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la democrazia cubana

quanta ignoranza su Cuba, anche a sinistra

Cuba: diamo i numeri


Cuba e l'alternativa bolivariana per le Americhe

sulla morte del Che

l'istruzione a Cuba

come si votava a Cuba prima del trionfo della Rivoluzione?

APPROFONDIMENTI SU YOANI SANCHEZ, LA COSIDDETTA "BLOGGERA DELL'HAVANA"

IL SISTEMA POLITICO CUBANO scarica (file PDF)

SETTEMBRE 2009>>>SCARICA IL "Rapporto di Cuba sulla Risoluzione 63/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite. La necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario degli Stati Uniti contro Cuba" (in formato PDF)

SETTEMBRE 2008>>>SCARICA IL "Rapporto di Cuba all'ONU: "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba" (in formato PDF)


LIBERTA' PER I CINQUE CUBANI
DELL'ANTITERRORISMO INGIUSTAMENTE
DETENUTI NEGLI STATI UNITI

 

 

 

 

Pochi mesi dopo il trionfo della Rivoluzione Cubana gli Stati Uniti rompono le relazioni diplomatiche con il paese caraibico ed iniziano ad applicare un embargo economico che nel giro di poco tempo diverrà un blocco totale.
A cura del Circolo di Torino dell'Associazione di Amicizia Italia-Cuba

Cos'è l’embargo?
Per embargo si intende una forma di coercizione che uno o più stati impongono ad un altro paese per imporgli delle scelte politiche/economiche.
L’embargo può riguardare uno specifico settore commerciale quale quello degli armamenti nel caso di paesi in guerra o di determinati prodotti in casi di conflitti commerciali (misure protezionistiche).
Secondo il Dizionario di Diritto Internazionale dell’ONU, si intende per embargo:
"l’atto di potere di uno stato che restringe, interrompe o dà per terminate le sue relazioni economiche e finanziarie con un altro paese. L’embargo totale o parziale sulle importazioni e/o esportazioni di tutte o alcune merci, armi o valute, il trasferimento di informazione tecnico-scientifiche, diritti d’autore o di altra indole, determinati tipi di attività commerciali ed economiche; si applica nelle relazioni internazionali contemporanee come strumento di pressione economica o finanziaria, di coercizione e rappresaglia".
La Carta delle Nazioni Unite prevede la possibilità di embargo collettivo in qualità di misura repressiva rispetto a uno Stato le cui azioni mettano in pericolo la sicurezza internazionale.

Embargo o Blocco?
Per Blocco si intende una politica aggressiva che contempla un Embargo totale che si prefigge come fine di sovvertire l’ordinamento politico del paese contro cui è rivolto, e in quanto tale è considerata illegittima dal diritto internazionale.
Ci sono due aspetti che permettono di affermare che quella di Blocco è la definizione più appropriata alla politica nordamericana verso Cuba.
Il primo aspetto è l’essenza punitiva delle azioni nordamericane, orientata fondamentalmente verso obiettivi di carattere politico:
destabilizzare e se possibile abbattere il governo rivoluzionario;
privare di entrate Cuba con il fine di obbligarla a modificare le sue posizioni internazionali; rendere il più difficile possibile, ed eventualmente impedire il commercio di Cuba con il resto del mondo.
Il secondo aspetto è dato dal carattere extraterritoriale del Blocco che colpisce non solo Cuba ma tutti i paesi con cui commercia, i quali diventano oggetto di rappresaglia economica da parte del governo degli Stati Uniti.

VOGLIAMO GIUSTIZIA E LIBERTÀ PER CUBA

Ogni uomo deve sentire sulla propria guancia lo schiaffo dato ingiustamente
sulla guancia di qualsiasi uomo, in qualsiasi parte del mondo
JOSÉ MARTÍ

Cuba condanna il terrorismo in tutte le sue forme e manifestazioni.
Cuba non permetterà mai che il suo territorio venga utilizzato per azioni terroristiche
contro il popolo degli Stati Uniti o contro qualsiasi paese.
Cuba rivendica il diritto a difendersi contro il terrorismo
FIDEL CASTRO

Da oltre quarant’anni negli Stati Uniti – come risulta anche da documenti del Governo statunitense, ora declassificati – vengono progettate, finanziate, promosse, favorite e attuate azioni contro Cuba che vanno dall’invasione armata all’assassinio dei dirigenti della Rivoluzione, dagli attentati contro persone o beni alla diffusione di malattie epidemiche, dalle trasmissioni radio-televisive illegali che incitano a commettere atti criminali o di guerra, al finanziamento e all’addestramento di gruppi paramilitari per azioni armate sul territorio cubano. Tutto questo è terrorismo.
Questa situazione ha avuto e continua ad avere un costo per Cuba. Finora i danni materiali ammontano a circa 54.000 milioni di dollari. Per i danni al popolo cubano non si possono fare stime in dollari: le 3.478 vittime o i 2099 feriti si possono solo contare e si può solo condividere il dolore arrecato alle famiglie e al popolo cubano.
Ma ancora oggi, dopo la tragedia che l’11 settembre ha colpito il popolo degli Stati Uniti e dopo che il Governo degli Stati Uniti dichiara e attua una guerra mondiale prolungata e indefinita contro il terrorismo presentandola come una guerra umanitaria, per la libertà, la democrazia e i diritti violati, c’è una situazione paradossale che continua.

A Miami, nella Florida, sono stati incarcerati cinque cittadini cubani che raccoglievano informazioni sui gruppi paramilitari e sulle attività della mafia cubano-americana, per prevenire atti di terrorismo e difendere il proprio popolo dalle aggressioni e dalla morte. L’accusa nei loro confronti è stata quella di avere messo in pericolo la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.
I giudici di Miami, condizionati dalla mafia della Fondazione Nazionale Cubano-Americana, hanno emesso questa sentenza: due ergastoli e 15 anni di carcere a Gerardo Hernández; ergastolo a Ramón Labañino; ergastolo ad Antonio Guerrero; 19 anni di carcere a Fernando González; 15 anni di carcere a René González.

Come se questo non bastasse, gli Stati Uniti hanno inserito Cuba nella lista degli 80 paesi che, secondo loro, hanno connivenze con il terrorismo: siamo arrivati alla situazione incredibile per cui negli Stati Uniti, dove da decenni si organizza il terrorismo contro Cuba con la complicità di apparati dello Stato (la C.I.A.) vengono condannati cittadini cubani che indagavano su piani terroristici e sono giudicati, dalla giustizia nordamericana, come terroristi.
Ma la giustizia degli Stati Uniti, non accuserebbe e non condannerebbe mai un cittadino di qualunque paese che offrisse informazioni su azioni di terrorismo in preparazione contro di loro, o contro le proprie Ambasciate, o che potrebbero costare la vita di cittadini nordamericani. Come sempre, la doppia morale produce infamie.

Per questi motivi, ci impegniamo in una campagna di solidarietà con i cinque cittadini cubani ingiustamente incarcerati negli Stati Uniti e lanciamo un appello per sostenere ogni possibile iniziativa per la loro liberazione.

Terrorismo dal Nord
di Iván Becerra
La popolazione di Cuba è, all’incirca, 25 volte meno di quella degli Stati Uniti. Tuttavia, il numero di morti, di feriti e di mutilati che Cuba ha dovuto subire per attacchi terroristici provenienti dal sud della Florida è maggiore del numero di vittime dovuto agli attentati dell’11 settembre 2001.
La città di Miami è, da vari decenni, una base di operazioni di pericolosissimi gruppi armati che non solo hanno aggredito Cuba, ma anche altri 24 paesi.

Gerardo Hernández, Ramón Labañino, Antonio Guerrero, Fernando González e René González, lottatori cubani per la pace, controllavano, a rischio della loro vita, le azioni di questi gruppi.
Arrestati dal Buró Federale d’Indagini (FBI), sono stati condannati a quattro ergastoli e a 77 anni di prigione, dopo un processo in cui sono stati violati principi legali fondamentali vigenti negli Stati
Uniti da oltre due secoli.
Quando possiamo godere dell’allegria dei nostri figli e dei nostri nipoti all’inizio dell’anno scolastico, in scuole nuove costruite dalle mani umili di questo popolo, ci ricordiamo che proprio i bambini sono stati uno degli obiettivi preferiti dai terroristi di Miami.

L’epidemia di dengue emorragico ci è costata la vita di 101 bambini. E’ impossibile dimenticarlo. Come, tantomeno, possiamo dimenticare che è stato incendiato un asilo infantile in cui si trovavano 600 bambini.
La mafia anticubana ha sempre cercato di impedire che Cuba acquisti alimenti e medicine necessari a fare crescere felici e sane le nuove generazioni.
Contro questo tipo di terroristi agivano Gerardo, Ramón, Antonio, Fernando e René. Pensiamo a loro mentre osserviamo la vita che cresce intorno a noi, compreso i piccoli e vivaci passi di questi allegri cubani che cominciano ora la loro vita scolastica.