studi, Gustavo Cobreiro, è stata consegnata al presidente europeo la targa commemorativa del 280º anniversario dell’Università de L’Avana per il suo importante contributo allo sviluppo delle relazioni tra i due popoli. Come parte della sua impegnata agenda, Christofias ha partecipato alla firma di otto strumenti giuridici nei due paesi, in una cerimonia presieduta da Ricardo Cabrisas, vicepresidente del Consiglio dei Ministri, nell’Hotel Nacional della capitale. Le proposte di scambi e di cooperazione tra i governi riguardano diversi settori di sviluppo, come l’economia, l’agricoltura, la scienza e la tecnologia, i combustibili e le fonti rinnovabili d’energia, il turismo, la cultura e lo sport. Per la parte cubana hanno partecipato ai negoziati Ulises Rosales e José Ramón Fernández, vicepresidenti del Consiglio dei Ministri; Abel Prieto, ministro di Cultura; Yadira García, ministra dell’ Industria Basica; Rodrigo Malmierca, ministro del Commercio Estero e gli Investimenti stranieri; José Miyar Barruecos, titolare di Scienza, Tecnologia e Medio Ambiente; Christian Jiménez, presidente dell’INDER, e Manuel Marrero, titolare di Turismo. Il presidente di Cipro ha anche posto una corona di fiori davanti al monumento dell’Arcivescovo Makarios e in un breve incontro con la stampa ha dichiarato la sua soddisfazione per i risultati della visita. Era con lui lo storiografo della capitale, Prof. Eusebio Leal, che lo ha invitato a percorrere il Centro Storico de L’Avana. Christofias ha terminato la sua visita ufficiale martedì 29, ed è stato salutato da Dagoberto Rodríguez Barrera, viceministro degli esteri nell’aeroporto internazionale José Martí. (Traduzione Granma Int.). HONDURAS, ATTENZIONE AL GORILLA ROBERTO MICHELETTI! Gennaro Carotenuto (29 settembre 2009) È difficile pensare a un gorilla più gorilla di Roberto Micheletti, il dittatore di Bergamo alta, acclamato dal TG2 (per il quale paghiamo il canone) per il suo golpe e le sue violazioni dei diritti umani a Tegucigalpa. Tanto più la sua ora si avvicina alla fine, tanto più lui, uomo tutto d’un pezzo, non fa un passo indietro e dimostra, per esempio, di non aver mai sentito parlare di inviolabilità di sedi diplomatiche facendo assaltare quella brasiliana. Da quando il presidente legittimo Manuel Zelaya è tornato in patria, ospitato dall’Ambasciata del Brasile, ne ha fatte di tutti i colori. Ha represso, tanto per cambiare, selvaggiamente l’opposizione indurendo i contorni già sinistri di una dittatura difesa solo da un’internazionale nera che va dalle lobby del partito repubblicano statunitense al governo peruviano di Alan García all’ “Associazione bergamaschi nel mondo”. Una dittatura che fa solo strepitare l’imbelle diplomazia internazionale che da tre mesi lo isola ma non lo costringe alla resa, mentre invece la Resistenza al golpe, pur pagando prezzi altissimi, non fa un passo indietro. Non bastava lo stato d’assedio a Micheletti. Ha bombardato con gas lacrimogeni l’ambasciata del Brasile, minacciando d’invaderla come fosse l’ayatollah Khomeini. Quindi, come probabilmente si comporta con i suoi dipendenti, lui grande imprenditore, ha dato gli otto giorni nientemeno che all’Ambasciatore del Brasile che osa ospitare nella sua sede il presidente legittimo Manuel Zelaya. Di passaggio ha espulso la delegazione dell’Organizzazione degli Stati Americani. Quindi ha indurito lo stato d’assedio stesso (chiedendo scusa per i fastidi ai cittadini bene dell’Honduras) e di passaggio ha fatto chiudere un altro gruppetto di radio e tivù (Radio Globo, Canal 36) che continuavano a trasmettere notizie su un Honduras non completamente pacificato. Infine si è ulteriormente preso poteri speciali e come ciliegina sulla torta ha sospeso per 45 giorni una buona metà della sacra Costituzione dell’Honduras. È quella stessa inviolabile carta costituzionale scritta nel 1982 dal dittatore Policarpo Paz e in difesa della sacralità della quale fu costretto controvoglia al colpo di stato il 28 giugno. Stato d’assedio e Costituzione sospesa in un paese dove, secondo i media governativi, in perfetta normalità si sta svolgendo la campagna elettorale per le elezioni presidenziali (che la comunità internazionale non riconoscerà e alla quale non parteciperanno osservatori internazionali dell’ONU, OSA, UE) previste tra un mese esatto. fonte www.gennarocarotenuto.it BASEBALL: FINALE MONDIALE CUBA-USA A NETTUNO 27/09/09 - E' una cosa purtroppo risaputa: nella nostra Italia gli sport cosiddetti "minori" hanno poco spazio nei mezzi di informazione. E la riconferma di questa cattiva abitudine arriva oggi, il giorno in cui a Nettuno si gioca una finale mondiale di baseball, seppur dilettanti, ma pochi lo sanno. E la finale si gioca tra Cuba e Stati Uniti. Di seguito un articolo tratto da un sito del settore. E' il gran giorno. Domenica 27 settembre si chiude a Nettuno con la finale tra Cuba e Stati Uniti (inizio ore 15, diretta su Eurosport 2 e differita 'as live' su Rai Sport Più alle 21.45) il Mondiale IBAF 2009. Con gli occhi del mondo del baseball puntati, va di scena questa sera allo Stadio Steno Borghese di Nettuno "La Partita"! Quella per eccellenza, con le maiuscole, Cuba-Stati Uniti i due colossi del batti e corri. Venticinque titoli mondiali i caraibici, solo tre gli americani, ma gli Stars and Stripes negli anni passati affrontavano il mondiale Ibaf con giovani promesse dei college. Due anni fa a Taiwan, gli USA hanno iniziato a fare sul serio, presentandosi con una selezione più matura, con giocatori provenienti dalle Minor League di doppio e triplo A. Risultato, gli americani conquistando il loro terzo titolo mondiale Ibaf, hanno interrotto la striscia da record dei cubani che arrivavano da nove titoli mondiali consecutivi. Oggi quindi Cuba-USA ha un'altro significato, un'altro peso specifico nel mondo del baseball. Due scuole a confronto, due tradizioni, oltre che due mondi totalmente opposti di cultura e società. Si potrà discutere per sempre, e non si arriverà mai ad una posizione definitiva, se sia meglio il bèis di Cuba, fatto di grande velocità, di imprevedibili giocate d'attacco, di sinuosi movimenti dei suoi position player, o meglio, per dirla alla cubana, dei suoi peloteri. Oppure se è meglio il baseball potente e meno imprevedibile degli americani. Tutto questo sempre sulla carta, perchè poi Cuba ha nel suo lineup autentici bombardieri come Despaigne, Gourriel, Cepeda e Pestano, che non hanno nulla da invidiare al bomber statunitense Justin Smoak, stella di primissimo ordine dei campioni del mondo uscenti, prossimo all'esordio in Major League con la casacca dei Texas Rangers, sono in molti già a scommettere che questo slugger sarà il prossimo anno il prima base della franchigia di Arlington. Entrambe comunque esprimono il meglio che si possa vedere sui diamanti mondiali. TRATTO DA WWW.NETTUNOBASEBALL.NET Il Presidente dello Stato della Palestina, Mahmoud Abbas, è a L’Avana Il Presidente dello Stato della Palestina, Mahmoud Abbas, ha segnalato il costante appoggio di Cuba alla causa del suo popolo, al suo arrivo a L’Avana, rispondendo ad un invito del Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz. “Sono molto contento di stare qui; la nostra amicizia risale a decine di anni fa ed il popolo cubano è sempre stato al fianco del popolo palestinese”, ha segnalato Abbas, che è anche Presidente del Comitato Esecutivo dell’Organizzazione per la Liberazione della Palestina (OLP) e dell’Autorità Nazionale Palestinese (ANP). Abbas, che è stato ricevuto nell’aeroporto internazionale José Martí da Marcos Rodríguez Costa, viceministro degli Esteri, ha indicato che l’obiettivo della sua prima visita nell’Isola è rafforzare le relazioni bilaterali. La Palestina, storicamente, ha condannato il blocco degli Stati Uniti contro l’Isola, la più grande delle Antille, ma non essendo membro pieno delle Nazioni Unite, non può esercitare il diritto di voto (Traduzione Granma Int.). Honduras, lacrimogeni su ambasciata Nella sede diplomatica brasiliana si e' rifugiato Zelaya (ANSA) - TEGUCIGALPA, 25 SET - Poliziotti e soldati honduregni stanno lanciando gas lacrimogeni contro l'ambasciata brasiliana a Tegucigalpa. Nell'edificio si e' rifugiato il presidente costituzionale, Manuel Zelaya. Lo ha detto un consigliere di Zelaya, Hugo Suazo. Il Consiglio di Sicurezza dell'Onu ha condannato le intimidazioni, chiesto al governo de facto di assicurare la sicurezza dei presenti nell'ambasciata del Brasile e di continuare a fornire servizi essenziali come acqua ed elettricita'. DI NUOVO STALLO E REPRESSIONE IN HONDURAS MANUEL ZELAYA È TORNATO IN HONDURAS, LA DITTATURA REPRIME, ORE DI SPERANZA E PAURA Gennaro Carotenuto (22 settembre 2009) A quasi tre mesi dal colpo di stato del 28 giugno, il presidente legittimo dell’Honduras Manuel Zelaya è ritornato a Tegucigalpa e sta incontrando la Resistenza al golpe nell’Ambasciata brasiliana che lo ospita in quella che si configura come una dimostrazione di forza oltre che del movimento democratico honduregno del Brasile e dei governi integrazionisti latinoamericani. Migliaia e migliaia di honduregni stanno infatti manifestando l’appoggio a Zelaya, circondando l’Ambasciata e la sede ONU che ha parlato loro al grido di “Patria, restitución (ritorno di Zelaya) o muerte”. Intanto la dittatura di Roberto Micheletti ripristina per l’ennesima volta il coprifuoco, blocca i cellulari, reprime ed intima (sic) al governo brasiliano di consegnare il presidente. Mel Zelaya è tornato in patria, da dove era stato espulso in pigiama all’alba del 28 giugno scorso. Lo ha fatto sotto protezione brasiliana, mantenendo gli Stati Uniti praticamente all’oscuro. Lo ha fatto viaggiando fino a San Salvador in un aereo venezuelano. Quindi con l’appoggio silenzioso salvadoregno e di dirigenti dell’FMLN ha riattraversato la frontiera. Lì è stato preso in carico dall’eroismo di decine di resistenti honduregni. Questi con diversi mezzi di fortuna per oltre 12 ore hanno aiutato il presidente ad attraversare montagne e boschi e superare innumerevoli posti di blocco di un paese militarizzato fino a giungere in piena capitale e rifugiarsi nell’Ambasciata brasiliana. Lì, nella sede diplomatica, con l’appoggio di Lula e del suo ministro degli Esteri Celso Amorim, da oggi è stabilito il cuore della Resistenza al golpe che mai in questi tre mesi e nonostante la durezza della repressione era scemata. È una giocata, quella di Zelaya, supportata dai governi integrazionisti latinoamericani, a partire da quello brasiliano, che potrebbe accelerare la soluzione della crisi e sconfiggere il golpe. Nelle prossime ore è atteso infatti a Tegucigalpa il segretario generale dell’OSA José Miguel Insulza e perfino Hillary Clinton, dopo molte ore, ha dovuto ammettere a denti stretti che il ritorno di Zelaya può favorire una soluzione rapida della crisi. Durante tre mesi il governo statunitense, che ufficialmente appoggia Zelaya, aveva sempre sconsigliato il ritorno del presidente legittimo e appena dieci giorni fa il Comando Sud delle Forze Armate statunitensi aveva invitato l’esercito golpista del paese centroamericano a svolgere manovre militari congiunte. fonte www.gennarocarotenuto.it PAZ SIN FRONTERAS di Alessandra Riccio (21 settembre 2009) Che piaccia o no, il megaconcerto di ieri, 20 settembre, nella Plaza de la Revolución all’Avana, è stato un vero successo: 15 interpreti assai popolari, fra cui il nostro Jovanotti, Silvio Rodríguez, Miguel Bosé, la portoricana Olga Tañón, Víctor Manuel, gli Orishas (il gruppo cubano che lavora all’estero e che da anni non tornava a casa), Amaury Pérez, X Alfonso, il grande Juan Formell con i suoi Van Van ed altri, hanno animato le cinque ore di musica, sotto un sole implacabile, riuniti intorno all’iniziativa del colombiano Juanes che vuole fare della musica un potente strumento di pace. Quando Juanes ha organizzato un concerto alla frontiera fra Venezuela e Colombia, una frontiera bruciante e rischiosa, e l’ha chiamato “Paz sin fronteras”, gli elogi per l’iniziativa si sono sprecati. Questa volta, invece, l’idea di scegliere la Plaza de la Revolución –un luogo assai simbolico per l’America Latina, con il mural del Che in fondo, ha suscitato scandalo, rabbia, una battaglia dei mass media davvero massiccia e senza esclusione di colpi. I dischi di Juanes sono stati fracassati nella pubblica via a Miami, dove il cantante colombiano vive e dove sua moglie, in attesa del terzo figlio, ha dovuto sostenere il peso di un ostracismo così violento. Neanche la grande popolarità dell’autore di “Camisa negra” è riuscita a sedare gli animi dell’esilio cubano a Madrid, a New York e dovunque si sia stabilita una comunità di transfughi dall’isola. I motivi di una rabbia così sfrenata appaiono evidenti: il concerto di ieri, davanti a un milione e centocinquantamila spettatori che hanno sopportato con allegria l’implacabile sole del pomeriggio, è stato un grande successo per la musica, per la gestione intelligente dei cubani e del ministro della Cultura Abel Prieto, per l’affiatamento dei musicisti provenienti da diverse parti del mondo ispanico. L’evento è stato trasmesso in diretta dalla catena di televisione Cuatro e anche se il servizio d’ordine –come sempre a Cuba nelle grandi manifestazioni di massa- è stato severo, tutto si è svolto nel migliore dei modi. I quindici artisti hanno cantato gratis e gli organizzatori, Juanes in testa, si sono accollati le spese per gli impianti mentre Cuba offriva alloggi e organizzazione. E proprio per risparmiare qualcosa, il concerto si è svolto di giorno, all’implacabile luce del sole che però non ha scoraggiato un pubblico enorme. Un malevolo commentatore, su “El País”, ha intitolato che “la montagna ha partorito un topolino”, affermando che il pubblico era costituito tutto da militanti e lavoratori intruppati nei camion e portati per forza. Davvero confortante pensare che all’Avana ci sia ancora un milione e passa di militanti! Nella grande piazza dominava il colore bianco, bianco della pace, e tutti i ritmi della musica caraibica e, per chiudere il concerto, tutte e quindici le star del mondo ispanico hanno lasciato il posto alla voce calda, allegra, sfottente del grande Compay Segundo e del suo “Chan chan”. Dall’ oltre tomba, fumando il suo interminabile sigaro, quel vecchio adorabile se la sarà goduta. [tratto da www.giannimina-latinoamerica.it] Obama mantiene la politica di blocco contro Cuba
Non riconosce le schiaccianti votazioni contrarie nelle Nazioni Unite 16 settembre 2009 - tratto www.granma.cu Il presidente Barack Obama ha firmato un ordine che proroga di un anno la legge usata per imporre il blocco commerciale statunitense contro Cuba, nonostante i richiami per farla spirare, riporta Reuters da Washington, ed afferma che il presidente ha detto le stesse cose che dicevano i suoi predecessori sin dal 1970 AFP, citando la stessa Casa Bianca, segnala che la detta Legge di Commercio con il Nemico, vigente dal 1917 e che proibisce qualsiasi scambio con i Paesi considerati una minaccia, attualmente danneggia solo Cuba. "Determino che la continuazione per un anno dell’esercizio di questa autorità nei confronti di Cuba è d’interesse nazionale", ha detto Barack Obama, lunedì 14, continuando la stessa politica dei suoi predecessori. La legge, la più vecchia in vigore negli Stati Uniti per ciò che riguarda le sanzioni commerciali, è quella che ha portato al blocco commerciale e finanziario contro Cuba e la proroga si sconosce proprio prima dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nella quale da 17 anni consecutivi si condanna in maniera schiacciante questa crudele misura, che è costata a Cuba perdite per più di 90.000 milioni di dollari UN MESE DAL GOLPE IN HONDURAS di Gennaro Carotenuto (28 luglio 2009) Esattamente un mese fa, il presidente legittimo della Repubblica dell’Honduras, Manuel “Mel” Zelaya, veniva sequestrato da un commando golpista dando inizio così all’ultimo colpo di Stato nel XXI secolo. CONTINUA Honduras, liberato dopo sei ore di sequestro il dirigente di Via Campesina Rafael Alegría di Gennaro Carotenuto, domenica 26 luglio 2009, 12:48 Rafael Alegria e altri 50 militanti democratici honduregni, sequestrati dall’esercito golpista durante la giornata di ieri per violazione dello stato d’assedio proclamato illegalmente dalla giunta golpista è stato liberato. Tra gli altri sequestrati si trovavano donne e bambini. SEQUESTRATO IN HONDURAS IL DIRIGENTE DI VIA CAMPESINA RAFAEL ALEGRIA Dopo ore di rumori sarebbe confermato il sequestro da parte dell’esercito golpista in Honduras del dirigente del movimento contadino Via Campesina Rafael Alegría. Il dirigente di Vía Campesina, una delle organizzazioni contadine più importanti al mondo, è protagonista da anni delle lotte contro il neoliberismo e per un’agricoltura biologica e a dimensione umana e contro l’agroindustria, è stato sequestrato mentre cercava di raggiungere la frontiera col Nicaragua e riunirsi col presidente legittimo Mel Zelaya. Alegría è ben conosciuto ai movimenti sociali di tutto il mondo per essere stato tra i principali animatori del movimento dei Fori Sociali Mondiali. 24/07/09: Mel Zelaya in territorio dell’Honduras Per il Segretario di Stato nordamericano Hillary Clinton, “il ritorno di Mel Zelaya in Honduras è temerario e non aiuta a ristabilire l’ordine costituzionale in Honduras”. Se la Clinton ha un’idea migliore… Il presidente Mel Zelaya ha compiuto alcuni passi in territorio honduregno dove le sue prime parole sono state: “nessuno può accettare un golpe nel secolo XXI, noi siamo venuti per dare un esempio di pace”. Quindi è tornato sulla linea di confine da dove attende l’arrivo della famiglia dall’Honduras. Raúl Castro è in Egitto Il Presidente della Repubblica di Cuba, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, è giunto nella tarda mattinata di martedì 14/07/09 a Sharm el Sheikh, sede della XV Conferenza Vertice del Movimento dei Paesi Non Allineati (MNOAL). Nell’aeroporto internazionale di questa città turistica, che si trova nell’estremo sud della penisola del Sinai, sul mar Rosso, Raúl è stato ricevuto da Faiza Abo Elnaga, ministra egiziana alla Cooperazione Internazionale. La delegazione cubana al XV Vértice del MNOAL, è formata dei membri del Buró Politico Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés Menéndez e dal Generale di Corpo dell’Esercito Leopoldo Cintra Frías; da Ricardo Cabrisas Ruiz, Vicepresidente del Consiglio dei Ministri, e Bruno Rodríguez Parrilla, Ministro degli Esteri. SVILUPPANDO INCONTRI BILATERALI Poco dopo l’arrivo della delegazione cubana, Raúl ha iniziato gli incontri con i dirigenti di paesi fratelli giunti in Egitto per partecipare a questo Vertice. Il primo incontro è stato con il compagno Kim Yong Nam, Presidente del Presidium della Assemblea Popolare Suprema della Repubblica Popolare Democrática di Corea. Nella notte Raúl ha conversato con Mahmoud Abbas, Presidente dell’ Autorità Nazionale Palestinese. Nei due incontri sono stati svolti intensi scambi bilaterali, soprattutto sui temi che sicuramente saranno al centro del XV Vertice dei non Allieneati e che costituiscono le sfide principali che i paesi del sud affrontano oggi. IL COMMIATO IN ALGERIA Il Presidente Abdelaziz Bouteflika ha salutato Raúl con un abbraccio nell’aeroporto internazionale Houari Boumediene, così come lo aveva accolto all’arrivo in terra algerina. Il nuovo intenso incontro di lavoro tra i due presidenti dei due popoli solidamente vincolati, è servito per rafforzare i vincoli bilaterali e confermare sempre più la coincidenza dei due governi rispetto i principali problemi che l’umanità di oggi deve affrontare (Traduzione Granma Int.).
COLPO DI STATO IN HONDURAS 15/07/09. Honduras Continua la resistenza pacifica antigolpista 17 giorni dopo il colpo di Stato PL - Le organizzazioni popolari dell’Honduras hanno organizzato una nuova giornata di resistenza pacifica dietro 17 giorni di marce e manifestazioni contro il colpo militare del 28 giugno. Le forze sociali, riunite nel Fronte Nazionale contro il Colpo di Stato, hanno ratificato in assemblea plenaria che incrementeranno le azioni per ricostituire l'ordine costituzionale e far tornare al potere il presidente legittimo Manuel Zelaya. Parallelamente, i membri delle sei Scuole Magistrali hanno confermato la decisione di proseguire lo sciopero iniziato 24 ore dopo iniziata la sommossa fino a quando si ristabilirà la legalità democratica nella nazione. Da due punti di Tegucigalpa, sono partite marce che hanno riempito importante strade della capitale; inoltre sono stati realizzati alcuni blocchi stradali per diverse ore. Dimostrazioni simili si sono svolte nella città di San Pedro Sula, 250 Km. a nord di Tegucigalpa. I manifestanti hanno reso omaggio al dirigente di sinistra Roger Bados, di 54 anni, assassinato due notti fa da uno sconosciuto, e hanno fatto corteo sino al cimitero locale per dargli sepoltura. I dirigenti di base del Partito Liberale, insieme a quello Nazionale, i due Partiti più tradizionali del paese, hanno tenuto una riunione per accordare azioni contro la cupola golpista e si sono sommati alle manifestazioni antigolpiste del Fronte Nazionale. Un gruppo di 16 deputati del Partito Liberale ha preso distanza dal complotto, annunciando un viaggio a Washington per condannare e denunciare il governo di fatto. Il presidente costituzionale, Manuel Zelaya, capo del governo di fatto, e l'impresario Roberto Micheletti, sono liberali, anche se quest’ultimo si è circondato di collaboratori scelti tra i suoi rivali elettorali del Partito Nazionale. La destra tradizionale del partito Liberale è passata all'opposizione di Zelaya dopo le prime misure di taglio popolare dello statista e la sua integrazione nell'Alleanza Bolivariana per i Paesi di Nuestra America, ALBA (Traduzione Granma Int.) I paesi dell’ALBA hanno ritirato gli ambasciatori dall’Honduras 30/06/09 Cuba chiama a condannare il colpo di Stato 29/06/09 Manuel Zelaya è vivo e ha parlato con TeleSur da San José di Costa Rica 29/06/09 Creato il Fronte Popolare in Honduras, in difesa di Zelaya 29/06/09 28 giugno 2009: Golpe troglodita - Sequestrato il Presidente Zelaya e deportato in Costarica. Sotto gli occhi della OEA e degli osservatori internazionali presenti a Tegucigalpa. E' l'estrema destra neocoloniale. Obama deve pronunciarsi e condannare. Convocata riunione urgente dell'OEA. Al'alba,un commando di 200 militari con il volto coperto ha fatto prigioniero il Presidente Manuel Zelaya ed hanno così impedito la polazione dell'Honduras potesse partecipare al referendum che si doveva effettuare oggi. Zelaya è stato allontanato dal palazzo presidenziale, la sua famiglia è al sicuro ed ha trovato scampo altrove. La ministra degli esteri Patricia Rodas è stata fatta prigioniera. Secondo varie testimonianze, Zelaya sarebbe stato trasferito in una base militare della periferia della capitale, ma suo figlio Héctor denuncia che suo padre sarebbe stato trasferito all'estero o su qualche isoletta del litorale dei Caraibi. Il canale televisivo statale è in mano al settore golpista dei militari, ed ora trasmette solo cartoni animati. Dalle 7 del mattino, la gente ha cominciato a convergere attorno al Palazzo presidenziale, al grido di "militari traditori" e "ridateci Mel (Manuel Zelaya)". Hanno lanciato pietre contro i 200 militari, obbligandoli a retrocedere all'interno. Con il passare delle ore, la gente sta mibilitandosi in tutto il Paese. I golpisti hanno agito con il favore delle tenebre, la società civile ed i movimenti sociali rispondono alla luce del sole. Questo golpe, che avviene sotto gli occhi della delegazione della OEA (Organizzazione degli Stati Americani) e degli osservatori internazioni arrivati per certificare le votazioni programmate per oggi, è stato definito troglodita da Chávez. "E' l'estrema destra. Ai golpisti diciamo: siamo in prima linea. Queste non sono solo parole. Questo golpe troglodita sarà sconfitto, dagli honduregni e da quelli che stanno fuori dall'Honduras. L'impero ha molto a che vedere con questo..mi appello a Obama: che intervenga!" COLPO DI STATO IN HONDURAS: IL PRESIDENTE MANUEL ZELAYA CON AL FIANCO I MOVIMENTI SOCIALI, RESISTE di Gennaro Carotenuto (26 giugno 2009) fonte www.gennarocarotenuto.it Le parole drammatiche nella notte del presidente dell’Honduras Manuel Zelaya: “È in corso un colpo di stato nel paese” sono state confermate e supportate dall’ONU. Il presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, Manuel D’Escoto, nella notte ha condannato con parole fermissime il tentativo di colpo di stato in corso in Centroamerica: “condanniamo fermamente il colpo di stato in Honduras contro il governo democraticamente eletto di Manuel Zelaya” dove i poteri di fatto di sempre, le élite, l’esercito, le alte gerarchie cattoliche, le casta politica, sono disposti a tutto perché nel paese neanche si parli di Assemblea Costituente. È infatti questo l’oggetto del contendere che ha scatenato la sedizione: un referendum che domenica prossima dovrà decidere se convocare o no l’elezione di un’assemblea Costituente voluta secondo i sondaggi dall’85% della popolazione. È bastato solo l’odore di una Carta costituzionale che per la prima volta mettesse nero su bianco diritti civili e strumenti per ottenerli in un paese per molti versi ancora premoderno come l’Honduras, perché si mettesse in moto la macchina golpista che durante tutta la storia ha impedito giustizia sociale e democrazia in tutto il Centroamerica. Il presidente Manuel Zelaya, “Mel”, con una storia di centro-destra nel partito liberale che durante il suo mandato ha virato con molta dignità verso il verso il centro-sinistra, aveva indetto per dopodomani domenica 28 giugno una consultazione con la quale si chiedeva ai cittadini se nel prossimo novembre si dovesse convocare o meno un’Assemblea Costituente nel paese contemporaneamente alle elezioni presidenziali, legislative e amministrative già previste a fine anno. Quella per l’Assemblea costituente sarebbe stata, sarà, la “quarta urna”, una svolta che secondo i sondaggi è voluta da almeno l’85% del paese ma indesiderata dalle élite tradizionali, dal sistema dei partiti incluso quello del presidente che oramai si oppone apertamente, dai media di comunicazione, che in Honduras come nel resto del continente sono dominio esclusivo del potere economico, dalla Corte Suprema e dall’esercito. Queste non solo non vogliono contribuire al processo eleggendo propri rappresentanti all’Assemblea Costituente nel prossimo novembre, ma né vogliono una nuova Costituzione né accettano di verificare se la maggioranza della popolazione la desidera. La scrittura di Costituzioni partecipative, condivise con gli strati popolari della popolazione, dal Venezuela, alla Bolivia all’Ecuador è stata vista nell’ultimo decennio con crescente rifiuto da parte delle oligarchie tradizionali che, soprattutto nel caso boliviano, si è trasformato apertamente in eversione. Di conseguenza settori numericamente preponderanti dell’esercito di Tegucigalpa, che rispondevano al Capo di Stato Maggiore Romeo Vázquez, si sono rifiutati di operare per permettere la consultazione di domenica, distribuendo le urne e permettendo il regolare svolgimento della stessa adducendo che il referendum sarebbe illegale e che sarebbe propedeutico all’installazione di una dittatura di Mel Zelaya nel paese. A quel punto al presidente non è restata che la destituzione del generale Vázquez che nella giornata di ieri non è stata però confermata dalla Corte Suprema che ha così appoggiato la sedizione. A questo punto le informazioni nella notte honduregna si fanno confuse. Di fronte al rifiuto di Zelaya di reintegrare Vázquez come Capo di Stato Maggiore parti importanti dell’esercito avrebbero occupato punti nevralgici del paese. I movimenti popolari, indigeni e sociali che appoggiano un presidente, divenuti unici riferimenti per Zelaya osteggiato da tempo dal proprio partito, sarebbero scesi al contrattacco, avrebbero occupato sotto la pioggia battente la base militare della Forza Aerea nell’aeroporto internazionale di Tocontín, sottratto a questa le urne e le schede referendarie con l’intenzione di distribuirle comunque nel paese. Nel corso delle ultime ore sono successi due fatti nuovi che fanno inclinare all’ottimismo. Il presidente Zelaya ha parlato alla nazione, circondato da rappresentanti dei movimenti sociali del paese, confermando il recupero del materiale elettorale e riaffermando che domenica si terrà comunque il referendum. Intanto almeno il comandante dell’Aviazione, Generale Javier Price, si è schierato con il presidente democraticamente eletto. Intanto i movimenti sociali honduregni, di fronte al silenzio dei media rispetto al colpo di stato in corso nel paese, invitano a far circolare al massimo l’informazione e la solidarietà internazionale sul golpe in Honduras. Le prossime ore saranno decisive per capire se il golpe prospererà o se siamo di fronte ad un nuovo 13 aprile 2002 quando a Caracas in Venezuela i movimenti sociali e popolari sconfissero pacificamente il golpe dell’11 aprile contro il governo democraticamente eletto di Hugo Chávez. CUBA RIAMMESSA ALL’OSA. GLI STATI UNITI ABBASSANO LA TESTA Gennaro Carotenuto (05 giugno 2009) fonte www.gennarocarotenuto.it Dopo 47 anni l’Organizzazione degli Stati Americani (OSA, OEA in spagnolo) ha cancellato all’unanimità e senza condizioni la risoluzione imposta dagli Stati Uniti che escludeva Cuba dalle strutture comunitarie continentali. E’ successo nel vertice in Honduras e nelle dichiarazioni di tutti i governanti è la riparazione ad una ingiustizia storica perpetrata dall’OSA contro Cuba e la sanzione che la politica latinoamericana non è più dettata dalla corruzione, i ricatti, le minacce del cosiddetto “Consenso di Washington”. CONTINUA Cuba è la culla della solidarietà Lo ha detto il Presidente Fernando Lugo, arrivando a L’Avana “Cuba è la culla della solidarietà”, ha affermato il Presidente del Paraguay, Fernando Lugo Méndez, al suo arrivo, alle 22.00 circa a L’Avana in vista ufficiale. “È necessaria, oggi più che mai, un’America unita e solidale ed in questo senso Cuba ha dato un esempio a tutti noi latinoamericani”, ha sottolineato il presidente in una breve dichiarazione alla stampa, dopo il ricevimento ai piedi della scaletta dell’aereo, nell’Aeroporto Internazionale José Martí, del ministro degli esteri Bruno Rodríguez Parrilla, e Domingo Laíno, ambasciatore della nazione sudamericana nell’Isola. Durante il suo soggiorno nell’Isola, Lugo, che è accompagnato dal suo ministro degli esteri Héctor Lacognata e da Esperanza Martínez, ministra di Salute e Benessere Sociale, tra i vari membri del suo gabinetto, sarà ricevuto ufficialmente dal Generale d’Esercito, Raúl Castro Ruz, Presidente della Repubblica di Cuba ed incontrerà gli studenti della Scuola Latinoamericana di Medicina. “Cuba ed il Paraguay hanno ristabilito le relazioni diplomatiche nel 1999 e questa visita vuole approfondire i legami di solidarietà e amicizia tra i due paesi”, ha sostenuto ancora il presidente Fernando Lugo Méndez (Traduzione Granma Int.) MAURICIO FUNES, LA SPERANZA DI EL SALVADOR di Gennaro Carotenuto (02 giugno 2009) fonte www.gennarocarotenuto.it Mauricio Funes ha giurato ed è entrato in carica come nuovo presidente di El Salvador: “il popolo vuole il cambio e il cambio comincia adesso e vuol dire sconfiggere la povertà, il conservatorismo, la marginalità, la disperazione e la mancanza di prospettive per la gioventù”. È un momento storico nel piccolo paese centramericano che cerca, per la prima volta in pace e democrazia, la propria via alla giustizia sociale. E attaccando i governi neoliberali del passato Funes ha dato inizio nel nome di Oscar Romero al suo mandato che avrà come primo obbiettivo l’inclusione della cittadinanza, la crescita dello stato sociale e la modernizzazione della nazione. El Salvador è uno dei più piccoli e densamente popolati paesi del mondo e del continente. Grande come la Toscana, è abitato da 8 milioni di persone. L’eredità della guerra civile, degli squadroni della morte e di ulteriori vent’anni di disastro neoliberale è ancora pesantissima, segnata dall’ingiustizia sociale, disoccupazione, violenza urbana a livelli altissimi, emigrazione. A cambiare il paese ci prova adesso Mauricio Funes, un giornalista che è il primo non guerrigliero alla testa del Frente Farabundo Martí (FMLN). Prima della cerimonia di giuramento, dove tutto il popolo dell’FMLN ha intonato i canti tradizionali della forte sinistra rivoluzionaria salvadoregna, tra i quali “El pueblo unido jamás será vencido” dei cileni Quilapayún, si è recato nella cripta della cattedrale di San Salvador, a rendere omaggio alla tomba di Oscar Romero, il vescovo assassinato dagli squadroni della morte del partito di destra ARENA nel 1980 al quale in maniera simbolica Funes dedica il suo mandato. Classe 1959, volto televisivo del paese, non aveva militanza politica durante la guerra civile ma durante e dopo si distinse per denunciare corruzione e violenza come giornalista fino ad essere licenziato dal canale privato per il quale lavorava e vedersi fare terra bruciata intorno da tutti i media del paese allineati col potere politico ed economico tradizionale. Nel suo discorso d’insediamento Funes ha chiarito una volta di più quelli che considera i suoi due principali alleati per un nuovo inizio in Salvador: il presidente brasiliano Lula da Silva e quello statunitense Barack Obama. In particolare il primo è il punto di riferimento privilegiato: economia di mercato e rassicurazioni agli investitori stranieri che il Salvador non rischia una deriva alla boliviana, ecuadoriana e venezuelana. Lo farà, ha dichiarato, con un piano di emergenza che, partendo dalla banca pubblica, dovrebbe fomentare soprattutto la microimpresa e creare 100.000 posti di lavoro in 18 mesi. Nonostante la moderazione della figura e del programma di Funes e l’eterodossia del personaggio, il suo insediamento è un momento storico per la sinistra, per El Salvador e per l’intera regione centroamericana. Gli oligarchi che hanno malgovernato il paese durante tutto il corso della sua storia, che giustiziarono Agustín Farabundo Martí nel 1932 e mezzo secolo dopo assassinarono sull’altare Oscar Romero e hanno imposto anche dopo la pace di Chapultepec del 1992 e fino a ieri la lunga notte neoliberale, sempre appoggiati e manovrati dagli Stati Uniti per quanto orrendi fossero i crimini da questi commessi e intollerabile la corruzione e il malgoverno, per la prima volta non sono più al potere. Quella che porta al governo Mauricio Funes è pertanto una straordinaria vittoria dei settori popolari coscienti di El Salvador e del Frente Farabundo Martí la perseveranza e la dignità del quale nel sapersi trasformare da guerriglia in forza politica è da considerare un esempio. Adesso per il Pollicino d’America viene la prova del governo. I Pastori per la Pace sfideranno di nuovo il blocco degli USA - www.granma.cu Il prossimo mese di giugno l’organizzazione statunitense Pastori per la Pace sfiderà per la ventesima occasione il blocco economico, finanziario e commerciale imposto da Washington contro Cuba, con l’organizzazione d’una carovana che giungerà sino a L’Avana. Come ogni anno i membri della Carovana visiteranno 140 città nordamericane con l’obiettivo di raccogliere aiuti umanitari per il popolo cubano e informare sul blocco mantenuto dai successivi governi degli Stati Uniti già da quasi cinque decenni. Il gruppo inizierà il suo percorso in Canada il 3 luglio, transiterà nel territorio degli USA e, una volta in Cuba, i suoi membri parteciperanno per nove giorni ad attività educative e culturali. Questo annuncio è stato fatto dalle comunità di solidarietà con Cuba nella città di Vancouver, con un comunicato via Internet. La nota spiega che più di 100 persone ogni anno si riuniscono all’iniziativa dei Pastori per la Pace (www.pastorsforpeace.org) per aiutare il popolo cubano, vittima di questa misura punitiva. Con il proposito d’informare su tutto questo, i carovanisti hanno organizzato un’attività culturale con foto delle visite precedenti ed hanno proiettato il documentario dei Pastori per la Pace contro il blocco statunitense “Chi teme il piccolo autobus giallo?”. Pastori per la Pace, membro della Fondazione Inter-Religiosa per la Comunità ha donato al popolo cubano materiali per le scuole, mezzi di computazione, ambulanze ed autobus per gli studenti tra le molte cose. LA HABANA, 10-12 MAGGIO 2009: II INCONTRO GIOVANILE INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA' CON I CINQUE CUBANI INGIUSTAMENTE DETENUTI NEGLI U.S.A. ANCHE DALL'ITALIA -E DA COMO- PARTECIPERA' UN GRUPPO DI GIOVANI Riportiamo un'anticipazione delle immagini direttamente dall'incontro all'Havana a cui ha partecipato una delegazione di giovani della nostra Associaizione, tra cui il nostro Francesco. La Unión de Jóvenes Comunistas ha organizzato a Cuba dal 10 al 12 maggio una due giorni internazionale, invitando organizzazioni e associazioni da tutti i paesi del mondo. Anche dall'Italia la nostra Associazione ha organizzato un gruppo di giovani che sabato scorso è partita da Malpensa alla volta de La Habana. Nel gruppo anche un nostro giovane iscritto di Como, Francesco. La lotta per la liberazione dei cinque eroi rappresenta una battaglia per la verità e contro il terrorismo. L'obiettivo dell'incontro è quello di rompere il muro di silenzio che il governo degli Stati Uniti impone all'opinione pubblica sul caso, denunciando la manipolazione e la menzogna di un parziale e ingiusto processo e di chiedere il rilascio immediato dei cinque. approfondimenti: www.giustiziapericinque.org ZIMBABWE: I medici cubani hanno salvato più di 300.000 persone La collaborazione medica del popolo di Cuba con lo Zimbabwe ha permesso di salvare più di 300.000 vite dal 1998, ha dichiarato il direttore della Brigata Sanitaria dell’Isola in questa nazione africana. Il dottor Emiliano Diez Martínez de la Cotera, ha detto che questo è il principale risultato dell’assistenza a circa otto milioni di pazienti, realizzata in questo paese da 700 professionisti cubani. Come parte della cooperazione internazionalista iniziata in Zimbabwe all’inizio degli anni ’80, nel programma integrale di salute - PIS - i medici cubani hanno realizzato nell’ultimo decennio 200.000 operazioni chirurgiche, tra le quali 100.000 di chirurgia maggiore. Inoltre hanno praticato 32.000 cesarei, che salvano vite a loro volta e 45.000 diagnosi di HIV/AIDS la malattia che colpisce maggiormente lo Zimbawe. Hanno anche trattato 60.000 pazienti infettati con questa malattia. Diez Martínez de la Cotera ha detto che attualmente lavorano nel paese 118 professionisti, tra i quali 20 specialisti in medicina generale integrale - MGI - 31 farmacisti, 16 infermieri e altri specialisti in medicina interna, ginecologia, pediatria, etc. L’attuale Brigata sanitaria ha assunto la quasi totalità del Sistema Nazionale di Salute del paese, distribuita nelle 11 province e, come particolarità inedita ha iniziato lavori di promozione e prevenzione, oltre a consultazioni direttamente nelle comunità, nelle scuole a vario livello l’insegnamento e negli orfanatrofi, per propagare la prevenzione e insegnare abiti modi di vita igienici, ha sottolineato il dottor Diez Martínez, spiegando che fanno tutto questo al di fuori delle ore di lavoro. La Brigata cubana ha anche assistito, con controlli, classificazione e trattamento, gli abitanti della nazione durante l’epidemia di colera che ha colpito il paese nella seconda metà del 2008 e all’inizio del 2009. Come parte della collaborazione inoltre gli specialisti cubani danno lezioni di medicina e infermeria, seguendo piani di studio elaborati nei centri di salute dove esiste la docenza (Traduzione Granma Int.) LE RIFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL: CUBA PAESE TERRORISTA? Giovedì 30 aprile è stato sfortunato per gli Stati Uniti. Quel giorno gli è capitato d'inserire un'altra volta Cuba nella lista di paesi terroristi. CONTINUA PRIMO MAGGIO A CUBA: quasi 2.000 rappresentanti di 80 paesi parteciperanno ai festeggiamenti. A Cuba George Mavrikos, segretario generale della Federazione Sindacale Mondiale. Quando mancano meno di 24 ore affinché milioni di cubani sfilino, nella Piazza della Rivoluzione e nelle altre piazze e viali dei capoluoghi di provincia, per festeggiare il Giorno Internazionale dei Lavoratori, l’opera di 50 anni di potere rivoluzionario e il 70° anniversario della fondazione della CTC (Centrale dei Lavoratori di Cuba), è stato reso noto che 1.957 rappresentanti di movimenti operai, sociali e di solidarietà, di 80 paesi, sono già a Cuba per condividere con il nostro popolo la grande celebrazione. Di questi 906 sono sindacalisti di 236 organizzazioni. In una delle sue prime attività a Cuba, George Mavrikos, segretario generale della Federazione Sindacale Mondiale, ha incontrato, ieri pomeriggio, nella sede della CTC, oltre 200 dirigenti di organizzazioni affiliate ed amiche della FSM nella regione delle Americhe, informandoli del lavoro svolto dall’organizzazione negli ultimi tempi e delle azioni programmate nei prossimi mesi per affrontare la crisi globale, le cui conseguenze colpiscono in primo luogo i lavoratori. Oggi, è stata realizzata in tutti i centri di lavoro del paese una riunione mattutina speciale, durante la quale è stato letto l’Appello della CTC, che convoca i lavoratori e tutto il popolo alla sfilata. (Traduzione Granma Int.)
Storica vittoria di Rafael Correa in Ecuador Dopo la sua rielezione di domenica 26 come presidente dell’Ecuador, Rafael Correa ha assicurato che enfatizzerà il suo progetto socialista. Il leader del Movimiento Alianza País ha ottenuto una vittoria storica ed inedita, dato che dal 1976 nessun candidato aveva mai vinto nella prima giornata di votazione. La vittoria garantisce a Correa il governo sino al 2013. “Il socialismo continuerà, ovviamente, ed è per questo che ha votato il popolo dell’Ecuador”, ha dichiarato, aggiungendo: “Quando abbiamo nascosto il nostro orientamento ideologico? Continueremo a rafforzare questa lotta per la giustizia sociale e per la giustizia regionale (...) continueremo la lotta per eliminare ogni forma di sfruttamento nel lavoro, con la nostra condizione socialista: la supremazia del lavoro umano sul capitale”, ha riportato EcoDiario. Anche se i risultati delle elezioni non sono ancora ufficiali, è confermato quello che avevano previsto le inchieste: Correa ha vinto nella prima votazione. Con il rapido conteggio dell’organizzazione non governativa Participación Ciudadana, il 71,5% dei voti situa Correa, del Movimiento Alianza País, al primo posto con il 51,7% mentre Lucio Gutiérrez, del Partido Sociedad Patriótica, aveva il 28,4%, ha informato EFE. “Nessuno dubita che la nostra opzione preferenziale è per i più poveri ed è per questo che siamo qui”, ha affermato Correa, terminando con la frase “Hasta la victoria sempre”. (SE/ Traduzione Granma Int.). Chiesta l’eliminazione del blocco degli USA contro Cuba Nel V Vertice delle Americhe PL - Il tema Cuba è stato posto all’inizio del V Vertice delle Americhe, quando la presidentessa argentina, Cristina Fernández, ha chiesto agli Stati Uniti d’eliminare il blocco contro l’Isola ed ha ricevuto un applauso dei presenti, nel primo discorso inaugurale, si legge nel quotidiano messicano La Jornada. Cristina Fernández ha parlato per prima perchè il Vertice precedente si è svolto in Argentina. “Il blocco alla fraterna Cuba è un anacronismo e chiediamo che sia eliminato”, ha affermato la presidentessa ed ha aggiunto che la nazione dei Caraibi ha manifestato la sua apertura totale per parlare con gli Stati Uniti di tutte le questioni: “Per cui crediamo d’essere di fronte ad una seconda opportunità di costruire una nuova relazione che non si deve lasciar sfuggire”, ha sostenuto. Il presidente del Nicaragua Daniel Ortega è intervenuto a nome dei paesi dell’America Centrale. “Mi rifiuto di chiamare Vertice delle Americhe questa riunione che presenta due grandi assenze e non si sta bene in uno scenario dove non sono presenti Cuba e Puerto Rico”, ha detto. Ortega ha segnalato la storica generosità e gli aiuti senza condizioni del popolo e del Governo cubani, dati alle nazioni latinoamericane e sopratutto la posizione solidale del leader della Rivoluzione, Fidel Castro. “L’unico delitto che ha commesso Cuba è lottare per l’indipendenza e la sovranità dei popoli e per questo viene punita”, ha rimarcato Ortaga che ha ricordato la condanna unanime dell’America Latina e dei Caraibi al blocco degli Stati Uniti contro l’Isola, in Brasile, nel dicembre scorso. A questo proposito ha ricordato la posizione del VII Vertice Straordinario dell’Alterativa Bolivariana per i Popoli di Nuestra America – ALBA - che si è appena concluso a Cumaná, dov’è stata espressa la condanna del blocco da inserire nel documento finale dell’appuntamento di Trinidad y Tobago. La dichiarazione del Vertice delle Americhe non presenta soluzione alcuna, nè meccanismi che permettano d’affrontare la crisi generata dal sistema neoliberista, segnala il testo dei paesi membri dell’ALBA che hanno anche impugnato l’esclusione ingiustificata di Cuba dal Foro. Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha assicurato che il suo governo sta cercando d’incamminare le relazionai tra gli Stati Uniti e Cuba verso una nuova direzione, ma non ha toccato il tema del blocco che è stato imposto da Washington nel 1962 ed è il principale ostacolo per i vincoli tra le due nazioni. Obama ha chiesto di non incolpare il suo paese per tutti i problemi dell’emisfero occidentale, quando una crisi globale sorta nel nord danneggia le nazioni dell’area. Il Vertice delle Americhe terminerà domenica 19 a Puerto España. (SE/ Traduzione Granma Int.). ALBA, VERTICE STRAORDINARIO DEI CAPI DI STATO E DI GOVERNO LA FOTO DEL MESE: 17 APRILE 2009: I capi di Stato e di Governo presenti al Vertice dell' ALBA (Alternativa Bolivariana per l'America Latina e i Caraibi) tenuto a Cumaná in Venezuela: Ralph Gonsalves (San Vicente y las Granadinas), Evo Morales (Bolivia), Raúl Castro (Cuba), Hugo Chávez (Venezuela), Roosevelt Skerrit (Dominica), Daniel Ortega (Nicaragua), Manuel Zelaya (Honduras) y Fernando Lugo (Paraguay). L'ALBA è il processo d'integrazione dei popoli dell'America Latina e dei Caraibi che si pone come obbiettivi la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale.
Unità, fermezza e solidarietà Le caratteristiche del VII Vertice Presidenziale dell’ALBA Jorge Martín Blandino - Geovani Fernández (Inviati speciali) Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente della Repubblica di Cuba, presiede la delegazione cubana al VII Vertice Presidenziale dell’Alternativa Bolivariana per i Popoli di Nuestra América (ALBA), che ha iniziato le sue sessioni giovedì 16 a Cumaná, capitale dello Stato venezuelano di Sucre. Chávez ha iniziato la riunione salutando tutte le delegazioni presenti ed a continuazione ha analizzato con solidi argomenti l’attuale crisi economica internazionale, il carattere criminale, illegale ed ingiusto del blocco imposto a Cuba e la l’assurda esclusione dell’Isola dal sistema interamericano. CONTINUA GUARDA VIDEO (1 PARTE) GUARDA VIDEO (2 PARTE) LE RIFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL Sul blocco non si è detta una parola Il governo degli Stati Uniti ha annunciato attraverso la CNN che questa settimana Obama visiterà il Messico, iniziando il suo viaggio verso Puerto España, in Trinidad y Tobago, dove sarà tra quattro giorni per partecipare al Vertice delle Americhe. Ha annunciato una riduzione di alcune odiose restrizioni imposte da Bush ai cubani residente negli Stati Uniti, per visitare i loro familiari in Cuba. Quando si è indagato se queste prerogative riguardavano anche altri cittadini nordamericani, la risposta è stata che non erano autorizzati. CONTINUA Raúl Castro ha ricevuto Chávez, che è in visita a Cuba AIN/RHC - Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, presidente della Repubblica di Cuba, ha ricevuto con un abbraccio ai piedi della scaletta dell’aereo presidenziale, Hugo Chávez Frías, presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, giunto a Cuba la mattina di venerdì 10. Chávez aveva dichiarato alla stampa, prima di partire per l’Avana, che l’obiettivo della sua presenza in Cuba era preparare assieme a Fidel e a Raúl il Vertice dell’Alba che si svolgerà il 16 di questo mese a Caracas. Accompagnano Chávez, il ministro degli esteri Nicolás Maduro; Rafael Ramírez, ministro di Energia e Petrolio e presidente di PDVSA ed altri ministri e funzionari del Venezuela (Traduzione Granma Int.)
LE RIFLESSIONI DEL COMPAGNO FIDEL I sette congressisti che ci visitano Un'importante delegazione politica proveniente dagli Stati Uniti si trova tra da noi. Si tratta del Caucus Nero Congressuale (CBC) che, in pratica, ha funzionato come parte dell'ala più progressista del Partito Democratico. Fu fondato nel gennaio 1969 dai dodici congressisti afro- nordamericani che facevano parte del Congresso degli Stati Uniti in quel momento. Nei primi 50 anni del XX secolo solo quattro afro-nordamericani furono eletti nel Congresso. Attualmente, come risultato delle loro lotte, il CBC conta su 42 membri. CONTINUA L’arte dei cinque continenti nella Biennale de L’Avana 2009 Gli emendamenti su Cuba approvati negli USA 23 marzo '09 - O.Leon www.granma.cu Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha promulgato una legge di bilancio con spese per 410mila milioni di dollari, un 8% in più rispetto l’anteriore anno fiscale, che include cambiamenti nella politica verso Cuba… CONTINUA Si sono incontrati Raúl Castro e il Commissario europeo Louis MichelRaúl Castro Ruz, Presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri ha ricevuto questo giovedì Louis Michel, Commissario Europeo per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari e Miguel Ángel Martínez, vicepresidente del Parlamento Europeo. I partecipanti dell'incontro hanno confermato la positiva marcia della rinata cooperazione bilaterale tra la Commissione Europea e Cuba. Copperazione basata sulla non ingerenza nei reciproci affari interni e sul rispetto della sovranità degli Stati. Ricardo Cabrisas ha ricevuto il Commissario dell’Unione Europea Il Commissario dell’UE, Louis Michel, ha annunciato la prossima revisione della Posizione Comune contro Cuba e si espresso a favore della cooperazione con l’Isola a beneficio di altri paesi sottosviluppati. Il vicepresidente del Consiglio dei Ministri di Cuba, Ricardo Cabrisas, ha sostenuto conversazioni ufficiali con il Commissario dell’Unione Europea per lo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari, Louis Michel, nell’incontro svoltosi nel pomeriggio di ieri presso la sede del Consiglio dei Ministri, all’Avana. I due hanno conversato circa la conferenza tra la Commissione Europea e Cuba, che si svolgerà oggi e domani presso l’Hotel Melia Habana, alla quale assisteranno i rappresentanti di tutti i dipartimenti della Commissione. Cabrisas ha spiegato di aver ricevuto referenze “di una partecipazione (della delegazione visitante) non solo quantitativa, ma anche qualitativa”. “Da parte nostra, corrisponderemo a questo livello di partecipazione”, ha precisato. In precedenza, il commissario Michel aveva effettuato una visita al Ministero del Commercio Estero ed Investimenti Esteri, dove ha riferito al titolare del dicastero, Rodrigo Malmierca, che la conferenza si oggi, senza precedenti nelle relazioni con nessun altro paese, avalla l’obiettivo di moltiplicare le aree di cooperazione con Cuba e di creare, circa alle relazioni bilaterali, una situazione positiva ed irreversibile, in vista del Consiglio Europeo del prossimo giugno. Nelle mattinata, il distinto ospite ed il ministero degli Esteri di Cuba, Bruno Rodriguez Parrilla, hanno tenuto una conferenza stampa nella sede del MINREX, in cui il ministro cubano ha indicato i progressi nel processo di normalizzazione delle relazioni tra L’Avana e Bruxelles e le favorevoli prospettive che includono. Ha ringraziato, inoltre, a nome del governo e del popolo di Cuba, le offerte di aiuto della Commissione Europea dopo il devastante passaggio su Cuba di tre uragani nel secondo semestre del 2008, ed ha sottolineato le possibilità di cooperazione con l’UE nell’applicazione di programmi di sviluppo sociale in Asia, Africa ed America Latina. Rodriguez Parrilla ha poi riferito di aver spiegato l’ostacolo rappresentato, per un maggiore sviluppo delle relazioni bilateriali, dalla cosiddetta Posizione Comune dell’Unione Europea verso Cuba (imposta nel 1996 a richiesta del governo di destra dello spagnolo José Maria Aznar), definendola uno strumento inaccettabile, d’ingerenza e d’origine illegittima. Su questo punto il commissario Michel ha manifestato la sua convinzione che prossimamente si potrà valutare un nuovo quadro di condizioni ottime per continuare il dialogo e modificare, se possibile nei prossimi mesi, detta Posizione Comune, ed aprire un altro spazio, che potrebbe essere un accordo di associazione o qualsiasi forma di relazione. Circa il totale della cooperazione dell’UE con Cuba, passato da una cifra iniziale di 25 milioni di euro ad oltre 40 milioni, ha annunciato che saranno sbloccati altri 11 milioni per la sicurezza alimentare, nel periodo 2009-2011, ma ha sottolineato, concordato con il ministro Rodriguez Parrilla, che queste somme sono meno importati del processo di cooperazione che le rende possibili. Circa l’opera internazionalista di Cuba, l’alto funzionario europeo si è definito “un testimone privilegiato” dell’azione dei professionisti cubani della salute in località dell’Africa e a Timor Lest, “cosa per cui sono molto impegnato e richiedo la cooperazione triangolare tra l’UE, Cuba ed i paesi in via di sviluppo”. (Traduzione Granma Int.) Dichiarazione del Ministero degli Esteri della Repubblica di Cuba Il Governo della Costa Rica ha annunciato nel giorno di oggi la sua decisione di ristabilire le relazioni diplomatiche con Cuba, interrotte unilateralmente il 9 settembre del 1961 per decisione del Governo di questo paese. Il Governo di Cuba, conseguente con la sua vocazione d’integrazione e unità con i popoli fratelli dell’America Latina e dei Caraibi, accetta di ristabilire a livello diplomatico le relazioni tra i due paesi, basate nel rispetto del Diritto Internazionale e dei suoi principi, come della Carta delle Nazioni Unite, tra i quali l’uguaglianza sovrana degli Stati e la soluzione pacifica delle controversie, il rispetto dell’integrità territoriale e l’autodeterminazione, il non intervento negli assunti interni dei paesi. L’Avana - 18 marzo del 2009 (Traduzione Granma Int) Il FMLN ha vinto in El Salvador Il Fronte Farabundo Martí per la Liberazione Nazionale (FMLN) ha vinto le elezioni presidenziali in El Salvador con il 51,3% dei voti, secondo lo scrutinio del 90,.4% delle schede, com’è stato informato ufficialmente, con una tendenza che si considera irreversibile, ha reso noto ANSA. Le strade di San Salvador si sono riempite di seguaci del FMLN per festeggiare la vittoria del candidato Mauricio Funes, di 49 anni, che assumerà il mandato il primo giugno. Il suo rivale, Rodrigo Ávila, del partito governante Alianza Republicana Nacionalista (ARENA), ha ottenuto il 48,7%, ha detto il Tribunale Supremo Elettorale (TSE). I simpatizzanti del FMLN hanno sventolato le bandiere rosse che identificano questo Partito fondato nel 1992, dopo la firma degli accordi di pace di Chapultepec, coni quali si pose fine alla guerra civile durata dal 1980 al 1992. L’annuncio dei risultati è avvenuto dopo una giornata di votazioni che, secondo gli osservatori e le autorità, è trascorsa senza incidenti di sorta. “Abbiamo visto un processo elettorale trasparente, un processo elettorale tranquillo, pacifico e di massa”, ha dichiarato il presidente del TSE, Walter Araujo, in un messaggio al paese, alla chiusura dei seggi. Il quotidiano La Prensa Grafica, ha assicurato che il 60% dei 4,2 milioni di elettori iscritti si è presentato a votare, cioè il 6% in più dei votanti delle elezioni municipali e legislative del 18 gennaio scorso. “In forma umile ed emozionata voglio ringraziare tutti coloro che hanno votato per me, tutti coloro che sceglieranno il cammino del cambio”, ha dichiarato Funes, alla proclamazione della sua vittoria (SE/ Traduzione Granma Int.). LA FOTO DEL MESE: ![]() 4 marzo 2009: Fidel Castro con il presidente dell'Honduras Manuel Zelaya durante la sua visita all'Havana. Il Governo di Obama multa un’impresa per i suoi legami con l’Avana Nonostante le numerose pressioni affinché siano riviste le pratiche commerciali del blocco, sostenute da mezzo secolo contro Cuba, l’agenzia nordamericana incaricata di castigare i fornitori dell’Isola ha appena penalizzato con una multa di 20.950 dollari la compagnia Lactalis USA, filiale statunitense del gigante francese Lactalis. L’Ufficio di Controllo dei Beni Stranieri (OFAC) del Dipartimento del Tesoro ha imposto la sanzione all’impresa produttrice di formaggi e prodotti lattei, per non aver rispettato le limitazioni del blocco “effettuando trasferimenti finanziari elettronici in cui Cuba o un cittadino cubano aveva interessi”, tra febbraio 2004 e marzo 2007, ha informato la stampa di Miami. Si tratta della prima sanzione imposta dal Dipartimento del Tesoro ad una società per le sue relazioni con la nazione caraibica, da quando il presidente Barack Obama ha assunto la presidenza, e che ridadisce la politica di blocco alla maggiore delle Antille. Lo scorso 16 gennaio l’OFAC ha decretato “chiarimenti legali” che hanno imposto regole ancora più rigorose sui viaggi a Cuba e che danneggiano le imprese nordamericane di voli charter, le agenzie di viaggi e di rimesse di denaro. Le misure annunciate a quattro giorni dall’insediamento dell’attuale presidente nordamericano erano stata interpretate, allora, con il risultato della resistenza dei funzionari “bushisti” recalcitrati, insoddisfatti con l’arrivo di una nuova amministrazione. L’OFAC è solo un elemento dell’enorme meccanismo di aggressione sviluppato contro L’Avana dalle successive amministrazione nordamericane. Grazie a questa agenzia, il Dipartimento del Tesoro spia i cittadini nordamericani e stranieri che si azzardano a mantenere relazioni con Cuba. Da anni, dedica milioni di dollari e gran parte del suo personale a spiare, scoprire e punire individui, imprese ed organizzazioni. (JGA – Traduzione Granma Int.) 02/03/09: OGGI A CUBA I PRESIDENTI DI HONDURAS E REPUBBLICA DOMINICANA Arriveranno oggi a Cuba i capi di Stato dell'Honduras e della Repubblica Dominicana su invito del presidente cubano Raúl Castro. La visita del presidnte José Manuel Zelaya Rosales (Honduras) e Leonel Fernández Reyna (Repubblica Dominicana) contribuirà a rafforzare i vincoli di solidarietà e le relazioni commerciali tra i paesi. Mitigare le ingiuste sanzioni contro Cuba ITAR-TASS/AFP/RHC - La Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti ha approvato un progetto di legge che prevede la mitigazione delle ingiuste sanzioni contro Cuba, derivate dal criminale blocco imposto da quasi 50 anni. Il documento in essenza annulla le proibizioni per i viaggi a Cuba, stabilite nel 2004 ed implantate dalla precedente amministrazione di George Bush, in corrispondenza al regolamento che aveva rafforzato il regime di blocco economico- commerciale contro L’Avana...CONTINUA Raúl Castro ha ricevuto Jack Lang, Inviato Speciale del Presidente della Repubblica Francese Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente di Cuba, ha ricevuto nel pomeriggio di mercoledì 25 l’ Eccellentissimo Signor Jack Lang, Inviato Speciale del Presidente della Repubblica Francese, Nicolás Sarkozy. Il Signor Lang ha riferito la volontà del Presidente francese di dare un impulso alle relazioni tra Cuba e la Francia, e di lavorare alla promozione dei vincoli tra Cuba e l’Unione Europea – UE – in un ambito di rispetto reciproco. Il compagno Raúl ha apprezzato positivamente l’iniziativa del Presidente francese ed ha confermato l’interesse di Cuba di rivitalizzare le tradizionali relazioni politiche, economiche e di cooperazione bilaterali a beneficio dei due paesi. Il Presidente cubano ha manifestato la disposizione a continuare il dialogo politico tra Cuba e l’Unione Europea, reiniziato nell’ottobre del 2008 a Parigi, su una base di rispetto mutuo. Hanno partecipato all’incontro, che si è svolto in un’atmosfera amichevole e cordiale, l’ambasciatore francese in Cuba, Eccellentissimo Signor Frederic Doré, la Signora Monique Lang, moglie del Signor Lang, e per la parte cubana il compagno Felipe Pérez Roque, Ministro degli Esteri. Il Signor Jack Lang è un’importante personalità politica in Francia, dov’è stato Ministro di Cultura e d’Educazione durante il governo di Francois Mitterrand, Deputato e Presidente della Commissione per i Temi Stranieri dell’Assemblea Nazionale. (Traduzione Granma Int.) Anche Cuba crea un suo Linux Il governo dell'isola ha annunciato il lancio di Nova, una distribuzione ad hoc del sistema operativo "del pinguino" per farne il sistema operativo di riferimento 18 febbraio '09 - di R. De Masi fonte: Geeksaresexy Reuter riporta la notizia di un nuovo Linux di nome Nova, presentato ufficialmente con una conferenza tecnica all'Avana cui non sono stati ammessi osservatori stranieri. Il sistema è basato su una variante di Gentoo, una versione specializzata di Linux molto diffusa fra gli utenti professionali. Attualmente il software Microsoft, come Windows e Office, è ampiamente diffuso a Cuba, nella maggior parte dei casi piratato. Ma Hector Rodriguez, direttore dei Servizi di Informazione della Scuola di Software dell'Università di Cuba ha dichiarato di sperare, nei prossimi 5 anni, di trasferire almeno il 50% degli utenti alla piattaforma Linux. Un video di 3 minuti illustrante le caratteristiche del sistema è stato anche diffuso, sotto il nome di Nova Baire, su YouTube. La versione distribuita dal governo sarà comunque sotto forma di sorgente, così che possa essere compilata personalmente dai singoli utenti e, eventualmente, personalizzata per uno specifico uso. Ricordiamo che secondo quanto affermato da DistroWatch, un sito Web dedicato agli utenti Linux, Gentoo è stato, nel 2008, il terzo sistema Linux maggiormente diffuso. In un comunicato ufficiale, il governo cubano ha giustificato la scelta di Linux come "obbligata, in quanto il software privato potrebbe contenere codice maligno di cui non si è a conoscenza, cosa che non può avvenire con il software open source". E ha affermato che è questo il motivo per cui Linux viene offerto in formato codice da compilare personalmente, proprio per dimostrare l'assenza di contenuti sospetti e pericolosi. Non si tratta del primo paese a regime comunista o in via di sviluppo ad adottare questa politica; ad esempio, il Venezuela ha chiesto l'anno scorso ai ministeri di trasferire tutte le loro applicazioni e i loro documenti in Linux, avviando anche una campagna di vendita di macchine, definite “Bolivarian Computer” a basso costo, sotto questo sistema operativo e destinate al largo pubblico. D'altro canto la Cina già da tempo ha avviato il processo di trasferimento a Linux adottando una versione personale, definita Red Flag che è supportata da distributori statunitensi, tra cui Oracle e Hewlett-Packard. Ancora, nel 2007, il governo nigeriano ha distribuito alle scuole elementari oltre 17000 PC dotati di Mandriva Linux VISITA LAMPO DI CHAVEZ A CUBAIl Generale dell'esercito Raúl Castro Ruz, Presidente del Consiglio di Stato e dei ministri, ha salutato la partenza nelle ultime ore di questo sabato di Hugo Rafael Chávez Frías, Presidente della Repubblica bolivariana del Venezuela che ha così concluso la visita di lavoro a Cuba. Al suo arrivo il presidente Chavez ha incontrato Fidel Castro mentre durante la riunione con Raul si sono trattati temi di rilevanza economica e internazionale, soprattutto riguardo alla crisi economica globale e le sue conseguenze sull'America Latina e nei Caraibi. La delegazione venezuelana era composta dal cancelliere Nicolás Maduro; Rafael Ramírez, ministro dell'Energia e del petrolio e presidente della PDVSA; Luis Reyes, ministro dell'ufficio presidenziale e Asdrúbal Chávez, vicepresidente della PDVSA. traduzione Granma Internacional LA CALUNNIA DELL’ “ELEZIONE A VITA” DI HUGO CHÁVEZ: VINCE DEMOCRATICAMENTE MA LA STAMPA ITALIANA MENTE ANCORA di Gennaro Carotenuto fonte www.gennarocarotenuto.it (17 febbraio 2009) In Venezuela un referendum popolare, come sempre monitoratissimo da migliaia di osservatori internazionali, ha stabilito che il presidente uscente potrà semplicemente candidarsi e provare a farsi rieleggere. Per Hugo Chávez è un importante trionfo con il 10% di vantaggio sul no, che gli permetterà di essere sconfitto, semmai, dalle urne, il luogo della democrazia e non da un’alchimia e un limite imposto. La stampa italiana però, invece di studiare e informarsi prima di informare, resta in superficie e calunnia: “Chávez presidente a vita” mente in massa. continua SÍ a Chávez e alla continuità della RivoluzioneLa vittoria popolare del Referéndum. “Il primo messaggio che ho ricevuto è stato quello di Fidel”, ha detto il leader bolivariano alla folla assiepata di fronte al Palazzo di Miraflores Orlando Oramas León, inviato speciale Granma Internacional Con una schiacciante vittoria del Sì la maggioranza dei venezuelani ha deciso d’approvare l’emendamento alla Costituzione e dare l’opportunità a tutti i mandati, includendo quello presidenziale, di optare per la rielezione e assicurare una continuità alla Rivoluzione bolivariana. Con il 94,2% delle schede scrutinate, il SÍ a favore dell’emendamento aveva ricevuto già il 54,36% con l’8,6% di vantaggio sul No, che aveva ottenuto il 45,63%, ha reso noto Tibisay Lucena, presidentessa del Consiglio Nazionale Elettorale, illustrando il risultato del referendum che si è svolto domenica 15. “Viva la Rivoluzione venezuelana!, Viva il socialismo!, ha proclamato il presidente Chávez iniziando a paralare alla folla che aspettava il comunicato ufficiale dei risultati davanti al balcone del Palazzo di Miraflores. “Questa vittoria è anche tua, Fidel, e del popolo cubano e di tutti i popoli dell’America Latina”, ha detto ancora dopo aver letto il messaggio del leader della Rivoluzione cubana, nel quale Fidel si complimenta con Chávez e con il suo popolo per una vittoria enorme, impossibile da misurare per la sua grandezza. Con questo risultato il popolo del Venezuela ha votato guardando al 2012, quando si svolgeranno le prossime elezioni presidenziali nelle quali il presidente del paese e altri mandati non avrebbero potuto candidarsi per i limiti che imponeva la Costituzione che è stata emendata con questo referendum (Traduzione Granma Int.). Visita ufficiale a Cuba del Presidente del Guatemala, Álvaro Colom Il presidente della Repubblica del Guatemala, Álvaro Colom Caballeros, invitato dal Presidente di Cuba, Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, ha iniziato questo lunedì 16 febbraio una visita ufficiale nell’Isola. Il suo soggiorno a Cuba contribuirà al rafforzamento dei vincoli storici d’amicizia e cooperazione che uniscono i due paesi. Il presidente del Guatemala sosterrà conversazioni ufficiali con il compagno Raúl e visiterà luoghi d’interesse economico, sociale e storico. (Traduzione Granma Int.). Michelle Bachelet, Presidentessa del Cile, è giunta a L’Avana di Deisy Francis Mexidor- Granma Internacional Proveniente dall’Honduras è giunta a L’Avana, nella notte di martedì 10, la Presidentessa della Repubblica del Cile, Michelle Bachelet Jeria, che è stata ricevuta ai piedi della scaletta dell’aereo, nell’aeroporto internazionale José Martí, dal Primo Vicepresidente di Cuba, José Ramón Machado Ventura. L’arrivo della presidentessa ha dato inizio alla sua visita ufficiale nell’Isola, che si estenderà sino al prossimo 13 febbraio, come risposta all’invito del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente di Cuba. Michelle Bachelet è accompagnata da una numerosa delegazione, integrata da più di cento persone, ha detto parlando alla stampa, che include ministri del suo gabinetto, parlamentari, uomini d’affari, personalità della, cultura e altri. “Il proposito è fomentare l’integrazione regionale e il dialogo politico”, ha sottolineato ed inoltre ha segnalato che la sua presenza è motivata dall’inaugurazione della XVIII Fiera Internazionale del Libro, dedicata al Cile, ed ha dichiarato di sentirsi contenta perchè dopo tanti anni - 37 per l’esattezza – un presidente cileno viene a Cuba. Oggi mercoledì, Michelle Bachelet inizierà le sue attività nella capitale cubana ponendo una corona di fiori alla base del monumento a Martí, l'eroe cubano in Plaza de la Revolución. Nella sua fitta agenda di lavoro sono previste conversazioni ufficiali con Raúl e la visita di istituzioni d’interesse economico, culturale, storico e scientifico come i centri d’Ingegneria Genetica e Biotecnologia, e l’Internazionale di Ristrutturazione Neurologica (Traduzione Granma Int.)
10/02/09: giunge oggi a Cuba la Presidentessa del Cile Michelle Bachelet, Presidentessa della Repubblica del Cile, giungerà oggi a Cuba in visita ufficiale, rispondendo ad un invito del Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente di Cuba. La distinta visitatrice viaggia accompagnata da una numerosa delegazione formata da ministri, senatori, deputati, funzionari e uomini d’affari del suo paese. Questa visita contribuirà a rafforzare i vincoli d’amicizia e di cooperazione che esistono tra il Cile e Cuba. La Presidentessa svolgerà un fitto programma di attività che include conversazioni ufficiali con il compagno Raúl, l’inaugurazione della XVIII Fiera Internazionale del Libro, dedicata in questa occasione alla fraterna Repubblica del Cile e visite a luoghi d’interesse economico, scientifico, culturale e storico (Traduzione Granma Int.) DIECI ANNI DI HUGO CHÁVEZ IN VENEZUELA, TEMPO DI BILANCI di Gennaro Carotenuto (03 febbraio 2009) www.gennarocarotenuto.it Ha dimezzato la povertà e la disoccupazione in uno dei paesi più ricchi e ingiusti del mondo. Una straordinaria sollevazione popolare lo ha fatto sopravvivere ad un colpo di Stato organizzato da George Bush, da José María Aznar e dal Fondo Monetario Internazionale. Ha costruito un sistema mediatico equilibrato laddove aveva voce solo il “pensiero unico”, è stato il primo capo di stato a dire che il neoliberismo era un crimine e aveva fallito ed è stato uno dei padri dell’integrazione latinoamericana. Adesso, finita la bonanza degli alti prezzi del petrolio riuscirà a mantenere la promessa di un Socialismo del XXI secolo? continua RAUL CASTRO IN VISITA IN RUSSIA Raúl Castro Ruz e Dmitri Medvédev, presidenti rispettivamente di Cuba e Russia, hanno firmato ieri 30/01/09 al Cremlino un Memorandum d'intesa sui principi di collaborazione strategica in molteplici settori. Sono stati firmati inoltre 34 accordi bilaterali in materia economica, commerciale e dei trasporti.
Chávez e Lugo: restituire a Cuba il territorio illegalmente occupato Il Presidente del Venezuela Hugo Chávez ed il presidente del Paraguay Fernando Lugo hanno chiesto, in Brasile, l’immediata restituzione a Cuba del territorio illegalmente occupato dagli Stati Uniti a Guantánamo. Intervenendo durante il Foro Sociale Mondiale, che si sta svolgendo nella città Di Belém, in Brasile, nello Stato di Pará, Hugo Chávez ha detto che il governo di Washington, dopo aver deciso la chiusura del carcere che opera nella Base Navale, deve riconsegnare all’Isola l’area occupata, ha reso noto l’agenzia inglese Reuters. Fernando Lugo ha sottolineato che Guantánamo è territorio cubano e deve ritornare alle radici di questo popolo libero che da 50 anni dimostra che non esiste potere esterno capace di piegarlo. Il presidente del Paraguay ha elogiato la traiettoria della Rivoluzione cubana ed ha definito insufficiente la decisone adottata dal nuovo presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, in relazione alla base navale di Guantánamo, ha reso noto l’agenzia Prensa Latina. Sino a domenica 1 febbraio continueranno i dibattiti del Foro Sociale Mondiale al quale partecipano circa 100.000 delegati di 150 paesi. Oltre alla deplorevole situazione ecologica del pianeta, l’incontro esamina altre questioni d’interesse internazionale come la crisi economica, finanziaria e alimentare, in contrapposizione alle posizioni difese dalle grandi potenze nel Foro di Davos, in Svizzera (Traduzione Granma Int.). CUBA HA REALIZZATO QUASI LA META' DEI PROGETTI SUD-SUD DEL 2007 Parlare di cooperazione sud-sud significa parlare di Cuba. Di 1480 progetti di cooperazione bilaterale che si sono sviluppati in America Latina nel 2007, quasi la metà sono state iniziative create da Cuba. Questa è la conclusione del Secondo documento della Cooperazione sud-sud in America Latina, elaborato dalla Segreteria Generale Iberoamericana (SEGIB) che è stato presentato a Madrid dopo essere stato discusso nella scorsa Riunione Iberoamericana di El Salvador. Il restante 55% dei progetti sono stati approntati dai principali paesi della regione: Messico, Argentina, Cile, Venezuela, Colombia e Brasile. (fonte: El Pais on line) La Bolivia ha detto SÌ “La rifondazione è in marcia”, ha detto Evo PL - Il presidente Evo Morales ha dichiarato parlando dal balcone del Palacio Quemado che è già in marcia la rifondazione della Bolivia, riferendosi alla vittoria nelle urne della nuova costituzione votata dalla maggioranza dei cittadini con un chiaro SÌ. continua Fidel, Cristina e Barack, che il pugno degli Stati Uniti diventi una mano tesa verso l’America latina di Gennaro Carotenuto www.gennarocarotenuto.it Che il presidente della Repubblica argentina, Cristina Fernández de Kirchner, scelga di andarsene a Cuba il giorno dell’insediamento del Presidente degli Stati Uniti e incontri l’influente pensionato Fidel Castro, che da settimane la solita grande stampa dava in coma o già morto, e lo trovi in ottime condizioni, è di per sé una notizia. continua SARÀ OBAMA, LO STATUNITENSE CHE ACCETTERÀ RELAZIONI PARITARIE CON L’AMERICA LATINA? di Gennaro Carotenuto www.gennarocarotenuto.it Comincia una nuovo governo nel paese del nord che ha sempre trattato il Continente ribelle come il cortile di casa. Nonostante i mille colpi di Stato, le mille dittature, i desaparecidos, la Scuola delle americhe e le spoliazioni economiche, l’ultimo decennio ha dimostrato che gli Stati Uniti non sono mai riusciti a domare l’America latina e trasformarla, come avrebbero voluto, in una colonia. continua RAUL CASTRO E CRISTINA FERNANDEZ DE KIRCHNER FIRMANO ACCORDI CUBA-ARGENTINA I presidenti di Cuba e Argentina hanno firmato oggi importanti accordi in materia di immigrazione, di cooperazione nell'area di promozione commerciale e tecnologica e in materia di commercio internazionale. Sono stati firmati anche memorandum d'intesa nell'ambito della prevenzione dei disastri, nell'uso pacifico del nucleare negli ambiti sanitari e civili, nella cooperazione tecnica in agricoltura, pesca, alimenti, e biotecnologia. E' stato sottoscritto inoltre un atto che comprende la produzione congiunta di medicinali (soprattutto antiretrovirali e oncologici), in materia di uso razionale dell'energia e sviluppo delle energie rinnovabili, di assistenza tecnica nell'ambito minerario e geologico e per la creazione del Centro argentino-cubano di biotecnologia applicata nello sviluppo di farmaci e vaccini.
EL SALVADOR: SECONDO I PRIMI DATI UFFICIALI IL FMLN VINCE LE ELEZIONI LEGISLATIVE TeleSur- I primi dati preliminari nelle elezioni legislative in El Salvador danno la vittoria al Frente "Farabundo Martí" per la Liberazione Nacional (FMLN), partito all’opposizione sinora, con il 42,3% dei voti contro il 39,5 % di Alianza Republicana Nacionalista (Arena) partito di destra. Con 3.214 seggi processati cioè il 50,8% del totale, il FMLN ha ottenuto 489.030 voti, contro i 437.561 del partito Arena, ha comunicato il Tribunale Elettorale di El Salvador. In queste elezioni sono in lizza 84 nomine nell’Assemblea Legislativa e 20 per il Parlamento Centroamericano (Parlacen). Le proiezioni indicano che il FMLN avrà nel nuovo Congresso almeno 37 deputati e che ARENA ne perderà 1, restando con 33. Il resto dei partiti minori avrà 14 deputati, quattro meno della precedente legislatura, dicono i calcoli preliminari. Per ciò che riguarda le elezioni municipali, il FMLN ha proclamato, la notte di domenica 18, d’aver conquistato almeno 85 dei 262 municipi ed ha rivendicato d’essere la prima forza politica del paese. “Abbiamo ottenuto una votazione storica per il FLMN, che ci ha dato più deputati e più municipi”, ha detto il portavoce del partito, Sigrido Reyes. Nella capitale ha vinto il candidato di ARENA, Norman Quijano, che ha posto fin alla gestione di Violeta Menjívar, che aspirava alla rielezione, ma il FMLN ha strappato ad Arena i municipi di Usulután, La Unión e Zacatecoluca, e Santa Tecla, vincendo anche sugli altri partiti del paese. ARENA pur vincendo nella capitale e ad Ahuachapán, San Vicente e Sensuntepeque, ha perso Izalco, un emblematico municipio dove ha sempre iniziato le sue campagne elettorali dal 1982. 4,2 milioni di cittadini di El Salvador sono chiamati a votare di nuovo il 15 marzo, per eleggere il nuovo presidente e il vice presidente del paese (Traduzione Granma Int.). A L’Avana la Presidentessa dell’Argentina AIN - Cristina Fernández de Kirchner, Presidentessa dell’Argentina, è giunta nella capitale cubana in visita ufficiale, invitata da Raúl Castro, presidente di Cuba. Nell’aeroporto Internazionale José Martí, la capo di Stato argentina, ha ricevuto il saluto di Felipe Pérez Roque, ministro degli Esteri, e di una Rappresentazione dell’ambasciata del suo paese nell’Isola. Il soggiorno di Cristina Fernández de Kirchner nell’Isola, che contribuirà a rafforzare i vincoli d’amicizia e cooperazione tra i due popoli, si estenderà sino a mercoledì 21. Lunedì 19 la Presidentessa renderà omaggio all’Eroe Nazionale cubano José Martí in Plaza de la Revolución, e sarà quindi ricevuta dal Generale d’Esercito Raúl Castro, con il quale sosterrà conversazioni ufficiali; successivamente saranno firmati accordi tra le due nazioni. Questa è la prima occasione in cui la presidentessa argentina visita l’Isola ed è accompagnata da una numerosa delegazione composta da governatori, ministri di governo, legislatori, funzionari e imprenditori del suo paese. Le relazioni tra Cuba e Argentina sono state ristabilite nel maggio del 1973 e le due Repubbliche mantengono cordiali vincoli politici e diplomatici. In Cuba hanno studiato 330 giovani argentini, tra i quali 327 si sono laureati al massimo livello - 231 in medicina. Storicamente la Repubblica Argentina ha offerto il suo sostegno a Cuba nella votazione sulla Risoluzione contro il blocco nella ONU e per l’ingresso nel Consiglio dei Diritti Umani e Cuba ha sempre solidarizzato con l’Argentina nel suo giusto reclamo per la sovranità sulle Isole Malvine (Traduzione Granma Int.).
Bolivia e Venezuela rompono le relazioni diplomatiche con Israele 16 gennaio '09 - www.granma.cu (PL) Bolivia e Venezuela hanno rotto mercoledì 14 le relazioni diplomatiche con Israele per l’aggressione contro il popolo palestinese di Gaza, che è già costato più di 1000 morti e almeno 4600 feriti. PL ha informato che il presidente boliviano, Evo Morales, ha fatto l’annuncio durante il saluto del corpo diplomatico accreditato a La Paz, dicendo: “La Bolivia aveva relazioni diplomatiche con Israele, ma di fronte a questi gravi fatti, veri attentati alla vita e contro l’umanità, la Bolivia rompe le relazioni diplomatiche con Israele. Morales ha precisato che presenterà una denuncia contro lo Stato d’Israele presso la Corte Penale Internazionale, per i fatti avvenuti nella Striscia di Gaza, ha detto TeleSur ed ha convocato con urgenza un’assemblea generale straordinaria delle nazioni unite per emettere un voto di condanna per l’aggressione sionista contro i palestinesi. Un comunicato del Ministero degli Esteri del Venezuela ha reso nota la notizia d’una rottura tra Caracas e Tel Aviv, definendo un genocidio brutale gli attacchi dell’esercito sionista. Il Governo venezuelano aveva deciso lo scorso 6 gennaio di espellere l’ambasciatore d’Israele, Shlomo Cohen, e una parte del corpo diplomatico da Caracas. 18/01/09, ARRIVA A CUBA CRISTINA FERNANDEZ DE KIRCHNER, PRESIDENTE DELL'ARGENTINA Cristina Fernández de Kirchner, Presidente dell'Argentina, è arrivata oggi a Cuba. Ricevuta all'aeroporto de L'Havana dal Ministro degli esteri cubano Felipe Pérez Roque, incontrerà il Presidente Raúl Castro lunedì, oltre a rendere omaggio nella Piazza della Rivoluzione al monumento a José Martí. La sua presenza a Cuba contribuirà a stringere i vincoli d’amicizia e di cooperazione che caratterizzano le relazioni tra i governi e i popoli delle due nazioni. La Presidentessa argentina si riunirà con altri dirigente cubani e visiterà luoghi d’interesse storico, economico e sociale. GAZA NON È SOLA: ENTRANO DA RAFAH GLI AIUTI UMANITARI VENEZUELANI di Gennaro Carotenuto (16 gennaio 2009) fonte www.gennarocarotenuto.it Stamane, venerdì, dalla frontiera di Rafah tra l’Egitto e la Striscia di Gaza, utilizzando le tre ore di tregua quotidiana sono entrati gli aiuti umanitari inviati dalla Repubblica bolivariana del Venezuela. Sono 12.5 tonnellate di alimenti, medicine, coperte, attrezzature ospedaliere che hanno avventurosamente viaggiato per 27 ore da Caracas fino ad arrivare a Gaza a dimostrare che la solidarietà internazionalista è viva e non conosce frontiere né guerre. La stampa mondiale ha finora parlato solo per condannare la rottura delle relazioni diplomatiche della Bolivia prima e del Venezuela poi con lo stato d’Israele come segno di protesta contro i bombardamenti a Gaza e adesso non registra gli aiuti umanitari che dall’America latina giungono al popolo palestinese. Ma al momento della chiusura di questo articolo una colonna di camion con le bandiere venezuelana e della mezza luna rossa sta avanzando lentamente tra le strade distrutte della Striscia. La quantità inviata dal Venezuela è una goccia nel mare delle esigenze alimentari e mediche del milione e mezzo di prigionieri della Striscia di Gaza. Ma piano piano anche queste gocce nel mare, oltre ad avere un significato simbolico, cominciano ad averlo anche pratico. Con gli aiuti venezuelani sono entrate stamane a Gaza anche 37 tonnellate di aiuti donati da un’organizzazione caritatevole presieduta dal Re del Bahrein e quasi mille tonnellate di aiuti, 300 medici, e circa 700 alimentari si stanno accatastando nel capoluogo della provincia egiziana di confine, la città di Ouga in attesa che ci siano le condizioni di sicurezza per essere fatte entrare nella Striscia. Da quando è iniziato il blocco di Gaza, secondo Prensa latina, che ha accompagnato il viaggio che da Caracas ha fatto scalo a Fortaleza, Dakar e Algeri, sono entrati a Gaza poco meno di 30.000 tonnellate di aiuti, delle quali un 10% di aiuti medici ma quelli venezuelani sono i primi aiuti americani a Gaza. La maggior parte dei convogli umanitari infatti giunge dai paesi arabi e musulmani e da paesi come la Russia e il Belgio. Un secondo aereo C-130 venezuelano con 80 tonnellate di aiuti è atteso questa stessa settimana.
50° ANNIVERSARIO DELLA RIVOLUZIONE CUBANA La Rivoluzione cubana compie 50 anni e non li dimostra continua stralci dell'intervento di Andrea Giovenali su Granma Internacional CORREA:"CUBA E' LA VERA LIBERTA' E IL DESTINO DELL'AMERICA LATINA" continua di Gennaro Carotenuto, www.gennarocarotenuto.it “Siamo onorati di stare in questa terra piena di dignità” ha affermato Rafael Correa giungendo a L’Avana Miriela Fernández Lozano“Siamo molto contenti di stare nella fraterna Repubblica di Cuba, celebrando con voi il 50º Anniversario della Rivoluzione, assieme all’eroico popolo cubano. Siamo onorati di stare in questa terra piena di solidarietà, di latino-americanismo, di dignità”. Queste sono state le parole di una breve dichiarazione alla stampa fatta da Rafael Correa, presidente del Ecuador, giungendo nella notte di mercolèdi 7 nella capitale cubana, invitato dal Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente di Cuba. Alle 22.40 circa, sotto una pioggia incessante, Correa è stato ricevuto all’aeroporto José Martí da Rodrigo Malmierca, Ministro agli Investimenti stranieri e la Collaborazione economica e dal viceministro degli Esteri, Alejandro González. Durante questa sua prima visita ufficiale, che dimostra l’interesse di continuare nel cammino ascendente delle relazioni bilaterali e la cooperazione, il capo dello Stato ecuadoriano terrà conversazioni ufficiali con il presidente Raúl Castro. Nei suoi tre giorni di soggiorno cubano, Correa sarà ricevuto da Ricardo Alarcón, Presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular; terrà una conferenza magistrale nell’Aula Magna dell’Università de L’Avana e incontrerà gli studenti del suo paese nella ELAM, la Scuola Latinoamericana di Medicina. Accompagnano il presidente Correa il ministro degli Esteri Fander Falconí, d’Educazione, Raúl Vallejo; della Sanità, Caroline Chang, tra gli altri. Nel 2006 Correa aveva visitato l’Isola in occasione dell’Incontro Internazionale su Globalizzazione e Problemi dello Sviluppo (Traduzione Granma Int.).
Oggi a Cuba il presidente dell’Ecuador, Rafael Correa 7/01/09 PL - Il presidente ecuadoriano, Rafael Correa, giungerà oggi in Cuba in visita ufficiale per rafforzare i vincoli bilaterali e la cooperazione nei temi della sanità, l’educazione, il risparmio energetico, la scienza e tecnologia, dice una nota ufficiale. Accompagnato dal suo ministro degli esteri, Fander Falconí e da vari ministri, Correa incontrerà a L’Avana il suo omologo cubano, Raúl Castro e il presidente dell’Assemblea Nazionale del Poder Popular (il Parlamento), Ricardo Alarcón, tra i vari dirigenti cubani, precisa la fonte. Questo è il primo viaggio all’estero del presidente Correa nel 2009, nel quale si prevede di rafforzare il posizionamento geopolitico dell’Ecuador e di rafforzare i vincoli nei settori della sanità, l’educazione, il risparmio energetico, la scienza, la tecnologia e la gestione dei rischi, dice un comunicato del ministero degli esteri. Durante la visita, che durerà sino a sabato 10, le parti firmeranno alcuni strumenti bilaterali in cooperazione scientifica, gestione dei rischi, educazione sanità, sport ed economia, dice ancora la nota ufficiale. Il capo di Stato ecuadoriano terrà anche una conferenza nell’Università de L’Avana su “L’inflazione latino americana e la crisi finanziaria internazionale”, e percorrerà i Laboratori Biologico Farmaceutici LABIOFAM e il Centro di Ingegneria Genetica e Biotecnologia. Inoltre incontrerà i giovani dell’Ecuador che studiano medicina nella ELAM, la Scuola Latinoamericana di Scienze mediche, da dove trasmetterà il suo abituale saluto radiofonico del sabato. Annunciando questo viaggio alcuni giorni fa, Rafael Correa ha segnalato la coincidenza della sua presenza in Cuba quando domani si compirà mezzo secolo dall’entrata trionfale del Comandante in Capo, Fidel Castro e dell’Esercito Ribelle a L’Avana. La delegazione dell’Ecuador è formata dai ministri degli Esteri, della Politica, Sanità, Educazione, Cultura, Elettricità ed Energie Rinnovabili, Agricoltura e Allevamento del bestiame, Acqua - Cultura e Pesca, Lavoro Produzione e Sport (Traduzione Granma Int.) Il Venezuela ha espulso l’ambasciatore d’Israele per l’aggressione a Gaza 7 gennaio '09 - www.granma.cu (PL) Il governo del Venezuela ha espulso da Caracas l'ambasciatore d’Israele per l'aggressione di questo paese nella Striscia di Gaza, che ha già provocato centinaia di morti tra la popolazione civile palestinese. La decisione include l’espulsione di una parte del personale diplomatico della missione, dice un comunicato del ministro degli esteri che ha reiterato la sua condanna dell'aggressione di Tel Aviv nei territori occupati. Il documento spiega che la missione del Venezuela presso l'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU), con quelle di altri paesi, sta esortando il Consiglio di Sicurezza a prendere forti e rapide le misure contro gli aggressori. Precedentemente il ministero degli Esteri aveva divulgato un comunicato nel quale manifestava la sua intenzione d’aprire un ponte aereo per aiutare la popolazione di Gaza, con la cooperazione di organizzazioni internazionali e di paesi del Medio Oriente e latinoamericani. Il presidente Hugo Chavez ha fatto un appello, martedì 6, perchè si giudichino nella Corte Penale Internazionale il primo ministro israeliano, Ehud Olmert, ed il presidente nordamericano, George W. Bush, per la sua complicità negli attacchi contro la Striscia di Gaza. Incontro ufficiale tra il Presidente di Panamá e Raúl Castro Martín Torrijos Espino, Presidente della Repubblica di Panamá eil Presidente cubano Raúl Castro si sono incontrati questo lunedì 5/01/09 nel Palazzo della Rivoluzione. Entrambi hanno sottolineato il positivo sviluppo delle relazioni politiche ed economiche tra i due paesi. Al suo arrivo nell’aeroporto de L’Avana, Torrijos ha dichiarato che è sempre un privilegio stare a Cuba, soprattutto in momenti così significativi per il popolo cubano e per l’America Latina "Siamo stati mutuamente solidali in momenti tanto difficili per Cuba e per Panama e per questo veniamo a reiterare la nostra amicizia, in questo momento, all’inizio dell’anno e commemorando i 50 anni della Rivoluzione". Discorso pronunciato dal Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri della Repubblica di Cuba, Generale dell'Esercito Raúl Castro Ruz, nella cerimonia per il 50° anniversario del trionfo della Rivoluzione effettuato in Santiago di Cuba, il 1 gennaio 2009, "Anno del 50esimo anniversario del trionfo della Rivoluzione". continua CUBA Cinquant'anni dopo lo sbarco, la Revolución di Gianni Minà, tratto da Il Manifesto (30/12/08) Quella notte del 1° gennaio 1959 in cui Fulgencio Batista, il dittatore che governava Cuba con la complicità della mafia italo-americana, fuggì a Santo Domingo con un aereo carico di dollari nessun politologo o editorialista Usa si azzardò a presagire che il movimento di liberazione di Fidel Castro, Che Guevara, Camilo Cienfuegos che era riuscito a cacciare quell'ex sergente sadico e torturatore, avrebbe guidato per decenni l'isola dei Caraibi, da sempre la più ambita dagli Stati uniti. continua ATTACCO DI ISRAELE A GAZA: Dichiarazione del Governo Rivoluzionario CUBA: SUPERATO IL RECORD DI 2.319.000 TURISTI Per il quinto anno consecutivo si supera la cifra di 2 milioni di turisti. Si stima di chiudere il 2008 con la cifra di 2.350.000 turisti, ha dichiarato all'Asamblea Nacional del Poder Popular il titolare del MINTUR (Ministero del turismo) Manule Marrero. Nonostante il pesante impatto subito dai recenti uragani, la tendenza positiva non si è arrestata. L’Isola al 20º posto per il benessere infantile su 137 paesi 23 dicembre '08 - www.granma.cu (AIN) Nel mondo muore un bambino ogni 30 secondi prima di compiere i cinque anni d’età, assicura l’organizzazione Save the Children (Salvate i bambini), che ha presentato di recente la sua scala di benessere infantile, nel quale ha posto Cuba al 20º posto, su 137 paesi. L’indice di sviluppo infantile analizzato comprende il periodo dal 2000 al 2006. Gli indici sono la mortalità e la denutrizione dei minori di cinque anni e la quantità di bambini che non frequentano le suole elementari. Nell’ordine, precedono Cuba: Giappone, Spagna, Canada, Italia, Finlandia, Islanda, Francia, Regno Unito, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Belgio, Svezia, Lussemburgo, Austria, Australia, Danimarca, Irlanda e Svizzera. Gli Stati Uniti sono al 23º posto. Save the Children riconosce alcuni passi avanti in America Latina, nei Caraibi, in Medio Oriente e nel nord dell’Africa, che hanno ridotto sostanzialmente la mortalità infantile prima dei cinque anni. Questa ONG, che ha sede in Inghilterra ed altre similari in un centinaio di nazioni, ha presentato relazioni simili nei periodi 1990-’94 e 1995-88 su 118 paesi rispettivamente, basandosi sui tre indici menzionati. A Cuba le navi della Marina da Guerra della Federazione russa Nella mattina di oggi, venerdì 19, sono arrivate a L’Avana un gruppo di navi della Marina da Guerra della Federazione Russa. Il distaccamento navale fa parte del gruppo di navi che ha partecipato nei giorni scorsi a manovre congiunte con la marina militare venezuelana. Le navi russe resteranno nella rada cubana sino al prossimo martedì 23 dicembre. Durante la loro permanenza nel porto, l’equipaggio svolgerà un piano di attività che includono la visita di cortesia al Capo della Marina da Guerra Rivoluzionaria, nella sede dell’Assemblea Provinciale del Poder Popular, una visita all’Accademia Navale Granma e altri luoghi d’interesse storico e culturale. Durante la permanenza, le navi potranno essere visitate dai cubani. vedi le immagini Raúl e Lula presiedono le conversazioni ufficiali tra Cuba e BrasileLe conversazioni ufficiali tra le delegazioni di Cuba e del Brasile, guidate dal presidente di Cuba, Raúl Castro Ruz e dal presidente della Repubblica Federativa del Brasile, compagno Luiz Inácio Lula da Silva, sono iniziate nella mattina del 18 dicembre, nel Palazzo di Planalto, sede del Governo brasiliano, come parte della visita che il presidente cubana svolge nel paese sudamericano. Lo scambio franco e fraterno ha cartterizzato le conversazioni nelle quali i due capi di Stato hanno espresso la loro soddisfazione per la crescita delle relazioni bilaterali in tutti i settori e soprattutto in quelli politico ed economico, con chiare prospettive di un futuro sviluppo accelerato. Tra i temi di carattere regionale toccati, va segnalato quello riferito all’integrazione e allo sviluppo dell’America Latina e dei Caraibi. Raúl si è congratulato ancora una volta con il compagno Lula per il positivo Vertice che con queeto obiettivo si è appena svolto a Costa de Sauípe, nello Stato di Bahía, dove si sono svolti con lo stesso successo anche i Vertici del Mercato Comune del Sud, l’Unione delle Nazioni del Sud e il Gruppo di Río. Raúl Castro ha segnalato l’importante ruolo che disimpegnano il Brasile e il suo presidente nello svolgimento di questi importantissimi obiettivi, dai quali dipende in grande misura il futuro della regione. Il presidente Lula ha espresso la sua soddisfazione nel ricevere il collega cubano in Brasile ed ha ripetuto d’essere molto soddisfatto per l’entrata di Cuba, come membro pieno, nel Gruppo di Río, anche perchè questo e avvenuto in Brasile. Lula ha anche sottolineato la condanna del popolo e del governo del Brasile al blocco imposto dagli Stati Uniti a Cuba e la decisione di lavorare in tutti i Vertici, unendo gli sforzi della regione intera, per ottenerne l’eliminazione (Traduzione Granma Int.) Il presidente Raúl Castro: visita ufficiale in Venezuela Il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Presidente di Cuba, ha iniziato ieri una visita ufficiale nella fraterna Repubblica Bolivariana del Venezuela. Questa visita ha contribuito ad approfondire le già eccellenti relazioni politiche ed economiche che esitono tra i due popoli e i due Governi. Ogni giorno il Venezuela invia a Cuba 100mila barili di petrolio ricevendo in cambio medici cubani e specialisti sportivi che vengono impegnati dal 2003 nei programmi sociali che sostengono la popolazione venezuelana. In materia energetica, l'industria petrolifera di stato del venezuela PDVSA ha investito 166 milioni di dollari per riammodernare l'impianto di raffinazione di Cienfuegos a Cuba. Il presidente Raúl andrà poi in Brasile per partecipare al Vertice dell’America Latina e dei Caraibi su “Integrazione e Sviluppo” che si svolgerà a Salvador de Bahía, il 16 e 17 dicembre (Traduzione Granma Int.). Cuba denuncia alle Nazioni Unite la protezione di un terrorista da parte degli Stati Uniti Nazioni Unite
10 dicembre '08 - www.granma.cu (PL) Cuba ha denunciato al Consiglio di Sicurezza dell'ONU che l'attuale amministrazione repubblicana USA ha raggiunto estremi davvero vergognosi al fine di proteggere il famoso terrorista anticubano Luis Posada Carriles. In un dibattito aperto sul tema del terrorismo , la delegazione statunitense ha provato a difendersi dalle accuse sostenendo che il governo del Presidente George W. Bush ha preso provvedimenti contro Posada. Considerato come il più noto terrorista dell'emisfero occidentale, Posada è voluto dalla giustizia a Cuba e in Venezuela per l'esplosione in volo di un aereo di linea cubano, nel 1976, che uccise le 73 persone a bordo. In risposta alle argomentazioni americani, il consigliere della missione cubana, Rodolfo Benitez, ha denunciato che le autorità di Washington hanno deciso di lasciare libero Posada, che mantiene i contatti, a Miami, con altri elementi terroristi. "A nulla vale cercare di nuovo di coprire le apparenze, quando la realtà davanti a tutti è che il governo degli Stati Uniti ha raggiunto estremi davvero vergognosi al fine di proteggere questo terrorista" ha detto Benitez. Secondo il diplomatico cubano, l'agire del governo degli Stati Uniti nel caso Posada Carriles "è la più chiara dimostrazione della sua doppia morale e una evidente inganno sulla sua presunta lotta contro il terrorismo". Benitez ha segnalato che il caso di Posada Carriles è il più conosciuto, ma non è l'unico, e ha denunciato che a Miami e in altre città degli Stati Uniti si organizzano e raccolgono fondi per realizzare atti terroristici nella più totale impunità. "In un contesto aperto e operativo è stato di norma con i conti bancari che finanziano il terrorismo, i terroristi sono assunti, consentendo l'acquisizione di armi e l'uso del territorio a coloro che pianificano e commettere atti contro Cuba", ha detto. Il diplomatico cubano ha detto che il suo paese sollecita, ancora una volta, il Consiglio di Sicurezza a valutare l'ampia e dettagliata informazione presentata in materia e ad agire di conseguenza. "Questo potrebbe contribuire agli sforzi per porre fine all'impunità di cui godono, in territorio USA, coloro che hanno realizzato e ancora pianificano ulteriori azioni terroristiche contro Cuba". INAUGURATA LA DECIMA RIUNIONE INTERPARLAMENTARE CUBA-MESSICO
La decima riunione interparlamentare Cuba-Messico è stata inaugurata questo lunedi 8/12/08 presso la sede della Camera dei Deputati a Città del Messico, con l'impegno di entrambi i paesi di rafforzare i legami di cooperazione. Questa assemblea si verifica in un contesto di piena normalizzazione delle relazioni bilaterali e alla vigilia del 50 ° anniversario della Rivoluzione cubana. III VERTICE CUBA-CARICOM, 8 dicembre 2008, Santiago de Cuba Le parole di chiusura del Presidente Raúl Castro
Stimati amici e colleghi: La decisione adottata dai leaders di CARICOM di decorare Fidel con l’Ordine Onorario della Comunità dei Caraibi è testimone dei vincoli di fraternità e solidarietà che condividono i popoli dei Caraibi e Cuba ed io ringrazio a nome del compagno Fidel per questo alto e distinto onore. Noi cubani sentiamo un profondo apprezzamento e un grande orgoglio per questo riconoscimento dato al leader della nostra Rivoluzione. È un atto che impegna sempre più la nostra lealtà e la nostra gratitudine con l’eredità e le radici dei Caraibi. Abbiamo deliberato con profondità e piena coscienza sulle nostre responsabilità. Lo scambio sostenuto conferma l’impegno comune a favore d’una maggior integrazione dei Caraibi. Riafferma anche il mutuo riconoscimento degli importanti risultati ottenuti per mezzo della cooperazione negli ultimi sei anni. La dichiarazione di Santiago di Cuba che abbiamo adottato raccoglie in giusta misura i sentimenti che ci animano e le maggiori preoccupazioni sul mondo in cui ci tocca vivere, le priorità nelle quali c’impegneremo nei prossimi anni e il nostro impegno rinnovato di continuare a collaborare attivamente. Il suo testo è un fedele riflesso di quello che qui è stato espresso ed è avvenuto. Entusiasma la prospettiva di riunirci nuovamente tra tre anni a Trinidad y Tobago, e di continuare la pratica d’incontrarci per parlare delle preoccupazioni comuni ed ampliare le nostre relazioni. Ancora una volta voglio sottolineare la volontà del popolo e del governo cubani di continuare a stringere i vincoli con le fraterne nazioni dei Caraibi, di rafforzare la cooperazione nella misura delle nostre possibilità, di lavorare per una maggior integrazione e di condividere la difesa degli interessi comuni. Tra pochi giorni festeggeremo in questa stessa città il primo mezzo secolo di esistenza della Rivoluzione cubana. Senza quell’episodio trascendentale della nostra storia, della storia dei Caraibi dell’America, non sarebbe possibile spiegare i nostri vincoli di solidarietà con tanti popoli del mondo. Sotto la guida del compagno Fidel Castro, per cinque decenni e di fronte alla permanente ostilità degli Stati Uniti, il popolo cubano ha coltivato una vocazione di solidarietà caraibica e terzomondista; ha fatto sua la causa dei poveri, degli sfruttati e dei dimenticati; ha lottato a favore di un mondo di giustiziai e per il diritto dei popoli di scegliere il loro proprio destino e la loro strada per lo sviluppo. Santiago di Cuba si è onorata con la vostra presenza ed è stata felice d’accogliervi in questa importante occasione. Chiudendo il III Vertice CUBA-CARICOM vi chiedo di trasmettere ai popoli che rappresentate il più caldo saluto dei loro fratelli cubani da questa storica città dell’oriente della nostra Isola, impegnata come tutto il paese, a superare i danni economici attuali, a realizzare lo sviluppo e continuare a difendere a qualsiasi prezzo il diritto alla giustizia e alla dignità piena dell’uomo. Molte grazie (Traduzione Granma Int.). CUBA E CARICOM SI RIUNISCONO A SANTIAGO DE CUBA
Per approfondire le loro relazioni di cooperazione e individuare nuove iniziative nei settori socio-economici, a partire da questo Lunedi 8 dicembre si terrà a Santiago de Cuba il terzo vertice tra Cuba e i 14 Stati membri della Comunità dei Caraibi (CARICOM). Il tema centrale del grande evento sarà "La cooperazione per l'ulteriore integrazione dei Caraibi". In questa sede saranno discusse le posizioni di Cuba e della CARICOM in vista del prossimo vertice per l'integrazione e lo sviluppo dei paesi dell'America latina e dei Caraibi, convocato dal Brasile. Associazioni imprenditoriali USA chiedono ad Obama di eliminare il blocco contro Cuba L'ATTORE STATUNITENSE SEAN PENN INTERVISTA RAUL CASTRO
Leggi ampi stralci dell'intervista (fonte Liberazione) continua L’Avana, un’altra volta capitale del cinema latinoamericano
Con la proiezione del film argentino “Leonera”, di Pablo Trapero, s’inaugura oggi nel teatro Karl Marx il 30º Festival Internazionale del Nuevo Cine Latinoamericano. Questo film compete nella sezione di fiction assieme ad altri 19 lungometraggi di sette paesi. Presentata l’anno scorso nel Festival di Cannes, la pellicola parla della maternità in uno contesto strano ed ostile di un carcere ed è stata filmata in varie prigioni argentine. Un totale di 114 opere di distinto genere di una dozzina di paesi, 19 cortometraggi, 22 opere prime, 29 documentari e 24 animati sono in concorso per i coralli nelle rispettive categorie. Il Festival inoltre ha sedi sparse nelle restanti province del paese (Traduzione Granma Int.) Cuba presenta il tasso di HIV/AIDS più basso dei Caraibi
PL - Cuba registra un tasso di prevalenza di VIH/SIDA dello 0,1%, il più basso dei Caraibi, ha assicurato la dottoressa Rosaida Ochoa, direttrice del Centro Nazionale di Prevenzione della malattia. “Nell’Isola è ridotta la mortalità per malattie relazionate con il SIDA(Sindrome di Immuno deficienza acquisita) e la trasmissione madre-figlio è infima, mentre l’epidemia aumenta in forma sostenuta soprattutto tra la popolazione maschile”, ha segnalato alla stampa la specialista. “Sino ad oggi l’80% dei sieropositivi cubani sono maschi e tra loro l’85% fa sesso con lo stesso sesso” ha specificato la dott. Ochoa. La capitale e la sua provincia sono le zone più colpite e attualmente sono 8.607 le persone che vivono con l’infezione. “Più di tremila ricevono il trattamento antiretrovirale seguendo le indicazioni internazionali, completamente gratis”, ha segnalato il Dottor Manuel Hernández, vicedirettore del centro. “Quest’anno sono stati identificati 150 casi nuovi e sono stati realizzati 1,7 milioni di test diagnostici”. Hernández ha segnalato il programma nazionale di prevenzione che il paese sviluppa sin dall’inizio dell’epidemia, che prevede valutazioni, formazione e consigli a tutta la popolazione e soprattutto alle persone portatrici del virus e i gruppi vulnerabili. Inoltre ha risaltato il lavoro del centro - che compirà dieci anni d’attività - i progetti realizzati durante questo periodo per il miglioramento della qualità della vita degli infettati. Ha distinto la linea d’appoggio alle persone con VIH, una rete nazionale attiva in tutte le province e nei municipi che realizzano lavori di orientamento, sviluppo delle coscienze, conoscenza e programmi d’aiuto alla comunità colpita (Traduzione Granma Int.) Il SELA reclama l’eliminazione del blocco contro Cuba
PL - Il Consiglio Economico Latinoamericano (SELA) ha chiesto al presidente eletto negli Stati Uniti, Barack Obama, di porre fine al blocco che il suo paese mantiene da mezzo secolo contro l’Isola. Durante una sessione ministeriale che si è svolta a Caracas, i 27 membri delSELA hanno reclamato la fine di questa politica ostile contro Cuba e Washington potrebbe così onorare 17 risoluzioni approvate dalla ONU a favore de L’Avana. Nella dichiarazione “Fine del blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba”, i firmatari condannano energicamente l’applicazione di leggi extraterritoriali come la Helms-Burton, che dal 1966 approfondisce le ostilità della Casa Bianca contro L’Avana. Il documento assicura che è inaccettabile l’applicazione di misure coercitive unilaterali che danneggiano il benessere dei popoli. I partecipanti al Consiglio ministeriale si sono impegnati ad analizzare i danni che la politica degli Stati Uniti provoca al libero commercio della regione. Il testo di due pagine assicura che il blocco contro Cuba costituisce l’insieme delle sanzioni economiche più forte imposto da Washington, in accordo con la relazione ufficiale dell’Ufficio d’Auditoria degli USA, del novembre del 2007 (Traduzione Granma Int.) CIRCOLO DI COMO: RACCOLTA STRAORDINARIA "EMERGENZA URAGANI A CUBA", SIAMO A 4735 EURO SPAGNA-CUBA E DETENUTI: C'E' CROCE ROSSA E CROCE ROSSA? di Gennaro Carotenuto (fonte: www.gennarocarotenuto.it) La notizia la segnala il mio amico Pascual Serrano. Il governo spagnolo ha negato il permesso alla Croce Rossa Internazionale per visitare in carcere le persone condannate per gli attentati terroristici dell’ 11 marzo a Madrid. CONTINUA SI E' CONCLUSA L'EDIZIONE 2008 DELLA FESTA DI ITALIA-CUBA: SUCCESSO OLTRE LE PREVISIONI Si è chiusa domenica sera, 27 luglio, la nona edizione della Festa del Circolo di Italia-Cuba di Como: centinaia le persone che hanno affollato gli stand della manifestazione durante le tre serate. A breve verranno inserite le immagini e un report dell'evento. Intanto potete vedere i numeri estratti della Sottoscrizione a premi organizzata durante la Festa. SOTTOSCRIZIONE A PREMI FESTA ITALIA CUBA 2008: GUARDA I NUMERI ESTRATTI GUARDA LE IMMAGINI DELLA FESTA: GALLERIA IMMAGINI VARIE DELLA SERATA DI VENERDI' GALLERIA IMMAGINI VARIE DELLA SERATA DI SABATO GALLERIA IMMAGINI VARIE DELLA SERATA DI DOMENICA I viaggi proibiti a Cuba... Le nuove restrizioni sono state promosse dal rappresentante repubblicano David Rivera, approvate dalle due camere della Florida ed emanate, il 23 giugno, dal governatore Charlie Crist. CONTINUA Visita del vicepresidente russo a Cuba: soddisfazione per lo sviluppo dei vincoli con la Russia Carlos Lage, vicepresidente del Consiglio di Stato, ha detto che Cuba si sente soddisfatta per lo sviluppo dei vincoli con la Russia e spera che questi positivi rapporti si rafforzino ulteriormente. Lage ha incontrato a L’Avana, Igor Ivanovich Sechin, vicepresidente del Governo della Federazione della Russia e co-presidente della Commissione Inter-Governativa bilaterale per la collaborazione economica, commerciale e scientifico tecnica. Lage, che è segretario del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri, ha precisato che la selezione del vice capo del governo russo come co-presidente della Commissione citata è una chiara espressione della volontà della nazione euroasiatica di rafforzare i vincoli con l’Isola. “Questa missione è molto rappresentativa”, ha aggiunto, ed ha segnalato che: “esiste un capitale molto grande tra la Russia e Cuba, che non è in denaro ma è d’amicizia, d’affetto mutuo tra i due popoli, frutto delle relazioni esistite tra la URSS e l’Isola, che dura oggi e durerà sempre”. “L’Avana e disposta a lavorare attivamente a progetti che daranno più forza ai legami tra le due nazioni, andando sempre più avanti” ha detto ancora. Per la parte cubana erano presenti i membri del Burà Politico del PCC, Comandante della Rivoluzione Ramiro Valdés, Yadira García Vera e Jorge Luis Sierra, ministri dell’Informatica e le Comunicazioni, l’Industria Basica e il Trasporto, rispettivamente. La Russia è al decimo posto tra i soci commerciali di Cuba e il quinto tra i paesi dell’Europa; al termine del 2007 il commercio bilaterale aveva raggiunto i 363 milioni di dollari, mentre nel primo semestre di quest’anno ha già raggiunto i 207 milioni, con un incremento del 19,7%, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. (fonte Granma Internacional) Parlasur condanna la presenza della IV Flotta nelle acque sudamericane Il Parlasur, Parlamento del Mercato Comune del Sud, ha affermato che il ritorno nelle acque sudamericane della IV Flotta degli USA implicherà insicurezza e la militarizzazione dei conflitti nella regione. In una dichiarazione approvata nel secondo giorno di sessioni del Parlasur, i deputati del blocco hanno definito la decisione statunitense “inopportuna e non necessaria” perchè l’America Latina è una zona pacifica e democratica, capace di risolvere i suoi conflitti in forma negoziata e seguendo il principio del non intervento. Nell’incontro che si sta svolgendo a Montevideo, la capitale dell’Uruguay, i legislatori brasiliani hanno avvisato che la riattivazione di Washington della IV Flotta coincide con i grandi ritrovamenti di enormi riserve di petrolio di fronte alle coste del Brasile e altri deputati del Parlasur hanno segnalato che la decisione della Casa Bianca fa parte d’una politica di minacce degli Stati Uniti dirette ai processi rivoluzionari di paesi come Venezuela, Bolivia ed Ecuador. (Traduzione Granma Int.) CUBA: 55° ANNIVERSARIO DELL'ASSALTO ALLE CASERME MONCADA E CARLOS MANUEL DE CESPEDES Leggi il discorso pronunciato dal Presidente Raúl Castro .
DICHIARAZIONE DELL’ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PODER POPULAR La condanna della Direttiva del Ritorno europea Lo scorso 18 giugno il Parlamento Europeo ha approvato la detta Direttiva del Ritorno degli Immigranti con 367 voti a favore, 206 contrari e 109 astensioni. Questa normativa europea criminalizza gli immigranti senza residenza che per ragioni economiche, politiche o per conflitti armati hanno raggiunto i paesi dell’Unione Europea. CONTINUA Dall'America Latina:" Vergognati Europa!". Gennaro Carotenuto (08 luglio 2008) In un durissimo documento firmato a Tucumán i governi dell’America latina rifiutano la direttiva dell’Unione Europea contro gli immigrati. Per il presidente brasiliano Lula, in Europa “soffia il vento freddo della xenofobia”. Per la cilena Michelle Bachelet, l’Unione Europea “viola gravemente i diritti umani dei migranti”. Aveva iniziato un mese fa il presidente boliviano Evo Morales con una lettera nella quale denunciava l’Unione Europea. A fare scandalo è tutto l’indurimento delle normative sul trattamento dei cittadini migranti, in buona parte ispirato dal partito xenofobo italiano della Lega Nord, ma soprattutto quella normativa, anche questa segue pedissequamente la volontà del più razzista dei partiti europei, che vuol rinchiudere per 18 mesi in strutture simili a carceri i cittadini migranti senza che questi siano incriminati di alcun reato. Guardata dall’America latina, un continente che da 500 anni accoglie chiunque e lo fa cittadino senza guardare a provenienza, colore della pelle o religione, e lo ha fatto specialmente con decine di milioni di italiani pauperrimi, analfabeti e in più di un caso inclini al crimine, la direttiva è incomprensibile e intollerabile. Dall’Argentina al Messico sono sempre più frequenti i racconti di turisti trattenuti al loro arrivo in Europa e rimandati immediatamente indietro perché non hanno in contanti i soldi che vorrebbero spendere, tra il Louvre e i Musei Vaticani, con carta di credito. Ma non sono i turisti la prima preoccupazione, sono i lavoratori che tanto apportano alla crescita dell’Europa. Il neoliberismo e la dollarizzazione dell’economia hanno costretto paesi come l’Ecuador a privarsi di un quarto dei propri cittadini, spesso i più giovani e capaci. Rendere impossibile la loro vita, non rispettare i loro diritti civili ed umani, che in teoria tutte le costituzioni europee riconoscono come inviolabili, è divenuto oggi intollerabile per le democrazie latinoamericane che fino a pochi anni fa abbassavano la testa. Tanto non abbassano la testa che quella che nel documento iniziale era una “profonda preoccupazione”, è divenuta alla fine un netto “rifiuto”, qualcosa di inusuale nei documenti diplomatici. Nel testo si ventila l’introduzione di legittime misure di reciprocità. Potrebbe divenire così altrettanto difficile per gli europei recarsi in America anche solo per turismo, sottoposti alle stesse forche caudine alle quali loro sottopongono i cittadini migranti. L’Europa che guarda solo al proprio ombelico, e che non è abituata ad essere criticata, non ha capito che la misura è colma e che la propria xenofobia è sempre più evidente è causa di indignazione, preoccupazione e disgusto nel resto del mondo. “Gli europei dicevano che noi indios non avevamo l’anima –ha detto Evo Morales- ma adesso siamo noi che ci domandiamo: dov’è l’anima degli europei?”. (fonte www.gennarocarotenuto.it) Dichiarazione del Ministero degli Esteri di Cuba Nelle ultime settimane ha avuto luogo una escalation di azioni provocatorie organizzate e finanziate dalla Sezione d'Interesse degli Stati Uniti in Avana. La SINA ha incrementato le sue attività interventiste ed illegali nel nostro paese, nonostante le ripetute denunce realizzate dal Governo di Cuba della sua condizione di punta della politica sovversiva del governo nord americano e Stato maggiore della controrivoluzione interna. Tra le più recenti azioni, sostenute e coordinate direttamente dalla SINA, si trovano le seguenti: - L'organizzazione di una attività per il Giorno dei genitori, nella residenza del Capo della SINA, occasione in cui il segretario del Commercio USA, il cubano americano Carlos Gutiérrez, copresidente della Commissione incaricata dell'applicazione del Piano Bush contro Cuba, si diresse a un gruppo di elementi controrivoluzionari attraverso una video conferenza. - La realizzazione, nella sede della SINA, di vari corsi per controrivoluzionari, auto proclamati "giornalisti", impartiti mediante video conferenze da professori dell'Università Internazionale della Florida, con sede a Miami, che riceve finanziamento ufficiale dall'Agenzia per lo Sviluppo Internazionale degli Stati Uniti (USAID) specificamente per questo programma. - L'attenzione personalizzata offerta da funzionari nord americani, incluso il capo della SINA, a boss controrivoluzionari che visitano nella loro stessa abitazione e contattano in modo semiclandestino per dargli indicazioni. - Il trasferimento di istruzioni dirette da parte di funzionari diplomatici della SINA ai mercenari perché incrementino le loro azioni sovversive, incluso l'incitamento perché sviluppino atti provocatori nella via pubblica e in luoghi simbolici come la Piazza della Rivoluzione. - La consegna di facilitazioni a elementi mercenari per accedere in maniera permanente ai centri Internet della SINA e la fornitura costante, a questi, di denaro, telefoni cellulari, mezzi di comunicazione, computer e propaganda controrivoluzionaria, tra altro. Il Ministero degli Esteri dispone di informazioni confermate che la SINA pretende organizzare altre attività illegali e sta istigando i suoi mercenari a Cuba a realizzare azioni provocatorie nella pubblica via, intorno alla data del 4 luglio, Giorno della Indipendenza degli Stati Uniti. Queste attività coincidono anche con il termine della missione a Cuba e la sua partenza definitiva dal nostro paese del Signor Michael Parmly, capo della Sezione d'Interesse degli Stati Uniti, la cui pratica scandalosa ed illecita fu denunciata, lo scorso messe di maggio, dal governo cubano, al comprovarsi la sua connessione e partecipazione diretta, insieme ad altri funzionari diplomatici nordamericani, nel trasferimento di denaro proveniente dal terrorista di origine cubana Santiago Álvarez Fernández-Magriñá per gruppuscoli controrivoluzionari a Cuba. Questa escalation costituisce la più recente dimostrazione di disperazione dell'Amministrazione USA che, frustrata davanti ai continui fallimenti della sua politica di isolamento contro Cuba, intensifica le provocazioni e la sovversione. Il Ministero degli Esteri denuncia, una volta ancora, l'agire illegale della Sezione d'Interesse degli Stati Uniti a Cuba, che viola in maniera flagrante non solo l'Accordo bilaterale che diede luogo allo stabilimento di questo Ufficio, ma anche le leggi cubane e le norme internazionali ratificate nella Convenzione di Vienna sulle Relazioni Diplomatiche del 1961, della quale gli USA sono firmatari. Il Ministero accusa il Governo degli Stati Uniti di ordire e stimolare queste ed altre provocazioni controrivoluzionarie, che formano parte intrinseca della sua politica sovversiva e della sua strategia diretta a sconfiggere la Rivoluzione cubana. Il Governo di Cuba chiama il Governo degli Stati uniti a rispondere di questi fatti e domanda la cessazione definitiva delle attività interventiste di sostegno, organizzazione, direzione, finanziamento e monitoraggio della controrivoluzione interna da parte della SINA. Il Governo di Cuba ripete chiaramente che non tollererà la continuità di queste provocazioni e azioni illegali, istigate dall'Amministrazione nord americana attraverso i suoi funzionari diplomatici a La Habana, e responsabilizza il Governo degli Stati Uniti per le conseguenze che possono derivarsi dalla sua risposta. La Habana, 2 luglio 2008 Cuba: rinascere I Ministri degli Esteri dell'Unione Europea hanno revocato le ingiuste sanzioni contro Cuba L’Unione Europea ha accordato di revocare le sanzioni contro Cuba, ha informato la commissaria delle Relazioni Estere del blocco, Benita Ferrero-Waldner, citata da Reuters. "Le sanzioni a Cuba saranno tolte”, ha detto la Ferrero-Waldner ai giornalisti, perchè i ministri degli Esteri del blocco dei 27 paesi hanno raggiunto un accordo a Bruxelles”. Le ingiuste misure della UE erano state imposte nel 2003 con il pretesto dell’arresto da parte di Cuba di 75 controrivoluzionari pagati e avallati dal governo degli Stati Uniti, per sovvertire l’ordine politico, economico e sociale nell’Isola. Le sanzioni includevano tra vari elementi i limiti delle visite dei governi, la riduzione della partecipazione dell’Europa agli eventi culturali in Cuba e la presenza dei controrivoluzionari ai ricevimenti organizzati in occasione delle feste nazionali degli Stati membro della UE. Oltre all’eliminazione delle sanzioni, la UE vuole riattivare il dialogo politico con L’Avana, seguendo la posizione dell’attuale governo della Spagna, il paese che ha spinto l’applicazione di queste misure durante il governo di José Maria Aznar, fedele alleato di George W. Bush. La presidenza a rotazione della UE tenuta dalla Slovenia nel primo trimestre del 2088, ha preparato un testi che propone di annullare le sanzioni e di promuovere un dialogo politico con il governo guidato dal presidente Raúl Castro Ruz. Questo documento, ha riportato AFP, ha ottenuto l’accordo politico dei ministri degli Esteri dei 27, durante l’apertura del Vertice del Consiglio Europeo ed ora dovrà essere approvato in modo ufficiale, possibilmente la prossima settimana, in un Consiglio dei Ministri dell’Agricoltura della UE, in Lussemburgo. Su proposta della Repubblica Ceca —uno dei governi più sottomessi alla politica degli USA nella UE, è stato introdotto nel testo un impegno rinnovato con la detta Posizione Comune del 1996, fomentata da Aznar, che era divenuta uno strumento d’ingerenza negli affari interni di Cuba. AFP ha riportato che i 27 si sono impegnati a riesaminare i risultati del dialogo politico e dei diritti umani in un anno. “Quel che non si va a rivalutare è l’applicazione delle misure, perchè queste sono già definitivamente eliminate” ha asserito il ministro degli Esteri spagnolo, Miguel Ángel Moratinos. “I ministri degli esteri dei 27 abbiamo deciso all’unanimità di togliere definitivamente le misure del 2003 e iniziare una tappa di dialogo che non sia condizionato nè limitato da misure che il governo spagnolo crede non siano servite a un gran che e siano state anche controproducenti”, ha detto Moratinos in una conferenza stampa. La relazione di Washington è stata di grande delusione. “Non siamo favorevoli a che la UE o altri annullino le sanzioni in questo momento”, ha dichiarato il portavoce del Dipartimento di Stato, Tom Casey. "Non appoggeremo la flessibilità di queste restrizioni da parte della UE o di altri”, ha aggiunto. (Fonte e Traduzione Granma Int.)
I Pastori per la Pace percorrono gli USA prima di raggiungere Cuba Avanza per le città statunitensi la carovana di solidarietà con l’Isola La XIX Carovana dell’Amicizia Stati Uniti-Cuba sta percorrendo varie città nordamericane dove migliaia di persone dimostrano la loro solidarietà ed esigono la fine del blocco economico,commerciale e finanziario imposto crudelmente all’Isola. CONTINUA CUBA: approvata la legge per il cambio di sesso. Subito il via all’intervento a beneficio per 30 transessuali. PUBBLICATA LA GALLERIA IMMAGINI DEL BANCHETTO ORGANIZZATO DAL CIRCOLO NELL'AMBITO DELLA FESTA DEL PAESE DI LURATE CACCIVIO (CO) IL 30,31 MAGGIO E 1 GIUGNO 2008 guarda le immagini ROMA-FAO: INTERVENTO DEL CAPO DELLA DELEGAZIONE CUBANA, ECC.SIGN. JOSÉ RAMÓN MACHADO VENTURA ALLA CONFERENZA D’ALTO LIVELLO SULLA “SICUREZZA ALIMENTARE MONDIALE: LE SFIDE DEL CAMBIO CLIMATICO E LA BIOENERGIA. MISURE RICHIESTE PER OTTENERE LA SICUREZZA ALIMENTARE MONDIALE" CONTINUA RIENTRATA IN ITALIA LA BRIGATA COMASCA DI LAVORO VOLONTARIO DA LAS TUNAS, CUBA. PUBBLICATE NUOVE GALLERIE IMMAGINI. Sono rientrati domenica scorsa 18 maggio provenienti da Las Tunas, Cuba, i partecipanti comaschi alla Brigata di lavoro volontario. A breve verranno inseriti interventi e video. IMMAGINI VARIE DELLA BRIGATA DI LAVORO VOLONTARIO IMMAGINI DALLA MANIFESTAZIONE PER IL PRIMO MAGGIO A LAS TUNAS IMMAGINI DALLA SCUOLA DI LAS TUNAS IMMAGINI DAL CENTRO PER DISABILI FISICI E MENTALI "CALIXTO SARDUY", LAS TUNAS È tempo di normalizzare le relazioni tra l’Unione Europea e l’Avana Il commissario europeo allo Sviluppo e gli Aiuti Umanitari, Louis Michel, ha invitato ad una normalizzazione delle relazioni tra l’Unione Europea e Cuba, ha reso noto EFE. Michel, che ha partecipato ad un dibattito nella sede del Parlamento Europeo, ha insistito ancora una volta sulla necessità d’eliminare le sanzioni imposte a Cuba nel 2003 e sospese nel 2005, se si desidera avanzare nel dialogo, ha detto. Il commissario ha ricordato che “per principio è sempre stato contrario alle sanzioni ed ha assicurato che non esistono esempi di misure di questo genere che abbiano avuto un effetto positivo. I paesi della UE nel mese di giugno rivedranno la loro posizione rispetto Cuba, come fanno periodicamente. L’ambasciatore de L’Avana a Bruxelles, Elio Rodríguez, ha detto d’avere fiducia che nella prossima conferenza gli Stati dell’Unione porranno fine alle inaccettabili sanzioni e che la scomparsa di queste sanzioni eliminerebbe il principale ostacolo alle relazioni bilaterali, mentre il loro mantenimento sarebbe senza dubbio un chiaro segnale di mancanza d’interesse della UE per avanzare nel dialogo. (Traduzione Granma Int., fonte: Granma Internacional) Le contraddizioni di Amnesty International Amnesty International ormai ammette che le persone che essa considera “prigionieri d'opinione” hanno “ricevuto fondi o materiale dal governo americano per attività considerate dalle autorità come sovversive o suscettibili di far torto a Cuba”. E' su questo punto che l'organizzazione internazionale entra in piena contraddizione. Infatti, il diritto internazionale considera illegale il finanziamento ad un'opposizione interna in un'altra nazione sovrana. CONTINUA NOTIZIE DAL CIRCOLO: RAGGIUNTO IL 100% DI ISCRITTE/I Il Circolo di Como di Italia-Cuba ha raggiunto in questi giorni il 100% di iscritte/i rispetto al 2007. Ben 217 si sono tesserate/i fin'ora nel 2008, di cui 44 per la prima volta. Un'ottima prospettiva per proseguire il lavoro dell'Associazione e investire nel suo futuro. Intervista a Mariela Castro Espin Mariela Castro Espìn pedagogista e sessuologa di fama internazionale è direttrice del CENESEX (Centro Nazionale di Educazione Sessuale di Cuba), è presidente della Società cubana di studi multidisciplinari sulla sessualità...CONTINUA FOTO DELL'APERTURA DEL CONTAINER ARRIVATO A LAS TUNAS I componenti della Brigata di lavoro volontario attualmente a Las Tunas, Cuba, ci hanno inviato alcune immagini dei momenti in cui il container è stato aperto, lo scorso Primo Maggio. GUARDA LE FOTO RIPORTIAMO LA NOTIZIA DEL GIORNALE LOCALE DI LAS TUNAS A PROPOSITO DELL'ARRIVO DELLA NOSTRA BRIGATA DI LAVORO VOLONTARIO "GIOVANNI ARDIZZONE". CONTINUA Presiede Raúl la sfilata del Primo Maggio Il presidente Raúl Castro presiede la sfilata per il Primo Maggio in Plaza de la Revolución José Martí, iniziata alle otto di mattina, con la partecipazione di migliaia di “capitolini”, come si dice in cubano. Un blocco di giovani e di studenti ha aperto il corteo che giunge dalle arterie principali della capitale e che ha come slogan “Unità, fermezza e vittoria” a sostegno della Rivoluzione. La sfilata evidenzia l’appoggio popolare alla Rivoluzione e al suo leader Fidel Castro, al suo presidente Rául Castro e rende omaggio al 50º anniversario del trionfo del 1º Gennaio e al 70º della creazione della Centrale dei Lavoratori, CTC. Uno degli obiettivi dei manifestanti è il reclamo della libertà per i Cinque Eroi cubani ingiustamente reclusi nell’impero. Milioni di cubani stanno sfilando in tutte le piazze di Cuba con i dirigenti sindacali che hanno convocato tutti i lavoratori e le famigli cubane per riaffermare le convinzioni patriottiche rivoluzionarie e socialiste, assieme ai più alti dirigenti. Il segretario generale della CTC, Salvador Valdés, ha indicato che sono molte le ragioni per festeggiare il Iº Maggio e tra queste l’ampio processo politico e ideologico che si sta svolgendo nel movimento operaio, per dare un impulso allo sviluppo economico e produttivo dell’Isola. In questa giornata di festa e d’allegria sono presenti come inviatati 1386 rappresentanti di 173 organizzazioni sindacali e sociali di 61 paesi. La catena nazionale di Radio e TV Cubavisión Internacional e Radio Habana Cuba trasmettono dal vivo la grandissima manifestazione. GUARDA LA GALLERIA IMMAGINI DELLE MANIFESTAZIONI NELLE VARIE PIAZZE DELLE PRINCIPALI CITTA' DI CUBA 1/05/08: IL CONTAINER CARICO DEI BENI RACCOLTI DAL CIRCOLO ITALIA-CUBA DI COMO E DAI CIRCOLI DELLA LOMBARDIA E' ARRIVATO A LAS TUNAS Il container spedito circa un mese fa via nave da Genova, è arrivato a destinazione. I membri della Brigata di lavoro volontario di Como, giunti a Las Tunas domenica 27 aprile, hanno presenziato all'apertura del container, constatando le perfette condizioni di tutto il materiale raccolto nei mesi scorsi grazie alla disponibilità di persone, associazioni, enti locali e aziende della provincia. La Brigata ha così potuto entrare nel vivo dei lavori di manutenzione e ristrutturazione del Centro dei Disabili Fisici e Mentali “Calixto Sarduy” di Las Tunas. "L'allineamento europeo con Washington” Intervista a Salim Lamrani Salim Lamrani è professore, scrittore e giornalista francese, specialista delle relazioni tra Cuba e gli Stati Uniti. CONTINUA U.S.A.: Nancy Pelosi contro il blocco imposto a Cuba Nancy Pelosi, presidentessa della Camera dei Rappresentanti degli USA ha detto alla CNN che: “Il blocco economico che Washington mantiene contro Cuba è fallito e si deve eliminare”. In un’intervista con la catena CNN in Spagnolo su var temi latino americani, la Pelosi ha reiterato che da molto tempo ha optato per un cambio nella politica che Washington sviluppa verso l’Isola. Tra le misure necessarie per un cambio, ha menzionato l’eliminazione delle restrizioni dei viaggi e sulle rimesse familiari ed ha parlato di “uno scambio commerciale amplio tra le altre cose che aiuterebbero a rendere normali le relazioni tra i due paesi”. Il blocco economico, commerciale e finanziario che Washington ha stabilito contro Cuba più di quarantanni fa, ha provocato perdite valutate in almeno 89 mila milioni di dollari. La misura unilaterale è stata rafforzata dall’attuale amministrazione Bush, come parte della fallita politica statunitense che vorrebbe distruggere la Rivoluzione cubana. Il blocco nordamericano contro Cuba è stato condannato in forma successiva negli ultimi 16 anni nell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite e, nell’ultima votazione, Cuba ha ottenuto una schiacciante vittoria, ottenendo 184 dei 192 voti dagli Stati membro di questo organismo mondiale, che chiedono a Washington d’interrompere la pratica genocida del blocco.
E' PARTITA LA BRIGATA DI LAVORO VOLONTARIO DA COMO 24 APRILE 2008, COMO: GRANDE SUCCESSO PER L'INCONTRO PUBBLICO CON ALEIDA GUEVARA, DON ANDREA GALLO E RENZO PIGNI Guarda le immagini della serata: prima parte seconda parte CUBA INCREMENTA LA GENERAZIONE DI ENERGIA EOLICA MAMMA MIA! L'AMERICA LATINA CI GUARDA STORTO PER BERLUSCONI di Gennaro Carotenuto (15 aprile 2008) fonte: www.gennarocarotenuto.it Come i principali giornali latinoamericani hanno giudicato il trionfo di Silvio Berlusconi in Italia. Nei paesi a forte immigrazione italiana la notizia è in prima pagina, ma è quasi ignorata altrove. Página12, il quotidiano di Buenos Aires titola a tutta pagina con un enorme MAMMA MIA. CONTINUA Tecla Faranda: Cuba? Ma è il Che Guevara!!! di Ida Garberi, Responsabile della pagina in italiano di Prensa Latina Non so se la simpatia, che credo reciproca, sia proprio incominciata dal fatto che una cosa mi accomuna all’avvocato Faranda, siamo due italiane ammiratrici senza riserve della Rivoluzione Cubana, anche prima di conoscerla con i nostri occhi, quando, da adolescenti, leggevamo dei suoi successi e della sua eroica resistenza, in un’epoca dove internet non ci permetteva di essere così vicine all’isola caraibica con un semplice click. CONTINUA “Cosa succede nella pubertà?” Un libro per ragazzi di Mariela Castro Espin, alla Fiera del libro di Bologna In occasione della 45.a Fiera Internazionale del Libroper Ragazzi (svoltasi a Bologna dal 31 marzo al 3 aprile 2008) la Libreria Giannino Stoppani e le Edizioni Giunti hanno organizzato un interessante incontro pubblico per presentare un manuale cubano di educazione sessuale dal titolo “Cosa succede nella pubertà?”, alla presenza dell’ autrice, la sessuologa cubana di fama internazionale Mariela Castro Espin, ospite della fiera, nello stand Giunti, davanti a una folta platea composta da giovani genitori e da adolescenti, nonché da scrittrici italiane di chiara fama, come Silvana Gandolfi e Bianca Pitzorno. CONTINUA Cuba e Russia aprono una nuova fase di collaborazione economica Conclusa l’VIII Sessione della Commissione Intergovernativa I lavori dell’VIII Sessione della Commissione Intergovernativa Cuba-Russia si sono conclusi ieri con la firma da parte del ministro cubano del Governo, Ricardo Cabrisas, e del ministro russo ai Trasporti, Igor Levitin, del Protocollo Finale dell’evento, un documento che apre una nuova fase di collaborazione economica tra i due paesi. Cabrisas ha dichiarato, ai giornalisti riuniti nel Ministero per l’Investimento Straniero e la Collaborazione, che il testo, nel quale sono inclusi importati accordi legati a settori come: commercio, trasporti, aviazione civile, informatica, nanotecnologie, salute e cultura, coincide con l’inizio di un periodo che, dopo diversi anni di lavoro, permette di stringere i legami economici, un obiettivo dei due governi. Durante la Sessione sono stati firmati, inoltre, il Protocollo di Conversazioni tra l’Istituto Cubano d’Aeronautica Civile e l’Agenzia Federale del Trasporto Aereo Russa, che contribuisce all’interscambio bilaterale in questo settore, così come due memorandum d’intendimento, uno riferito ai trasporti e il secondo che intensificherà la preparazione professionale tra le due nazioni nel campo della metrologia. “In sintesi siamo molto soddisfatti non solo per il dialogo sviluppato in questi giorni ma anche per la partecipazione del settore imprenditoriale. Resta ancora molto lavoro da fare ordinatamente e sistematicamente, per avanzare verso risultati concreti”, ha concluso il ministro Cabrisas. SUCCESSO PER LA CENA DELL'ASSOCIAZIONE Grande successo ieri, 5 aprile, per la cena organizzata nell’ambito della campagna regionale di solidarietà con la provincia di Las-Tunas: circa centoventi le persone che hanno affollato il salone ristorante del Parco Lissi. Un ringraziamento particolare alle compagne e ai compagni che hanno lavorato per la buona riuscita dell'iniziativa. L'intero ricavato della serata sarà devoluto al centro disabili “Calixto Sarduy” di Las Tunas, una struttura dove si assistono bambini e ragazzi con difficoltà fisiche e mentali. Centro che sarà oggetto degli interventi di manutenzione della Brigata comasca di lavoro volontario che a fine aprile partirà per Cuba. GUARDA LE IMMAGINI DELLA SERATA VENERDI' 21 MARZO, LURATE CACCIVIO: CARICATO IL MATERIALE SUL CONTAINER Partirà a giorni il container approntato dal Coordinamento regionale della Lombardia dell'Associazione. Un intero container con materiale e attrezzature acquistate o raccolte dal Circolo di Como dell'Associazione di Amicizia Italia - Cuba e da altri Circoli della Lombardia, che verranno inviate alla Casa dei Disabili Fisici e Mentali "Carlos Sarduy Arcìa" di Las Tunas, Centro presso il quale, il prossimo aprile, lavoreranno i volontari comaschi della 18.a Brigata di Lavoro Volontario "Giovanni Ardizzone". L'iniziativa, che si inserisce nel quadro del gemellaggio che da oltre dieci anni unisce la provincia cubana di Las Tunas con i Circoli lombardi dell'Associazione, è stata resa possibile anche grazie al denaro donato dal Comune di Lurate Caccivio, dalla CGIL di Como e dalla Cooperativa "Abitare Brianza". Un ringraziamento particolare va rivolto all'Azienda Tifas di Lurate Caccivio. Ringraziamo i titolari e i lavoratori che hanno reso possibile lo stoccaggio della merce e che, oltre a mettere a disposizione i muletti e il tempo necessario per il carico dei beni raccolti, hanno donato ulteriore materiale da inviare a Las Tunas. Offensiva mediatica 17 marzo '08 - A.Riccio www.giannimina-latinoamerica.it Vaclav Havel, l’ex Presidente ceco, ha lanciato un appello che occupa una pagina intera della “Repubblica” del 12 marzo e che, immagino, sarà uscito contemporaneamente in altre testate europee, a cominciare dallo spagnolo “El País”. CONTINUA
Louis Michel, Commissario per lo Sviluppo e l'Assistenza Umanitaria dell'Unione Europea, ha visistato L'Avana dal 7 al 9 marzo 2008 su invito del Ministro degli Esteri di Cuba, Felipe Pérez Roque. LEGGI IL COMUNICATO CONGIUNTO Chávez a CubaRispondendo a un invito del compagno Raúl Castro Ruz, Presidente dei Consigli di Stato e dei Ministri è giunto a Cuba il Presidente della Repubblica Bolivariana del Venezuela, Hugo Rafael Chávez Frías. Con Raúl sono andati a dargli il benvenuto Carlos Lage Dávila, vicepresidente del Consiglio di Stato; Felipe Pérez Roque e Bruno Rodríguez Parrilla, ministro e primo vice ministro degli Esteri, rispettivamente. Il Presidente Chávez è giunto a Cuba proveniente dalla Repubblica Dominicana dopo aver partecipato al XX Vertice del Gruppo di Río. Lo accompagnano in questa visita Nicolás Maduro Moros, ministro degli esteri e altri integranti del governo del Venezuela. (Traduzione Granma Int.)
Correa ha denunciato la più grave e premeditata aggressione di Uribe Ecuador e Venezuela hanno inviato rinforzi militari alle frontiere con la Colombia. Espulso l'ambasciatore colombiano da Quito. Il Venezuela ha chiuso la sua ambasciata a Bogotá Il presidente dell'Ecuador, Rafael Correa, ha annunciato dalla catena di televisione che il suo governo ha deciso di mobilitare le truppe alla frontiera con la Colombia ed ha espulso dal suo territorio l'ambasciatore di Bogotá a Quito, Carlos Holguín, come risposta alla violazione della sovranità fatta dal vicino paese, ha informato DPA. Correa ha annunciato d'aver convocato immediatamente il Consiglio Nazionale di sicurezza e la riunione del Consiglio Permanente dell'Organizzazione degli Stati Americani, OEA, della Comunità Andina delle Nazioni, CAN, e del MERCOSUR, per trattare quello che ha definito "la più grave premeditata e verificata aggressione che il presidente Álvaro Uribe ha sferrato contro l'Ecuador". Correa ha sottolineato la sua indignazione per le spiegazioni ufficiali della Colombia, date dopo la nota di protesta dell'Ecuador. Il governo della Colombia sostiene nella nota di non aver violato la sovranità del paese vicino e d'aver attuato per legittima difesa. "Ma non è più sufficiente la spiegazione della Colombia, ha aggiunto il presidente ecuadoriano, perchè il nostro territorio è stato bombardato e oltraggiato da un governo straniero. La situazione è grave e inaccettabile. Le forze armate della Colombia, con il pretesto di un attacco delle FARC, hanno sferrato un attacco pianificato contro l'Ecuador e la sua sovranità". "Uribe mente al mondo", ha dichiarato il presidente ecuadoriano, che ha assicurato che l'azione è stata deliberata e che l'Ecuador non ammette impunità, per cui si è messo in comunicazione con i presidenti latino americani, cercando appoggio e per proporre un meccanismo che non ha specificato, per evitare l'internazionalizzazione del conflitto colombiano. "L'incursione aerea dei militari colombiani è stata di oltre 10 chilometri, per realizzare un massacro nel quale è morto il leader delle FARC, Raúl Reyes. Sono stati trovati 18 cadaveri, alcuni con pallottole nella schiena e quasi tutti in pigiama, fatto che evidenzia che non ci furono scontri e tanto meno l'uso di legittima difesa che la Colombia assevera". FORTI DICHIARAZIONI DI HUGO CHÁVEZ Il presidente venezuelano, Hugo Chávez, ha definito "criminale, bugiardo, paramilitare e lacchè degli Stati Uniti", il presidente della Colombia, Álvaro Uribe, ha informato PL. Chávez nel suo programma domenicale Aló Presidente, durante il quale ha conversato con il presidente ecuadoriano Correa, ha detto ha comunicato la sua indignazione per l'assassinio del leader delle FARC Raúl Reyes. "Non c'è stato nessun combattimento: è stato un volgare assassinio", ha sottolineato ed ha denunciato che i media dell'oligarchia colombiana si sono rallegrati per l'uccisione di Reyes ed hanno cercato di squalificarlo, accusandolo di dirigere una rete di narcotraffico. Chávez ha ordinato la chiusura dell'ambasciata venezuelana a Bogotà ed ha inviato 10 battaglioni, carri armati e aerei alla frontiera con la Colombia, dopo l'attacco dell'esercito colombiano a un distaccamento delle FARC in territorio ecuadoriano. (Traduzione Granma Int.) Cuba esorta il Consiglio dei Diritti Umani ad agire Il cancelliere Felipe Pérez Roque interviene alla Settima Sessione dell’organismo dell’ONU Cuba ha sottolineato che il fatto d’essere membro fondatore del Consiglio dei Diritti Umani (CDH) delle Nazioni Uniti, è la prova che, alla fine, la ragione prevale sulla forza e i principi s’impongono al potere e al denaro. Durante il suo discorso, all’apertura della seduta d’alto livello della Settima Sessione della CDH, il ministro degli Esteri cubani, Felipe Pérez Roque, ha dichiarato che dopo venti lunghi anni di “lotta contro i demoni”, è stata posta fine ai vecchi metodi coercitivi, informa l’agenzia PL. Il ministro degli Esteri cubani ha spiegato che gli Stati Uniti, con diversi pretesti per legittimare l’aggressione contro Cuba nell’estinta Commissione, si sono convertiti «in uno Stato fallito nella materia, responsabile dei crimini e delle violazioni più gravi in materia di diritti umani». «Così termina, per adesso, questa battaglia: con la vittoria piena del piccolo David, grande nella sua dignità, contro il gigante Golia, potente con le sue armi nucleari e guerre preventive», ha dichiarato il ministro, aggiungendo «un giorno sconfiggeremo anche il blocco criminale, impostoci nel tentativo di farci arrendere con la fame e le malattie». Il cancelliere dell’isola dei caraibi ha spiegato che «per questi motivi, adesso e non prima, abbiamo firmato i Patti sui Diritti Umani», riferendosi ai due testi sottoscritti giovedì scorso da Cuba presso la sede principale dell’ONU a New York. Cuba ha reiterato la volontà di cooperare con i lavori del CDH, «con i sistemi dei diritti umani di carattere universale, non discriminanti e basati nel più stretto rispetto alla nostra sovranità», nonostante ha messo in allerta «sull’inamovibile decisione di affrontare qualsiasi nuovo tentativo di instaurare nel Consiglio la selettività, la politicizzazione, i doppi parametri di giudizio e l’ipocrisia». Il ministro, inoltre, ha sottolineato che in questo momento il Consiglio affronta la sua prova del fuoco con la messa a punto del Sistema d’Esame Periodico Universale, che dovrà funzionare «con il più stretto rispetto ai principi d’obbiettività, imparzialità e di non selettività». «Se le conclusioni e le raccomandazioni alla fine dipendono dal potere e dall’influenza d’ogni paese, il Consiglio ripeterà gli stessi errori che hanno fatto fallire la vecchia Commissione», ha puntualizzato. Il capo della diplomazia cubana ha raccomandato a Washington e «a qualche altro scettico», che attaccano senza pietà il consenso dell’attuale Consiglio, di agire con «umiltà e riflessione» perché farlo fallire «sarebbe una responsabilità enorme da assumere davanti alla storia». Il ministro, inoltre, ha commentato che il Movimento dei Non Allineati si è costituito nel momento chiave del processo di costruzione istituzionale del Consiglio, organismo che pondera ed appoggia. Mentre cinque antiterroristi cubani sono già sottoposti a dieci anni d’ingiusta e crudele detenzione nelle carceri nordamericane, si minaccia di bombardare oltre 60 paesi e si difende l’asfissia come metodo per strappare confessioni, il CDH deve esistere ed agire, ha concluso Pérez Roque. Allo stesso modo ha illustrato altre ragioni per appoggiare l’organismo dell’ONU, tra cui i danni inflitti da Israele al popolo palestinese, l’esistenza di 900 milioni d’affamati e 800 milioni d’analfabeti, il diritto allo sviluppo quale chimera per oltre cento nazioni, il triste panorama di 11 milioni di bambini morti prima di aver compiuto i cinque anni e 600mila donne morte di parto. (Traduzione Granma Int.) E' MORTO SERGIO CORRIERI, PRESIDENTE DELL'ISTITUTO CUBANO DI AMICIZIA TRA I POPOLINel pomeriggio del 29 febbraio è deceduto il compagno Sergio Corrieri Hernández, insigne intellettuale e presidente dell'ICAP - Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, vittima di una crudele malattia. Sergio Corrieri era nato a La Habana, il 2 marzo 1939. Attore dall’età di 17 anni, fu fondatore dello storico Teatro Studio, pioniere del teatro cubano contemporaneo. Durante la dittatura collaborò con il Movimento 26 Luglio e con il Partito Socialista Popolare e partecipò a numerose proteste e manifestazioni studentesche. Corrieri fu fondatore del nuovo cinema cubano, sorto con la Rivoluzione, nel quale svolse una straordinaria carriera che gli valse numerosi riconoscimenti cubani e internazionali. Interprete di vari dei più importanti film cubani, alternò il suo intenso lavoro artistico - compresa la sua attività come direttore e professore di recitazione - con la sua unione alle lotte del suo popolo. Fu fondatore delle Milizie Nazionali Rivoluzionarie e come miliziano partecipò a tutte le mobilitazioni che si svilupparono durante gli anni Sessanta. Nel 1968 fondò il Gruppo Teatro Escambray e diresse le importanti attività di questo gruppo nelle montagne centrali del paese. A capo di questo Gruppo visitò diversi paesi del Nordamerica, dell’America Latina e dell’Europa. Si esibì anche davanti ai combattenti cubani in Angola. La sua indimenticabile interpretazione delle due parti dello sceneggiato En silencio ha tenido que ser, trasmesso alla Televisione Cubana, gli valse un ampio riconoscimento e un profondo affetto di tutto il popolo cubano. Nell'anno 2006 gli fu concesso il Premio Nazionale di Teatro per la sua vasta e meritoria carriera artistica. Fu insignito anche degli ordini Félix Varela e Alejo Carpentier, concessi dal Consiglio di Stato della Repubblica di Cuba. Nel 1976 fu eletto deputato all'Assemblea Nazionale del Poder Popular, carica alla quale fu successivamente rieletto, anche nella più recente legislatura. Tra il 1998 e il 2003 fu membro del Consiglio di Stato. Nel secondo Congresso del Partito Comunista di Cuba fu eletto membro del Comitato Centrale, carica che mantenne fino al momento della sua scomparsa. Nel 1987 fu designato Capo del Dipartimento della Cultura del Comitato Centrale. Nel 1990 fu designato Presidente dell'Istituto Cubano di Amicizia con i Popoli, a capo del quale sviluppò un meritorio lavoro nella promozione dalla solidarietà con la Rivoluzione cubana da parte di migliaia di persone in tutto il mondo. Il suo enorme impegno in questo campo gli valse l'ammirazione e la profonda stima di centinaia di migliaia di amici all'estero. APPELLO AI PARTITI DEMOCRATICI AFFINCHE’ SIA RISTABILITA LA LEGALITA’ INTERNAZIONALE NEI CONFRONTI DI CUBA Segreteria Nazionale Associazione di Amicizia Italia-Cuba 28 febbraio '08 CONTINUA MOLTO IMPORTANTI GLI INCONTRI AL PARLAMENTO EUROPEO DELL'ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA-CUBA Cuba riafferma l’impegno della Rivoluzione con la firma dei Patti Internazionali dei Diritti Umani Il compagno Felipe Pérez Roque, ministro degli Esteri di Cuba, è andato a New York per firmare il Patto dei Diritti Economici, Sociali e Culturali, e il Patto dei Diritti Civili e Polítici, come Cuba aveva annunciato lo scorso 10 dicembre del 2007. Queste firme sono un atto sovrano che formalizzano e riaffermano l’impegno di Cuba con i dettami di questi strumenti rispettati dall’ordinamento giuridico nazionale cubano e soprattutto dall’opera e dalla traiettoria della Rivoluzione cubana in materia di diritti umani. A New York il ministro cubano incontrerà i membri del Burò di coordinamento del Movimento dei Paesi non Allineati- MNOAL - che Cuba presiede, in previsione della prossima XV Conferenza Ministeriale del Movimento, che si svolgerà a Teheran prossimamente. Inoltre incontrerà il Segretario Generale delle Nazioni Unite e il presidente dell’Assemblea Generale della ONU. Quindi Felipe Pérez Roque andrà a Ginevra per intervenire nel Segmento d’alto livello della Settima Sessione ordinaria del Consiglio dei Diritti Umani, dove Cuba partecipa come paese fondatore e presiederà una riunione con i rappresentanti dei paesi membri del MNOAL in questa sede. Incontrerà il direttore dell’Ufficio delle Nazioni Unite a Ginevra e l’alta Commissaria della ONU per i Diritti Umani, il Segretario Generale dell’Unione Internazionale delle Comunicazioni - UIT - e altri ministri e capi di stato. (Traduzione Granma Int.) Le dichiarazioni del Cardinale Tarcisio Bertone in visita a Cuba: "Il blocco è ingiusto ed eticamente inaccettabile" CONTINUA RAUL CASTRO ELETTO PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI STATO E DEI MINISTRI Il generale dell'esercito Raúl Castro Ruz è stato eletto oggi, 24/02/08, come presidente del Consiglio di Stato e dei Ministri, per voto diretto e segreto dai deputati riuniti alla prima sessione della VII legislatura dell'Assemblea nazionale del potere popolare. CONTINUA BIOGRAFIA DI RÁUL CASTRO RUZ USA le chiamano spie, ma a Cuba li vedono come eroi CONTINUA da www.siporcuba.it Cuba riceverà il cardinale Tarcisio Bertone con rispetto ed ospitalità CONTINUA ONU e Vaticano: Cuba va CONTINUA di Gennaro Carotenuto (fonte www.gennarocarotenuto.it) Gli studenti cubani denunciano "Siamo stati manipolati per attaccare Cuba". E smentiscono qualunque detenzione Gli studenti cubani la cui immagine è stata sfruttata dai media per presentarli come dimostrazione di ribellione contro il governo denunciano in video la manipolazione alla quale sono stati sottoposti e smentiscono che siano stati detenuti come hanno detto ieri i media. CONTINUA LA DISINFORMAZIONE NOSTRANA NEI CONFRONTI DI CUBA Sul quotidiano "Liberazione" in edicola il 10 febbraio 2008, è comparso un nuovo articolo di Angela Nocioni, giornalista che si è contraddistinta nel recente passato per articoli oltremodo disinformanti sulla realtà cubana. Evidentemente però, la sua crociata diffamante nei confronti di Cuba (e aggiungeremmo del Venezuela) non è terminata. Diciamo subito che reputiamo l'articolo cronaca becera. Di fatto, su "Liberazione", quotidiano comunista, organo di un partito comunista, si dovrebbero quantomeno leggere articoli di un certo spessore politico-informativo, anche di analisi critica certo, ma comunque rispettosi della realtà e, soprattutto, contestualizzati nella realtà. Riteniamo infatti che Cuba meriti lo stesso rispetto che si adotta verso altri paesi, per esempio gli Stati Uniti. L'articolo di A. Nocioni si basa su di un video amatoriale girato da un anonimo e messo on line dalla BBC. Ora, non è una novità che su internet ci finiscano filmati di ogni genere e, soprattutto, di dubbia provenienza. Mettiamoci che la BBC di questi tempi naviga in cattive acque, anche dal punto di vista deontologico. Viste poi le "bufale" architettate nei confronti di Cuba dal potente Governo di Washington (milioni di dollari vengono impegnati nella campagna di disinformazione anti-cubana), ci chiediamo se A. Nocioni, come ogni professionista dovrebbe fare, abbia verificato le sue fonti, oppure se, per lei e quindi per il giornale, qualsiasi cosa sia buona pur di sputtanare Cuba. [caso smontato da Gennaro Carotenuto - leggi il suo articolo-] Sui temi sfiorati dall'articolo due considerazioni rapide e di getto. Primo: non ci pare che nella nostra "compiuta" democrazia occidentale i cittadini conoscano di persona o possano decidere chi candidare al Parlamento. Secondo: se in un'assemblea pubblica di una Università cubana, alcuni studenti possono liberamente esprimere i loro dubbi o le loro domande nei confronti del loro paese direttamente ad una delle più alte cariche dello Stato, questo non può che essere una dimostrazione di democrazia. Suggeriamo piuttosto alla Nocioni di andare ad occuparsi delle Università nostrane, dove laicità ed autonomia vengono sempre meno (vedi il recente caso de La Sapienza di Roma). Aggiungiamo una chicca su tutto: un articolo simile a quello della Nocioni è apparso il 7 febbraio scorso su El Nuevo Herald di Miami (verificate su internet http://www.elnuevoherald.com/167/story/155695.html). Giornale che, per darsi un volto indipendente, ha dovuto licenziare tre giornalisti, perchè risultati sul libro paga del Governo federale Statunitense nella campagna anti-cubana di Washington. La coincidenza, in quanto contenuto s'intende, ci sembra quantomeno un pò strana. Terrosimo mediatico contro Cuba: secondo la stampa anticubana è in galera, ma lui è tranquillamente in TV di Gennaro Carotenuto CONTINUA Il fantasma della sciocchezza "informa" su Cuba CONTINUA Cuba: i risultati ufficiali delle elezioni generali L’AVANA (PL) - Il presidente Fidel Castro ed il primo vicepresidente, Raúl Castro, figurano tra i deputati eletti con il maggior numero di voti nelle scorso elezioni generali di Cuba. I risultati finali ufficiali indicano che il presidente cubano ha totalizzato il 98,268 % dei voti, mentre Raùl, Ministro delle Forze Armate Rivoluzionarie, ha ottenuto il 99,372 %, risultando eletti deputati al Parlamento. Altri storici dirigenti come i Comandanti Juan Almeida Bosque e Guillermo García Frias, sono stati eletti per far parte dell'Assemblea Nazionale del Potere Popolare, insieme ad altri uomini e donne con elevati meriti e carisma tra la popolazione. I dati ufficiali indicano che hanno votato 8.231.365 cubani, pari al 96,89% degli aventi diritto iscritti nelle liste elettorali. Il municipio speciale Isola della Gioventù e le province de L'Avana e Granma hanno fatto registrare la maggiore affluenza alle urne. A Città dell'Avana e Santiago di Cuba i più bassi livelli di affluenza, nonostante tutte le province si sono attestate al di sopra del 95%. La maggiore quantità di schede valide è stata depositata nelle urne di Guantánamo, Granma e Santiago di Cuba. Il voto unito ha avuto le maggiori percentuali a Granma, Guantánamo e Las Tunas. Lo scorso 20 gennaio sono stati eletti i 614 deputati al Parlamento e 1.201 delegati alle Assemblee Provinciali. Sabato 2 febbraio, dopo l’insediamento delle Assemblee nelle 14 province, saranno eletti i rispettivi presidenti, vicepresidenti e segretari. Per il 24 febbraio è fissata la prima seduta del Parlamento cubano, quando i parlamentari, con voto segreto, eleggeranno i membri del Consiglio di Stato ed i principali incarichi: presidente, primo vicepresidente, cinque vicepresidenti ed un segretario. (Traduzione: Granma Int.) LA BACARDI HA SCELTO: RUDOLPH GIULIANI PRESIDENTE Gennaro Carotenuto (22 gennaio 2008) Secondo la rivista nordamericana Harper’s, l’ex-sindaco di Nuova York è il candidato ideale per le mafie cubane di stanza a Miami. Lui punta tutto sulla Florida e la Bacardi lo sta direttamente finanziando. CONTINUA Più di 8 milioni di cubani alle urne Nonostante la pioggia costante, la maggioranza degli elettori cubani è accorsa a votare per i candidati a deputati e delegati provinciali: un’ora prima della chiusura dei seggi la cifra dei votanti aveva superato gli 8,1 milioni di persone, cioè il 95% degli iscritti, ha informato María Esther Reus, presidentessa della Commissione Elettorale Nazionale (CEN). María Esther Reus, che è Ministro di Giustizia di Cuba, ha detto che lo svolgimento delle votazioni si può considerare decisamente soddisfacente per l’entusiasmo della popolazione e la disciplina informativa di tutta la struttura elettorale. Oggi lunedì 21 il CEN darà a conoscere i dati preliminari della votazione che includeranno la quantità di voti, validi, le schede bianche e le annullate e l’andamento del voto unito o del selettivo. Ora le elezioni entreranno nella loro fase finale: la costituzione delle Assemblee Provinciali e della Nazionale, con l’elezione delle rispettive direzioni. Nelle province i delegati dovranno selezionare con voto segreto presidente e vicepresidente; nel caso del Parlamento i deputati eleggeranno il presidente, il primo vice presidente, i vicepresidenti, il segretario e gli altri membri del Consiglio di Stato. (M.J.M. - Traduzione Granma Int.) Fidel sta molto bene e ha una lucidità incredibile, ha assicurato il presidente Lula prima della partenza per il Brasile DEISY FRANCIS MEXIDOR «Siamo molto soddisfatti della visita guidata dal presidente Lula: i risultati sono stati magnifici», ha commentato il Generale d’Esercito Raúl Castro Ruz, Vicepresidente dei Consigli di Stato e dei Ministri, alla stampa nazionale ed estera durante la cermonia di saluto – ieri notte nel mezzo di un’intensa pioggia – prima della partenza del presidente della fraterna nazione sudamericana, nell’aeroporto internazionale José Martí. Lula, che è stato accompagnato fino alle scale dell’aereo da Raul, prima di andar via ha voluto esternare "l’allegria per la visita a Cuba", nella quale si sono firmati importanti accordi commerciali ed energetici che stringono ancora di più i legami di amicizia tra i due paesi e in particolare per l’incontro con il Comandante in Capo. «Sono stato due ore e mezza con Fidel. Immaginate che abbiamo conversato su tutti i temi possibili, con un uomo che ha una lucidità incredibile», e sorridente e scherzando ha aggiunto «Fidel ha parlato due ore ed io mezza». «L’impressione che ho avuto è che Fidel ha un’eccellente salute. Con la lucidità dei migliori momenti» ha commentato aggiungendo che «tutti conosco la passione che provo per la Rivoluzione cubana». Al terminal dell’aeroporto erano presenti anche Carlos Lage Dávila, vicepresidente del Consiglio di Stato e segretario del Comitato Esecutivo del Consiglio dei Ministri, e il cancelliere Felipe Pérez Roque. Nella mattinata di ieri, l’illustre ospite, accompagnato da Felipe, ha collocato un omaggio floreale al Monumeto dell’Eroe Nazionale José Martí, in Piazza della Rivoluzione. (Traduzione: Granma Int.) Le elezioni mostrano un rinnovamento generazionale, dichiara l’ambasciatore cubano in Italia Roma (RHC-ANSA) L’ambasciatore di Cuba a Roma, Rodney López Clemente, ha evidenziato che le elezioni generali cubane di domenica prossima, mostrano una rinnovazione generazionale nella direzione dello Stato, con oltre il 60% di candidati nati dopo il trionfo delle Rivoluzione. López Clemente ha spiegato che dei 614 candidati alla carica di deputato, 374 sono nati dopo il 1959 e 134 erano appena bambini, dati che si possono aggiungere al fatto che oltre il 60% dei seggi del massimo organo legislativo saranno rinnovati. Il diplomatico cubano ha evidenziato che la presenza femminile tra i candidati al Parlamento supera il 40% e che il 78% ha un livello d’istruzione universitaria. In un’intervista Rodney López ha illustrato il processo elettorale cubano come sistema di democrazia partecipativa nel quale non si spende un solo centesimo per farsi eleggere e che che il voto è volontario. "Questo è il nostro sistema per eleggere" ha commentato l’ambasciatore cubano a Roma, magari non sarà perfetto, ma è il sistema che Cuba ha scelto per le sue elezioni. |
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